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FOTO e VIDEO Don Alfonso Rosati alle sue nuove comunità di Montelparo e Valdaso: vi propongo “Pane, amore e fantasia”

Di Giuseppe Mariucci, si ringrazia Alessandra Andreucci per la collaborazione.

Il saluto di benvenuto del Sindaco di Montalto, Daniel Matricardi nella parrocchia San Pietro Apostolo in Valdaso.

MONTELPARO – Il Comune di Montelparo ha dato il proprio benvenuto a don Alfonso Rosati, nuovo parroco della comunità di San Michele Arcangelo a Montelparo e della comunità di San Pietro Apostolo in Valdaso, frazione di Montalto delle Marche.

L’ingresso solenne nelle due parrocchie si è tenuto domenica 1 marzo 2026: alle ore 15:00 in Valdaso e alle ore 17:00 a Montelparo. In entrambe le comunità la Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri e concelebrata dal nuovo parroco don Alfonso Rosati insieme a tanti sacerdoti.

Una giornata di grande gioia e festa per le due comunità, gioia condivisa con i fedeli della parrocchia di Villa Rosa, venuti appositamente con un pullman dalla loro comunità, dove don Alfonso è stato parroco fino a oggi.

Il vescovo Palmieri, iniziando la celebrazione a Montelparo, ha affermato: “Don Alfonso torna in questa comunità dove è stato tanti anni fa, quando aveva 28 anni, e ora è qui per camminare di nuovo insieme a voi. Se i figli di quelli a cui hai fatto catechismo sono contenti di ciò che hanno sentito di lui, potremmo dire che per i nuovi bambini del catechismo sarai quasi un nonno!

Un grande grazie anche alla mamma di don Alfonso: non è facile affrontare un cambiamento. Siamo davvero contenti che anche lei sia qui e che lo accompagnerà”.

I gesti liturgici

La celebrazione si è aperta con la lettura del decreto di Nomina da parte del vicario foraneo don Luca Rammella e con l’invocazione dello Spirito Santo sul nuovo parroco.

Don Alfonso ha poi compiuto due gesti liturgici molto significativi, che esprimono il suo ministero in mezzo alla comunità ecclesiale.

Prima l’aspersione dell’altare e di tutti i fedeli con l’acqua benedetta del Fonte Battesimale, poiché il suo compito sarà riattualizzare continuamente nei parrocchiani il grande dono ricevuto nel giorno del Battesimo.

Poi la venerazione dell’altare con il bacio e l’incensazione dell’altare e del crocifisso, perché la missione del nuovo parroco sarà ricordare che l’unico fondamento della comunità cristiana è Gesù, di cui, nella Liturgia, l’altare è simbolo.

Vescovo Palmieri: “Gesù è un predicatore che cammina”

L’omelia di Mons. Gianpiero Palmieri parte da un’immagine semplice: Gesù è un predicatore che cammina. A differenza degli altri maestri del suo tempo, non aspetta che la gente vada da lui, ma si mette in movimento, va incontro alle persone e le cerca. Il suo cammino più impegnativo è quello verso Gerusalemme, dove sa che lo attendono la passione e la morte. Eppure non fugge: “indurisce il volto”, cioè sceglie con decisione di andare fino in fondo.

Nel percorso verso Gerusalemme c’è un momento di luce: la Trasfigurazione sul monte. Come Mosè ed Elia, anche Gesù sale sul monte per pregare. Lì i discepoli fanno esperienza della sua identità più profonda: è il Figlio amato del Padre. La voce che dice «Ascoltatelo» rivela che Gesù è il Cristo, pieno di Spirito Santo, e anticipa la gloria della risurrezione.

Questa esperienza non è solo per Gesù, ma anche per i discepoli: è una consolazione che li prepara al cammino difficile. Così è anche per noi. Ogni domenica la comunità cristiana si raduna perché si sente chiamata dal Signore. Nella Parola e nell’Eucaristia riceve la stessa buona notizia: «Tu sei mio figlio, l’amato».

Lo Spirito Santo trasfigura anche noi, donandoci una pace profonda che non ci chiude in noi stessi, ma ci spinge a fare il bene, specialmente verso i più fragili. La comunità diventa così tempio dello Spirito, corpo di Cristo risorto, segno della presenza di Dio nel mondo.

Il cuore del messaggio è questo: Dio ha una buona notizia per la nostra vita. Ci chiama figli, ci ama e ci accompagna nel cammino, anche quando è esigente e faticoso.

Il Vescovo Palmieri ha poi affermato: “Una comunità che ogni domenica si lascia riempire dal dono dello Spirito diventa tempio dello Spirito. I segni che abbiamo compiuto lo ricordano: siamo popolo di Dio, figli nel Figlio, tempio dello Spirito Santo. L’incenso, che onora ciò che rappresenta Cristo risorto, è segno della dignità della comunità.

Siamo tempio dello Spirito, popolo del Padre, corpo di Cristo risorto. È una realtà grande e meravigliosa. Per questo la comunità cristiana è preziosa: perché manifesta la presenza di Dio in mezzo al mondo.

Il ministero di don Alfonso è proprio questo: ricordarci ogni domenica che Dio ha una buona notizia per la nostra vita. Non solo parole, ma una verità che ci riguarda: «Tu sei mio figlio, ti amo, sei il mio compiacimento».

Questa è la buona notizia di ogni domenica. A volte la dimentichiamo e ci chiudiamo in noi stessi, perdiamo serenità e pazienza. Ma quando crediamo davvero a questa parola e la lasciamo entrare nel cuore, la pace di Dio torna ad abitare in noi.

E allora continuiamo il cammino insieme, come comunità cristiana, sostenendoci a vicenda, certi che il Signore cammina con noi”.

