“Vogliamo valorizzare la figura femminile contro la cultura patriarcale – ha sottolineato il sindaco Alessandro Rocchi. Monica Pomili, assessore all’inclusione sociale: “Dobbiamo continuare a parlare di pari opportunità, non stancarci mai”. Lina Lanciotti, storica presidente delle pari opportunità: “Sono contenta. Abbiamo raggiunto tanti obiettivi. C’è ancora tanta strada davanti e tante situazioni da risolvere”. Presente Daniela Capretti, la moglie dell’artista recentemente scomparso Francesco Colella, che è stata omaggiata da un bouquet di fiori, visto che l’occasione era il suo compleanno. Tanta commozione e platea piena, con Enrico Piergallini, vicepresidente del Consiglio regionale in sala, e Massimo Rossi. Il giovane artista Donato Gentili, presentando la sua opera scultorea dedicata alle onde del mare, ha ricordato la figura controversa e senz’altro da riscoprire del filosofo italiano Giordano Bruno. Silvia Alimenti ha spiegato la sua opera dedicata simbolicamente a una pianta ornamentale, pregna di ricordi e significati collegati alla figura materna; Gianpietro De Angelis ha ricordato Fëdor Dostoevskij e auspicato come l’Arte potrebbe salvare il mondo; Lina Lanciotti, che ha partecipato anche come artista, ha ricordato una mostra degli anni 80 svoltasi a Grottammare che promuoveva: “La cultura contro la guerra”, prospettando che anche la presente mostra possa promuovere la pace; Alessandra Marcianò ha esortato a continuare a lottare per ciò che è giusto.
Nel corso della presentazione sono stati ricordati i maestri scomparsi Paolo Annibali e Ubaldo Ferretti. Luciana Leoni ha letto alcune sue poesie: “Crederci” e “Criniera bianca”. Giancarlo Orrù ha ricordato come l’arte promuova da sempre la pace. Altri artisti non hanno parlato, ma è possibile visitare le opere in mostra al Kursaal. La location è significativa, proprio di fronte al mare, e le opere ispirano un senso di pace e di serenità. Una mostra da vedere, sognare e gustare, per riflettere sul valore dell’arte. L’Arte salverà il mondo?
Di certo Sant’Agostino non interpretava l’arte come bellezza solo estetica, ma come “pulchritudo”, cioè come armonia, grazia divina ed equilibrio, capace effettivamente di elevare l’uomo e favorire l’ordine e la salvezza. In questa ottica sì, possiamo affermare che l’“Arte”, cioè la “Pulchritudo”, salverà il mondo.