La professione di fede

Al termine dell’omelia, il nuovo parroco si è recato davanti al vescovo per rinnovare le promesse sacerdotali, esprimendo così la sua volontà di servire la comunità in comunione con il vescovo Gianpiero.

Il vescovo Palmieri ha aggiunto: “Tra poco don Alfonso compirà un gesto che esprime la disponibilità a presiedere, cioè a servire tutti.

Come spesso dico, è una sedia particolarmente ‘bollente’ quella su cui ora si siede don Alfonso. Il Signore gli conceda di presiedere e servire questa famiglia parrocchiale, annunciando la Parola di Dio, celebrando i santi misteri, testimoniando la carità di Cristo”.

Il primo discorso di don Alfonso alla sua nuova comunità

Alla fine della celebrazione ha preso la parola anche il nuovo parroco, don Alfonso Rosati: “Ben ritrovati! Ringrazio il Signore che, ancora una volta, ci ama, ci vuole bene, ci mostra tutta la sua bontà; nel suo silenzio si ricorda di noi, e lo fa attraverso tutti voi che siete qui presenti.

La Provvidenza c’è, c’è stata e sicuramente non mancherà. Con mia mamma, con cui condivido tutto, mi sostiene e mi accompagna. Ecco l’occasione: siamo pronti a ravvivare un po’ la vostra esperienza? Questa è la mia personale missione; questo è l’obiettivo che mi è stato affidato”.

Don Alfonso ha poi affermato: “Da alcuni anni, attraverso vari passaggi, ho ripensato al film del 1953 Pane, amore e fantasia. Abbiamo il pane, cioè i sacramenti che accompagnano il nostro cammino verso l’incontro con Cristo. Poi c’è l’amore: la Parola di Dio e lo Spirito Santo che illuminano la nostra mente e il nostro cuore.

E poi c’è la fantasia: insieme possiamo mettere tutto a servizio della collaborazione di ciascuno. Ognuno di noi ha una particolarità; se le mettiamo insieme possiamo realizzare grandi cose, grandi realtà. La prima è vivere nella felicità.

Sviluppare questa fantasia significa anche saper gioire parlando di Gesù. Non è qualcosa di riservato o nascosto. Parlare di Gesù ci chiede di approfondire, di studiare, perché scopriamo che c’è una buona notizia, il pane della vita.

In quel film ci si chiedeva cosa ci fosse nel panino: la risposta era ‘pane e fantasia’. Anche noi lasciamoci ispirare, riportando tutto a Gesù, pane di vita. Troviamo il modo di unire questa fantasia alle esperienze vissute nelle diverse realtà. Quanti sacerdoti, in questi anni, hanno dato tanto”.

“È bello vedere persone disponibili a mettersi al servizio – ha affermato il nuovo parroco -. Anche oggi siamo qui per rileggere questa storia. Vivremo un momento di assemblea; forse non ricorderò ogni nome, ma vi chiedo di aiutarmi. Grazie a tutti!”.

Il saluto dei bambini del catechismo

Anche i bambini del catechismo hanno accolto il nuovo parroco con queste parole e hanno ringraziato tutti i sacerdoti che li hanno accompagnati in questi anni: “Carissimo don Alfonso, noi siamo i bambini del catechismo, i figli di quei ragazzi che trent’anni fa sono cresciuti con te e con te hanno ricevuto i loro primi sacramenti.

Quando i nostri genitori hanno saputo che saresti tornato nella nostra parrocchia, la loro gioia è stata così grande da contagiare anche noi.

E… mentre ti diamo il benvenuto vogliamo dirti una cosa: abbiamo saputo che i bambini di Villa Rosa avevano un segreto speciale: contare quante volte, durante l’omelia, dicevi la parola ‘storia’! Beh, tranquillo, oggi continueremo noi ciò che loro hanno iniziato!

Oggi vogliamo ringraziare padre Giorgio! Grazie per la bella catechesi di inizio Quaresima e chissà che un giorno non ci porti con te a salutare il tuo orso; e soprattutto vogliamo ringraziarti per aver fatto finta di non sentire il nostro parlottare dietro l’altare durante la Messa.

Grazie anche a padre Agostino per averci raccontato la storia dell’amore di Dio per noi. Grazie per aver risposto alle nostre domande un po’ scomode senza stancarti di spiegarci!

Grazie anche a don Gianluca per averci accompagnato alla Prima Comunione. Con lui abbiamo imparato che la fede è una cosa bella, da vivere con il cuore… ma anche con il sorriso.”

Il saluto della comunità di Montelparo

Il saluto della comunità di Montelparo, letto da Giuseppe Mariucci, membro del Consiglio Pastorale della Parrocchia di San Michele Arcangelo:

“Diamo il benvenuto a Sua Eccellenza Giampiero Palmieri e a don Alfonso. In verità è un bentornato: bentornato al Vescovo Palmieri, che è sempre una gioia averlo qui con noi, e bentornato a don Alfonso!

Voglio infatti ricordare ai più giovani e ai nuovi arrivati che oltre trent’anni fa, nel 1994, un giovane e vulcanico don Alfonso, non ancora trentenne, guidò con entusiasmo e coinvolgimento la nostra comunità per quattro anni, realizzando tante iniziative e includendo fedeli di ogni età, che lo hanno molto amato, poi sempre ricordato e cercato.

Oggi accogliamo il suo ritorno con amore e misericordia, memori della sua vivacità, della sua allegria e della sua fede, tutte qualità che siamo sicuri siano cresciute e maturate in questi trent’anni. Bentornato a Montelparo, don Alfonso!”.

Dopo la Messa, tutti i fedeli presenti hanno vissuto un piacevole momento di convivialità, al quale hanno partecipato i sacerdoti convenuti e anche il vescovo Palmieri.

Parrocchia di Valdaso