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Diocesi del Piceno, don Luigino Scarponi: “A Loreto un momento di grazia per il clero marchigiano”

LORETO – “Una giornata di preghiera, riflessione e fraternità”: con queste parole don Luigino Scarponi, responsabile dell’Ufficio Clero delle Diocesi del Piceno, riassume la Giornata regionale di Spiritualità dedicata ai ministri ordinati e ai religiosi delle Marche, che si è svolta Giovedì 26 Febbraio 2026 a Loreto, presso il Santuario della Santa Casa.

Per le Diocesi del Piceno ha partecipato una delegazione composta dal vescovo Gianpiero Palmieri e da altri quattro presbiteri: oltre al già citato don Luigino Scarponi, anche don Massimo Zorzin, parroco della comunità di Ripaberarda a Castignano, don Dieu Merci Asimbo, collaboratore parrocchiale dell’Unita Pastorale Regina Pacis e Sacro Cuore di Centobuchi, e padre François Marie Kayij Ngoy dell’Ordine dei Frati Minori, guardiano del convento Santa Maria delle Grazie e parroco della comunità di San Niccolò in Monteprandone.

L’iniziativa, promossa dalla Commissione Presbiterale Marchigiana della CEM (Conferenza Episcopale Marchigiana), è stata dedicata quest’anno al tema francescano “Madonna Povertà“. Come ha infatti sottolineato , “è sembrato opportuno cogliere una doppia coincidenza”: l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e la recente pubblicazione dell’Esortazione Apostolica di papa Leone XIV “Dilexi te“.

Un’occasione per pregare, meditare e ricaricarsi

La giornata si è aperta nella Basilica della Santa Casa con la celebrazione dell’Ora Media, presieduta da mons. Nazzareno Marconi, presidente della CEM, ed animata liturgicamente dai seminaristi.

L’appuntamento è entrato nel vivo con l’intervento di mons. Ivano Valagussa, responsabile della formazione del clero ambrosiano, il quale ha offerto una meditazione su “Madonna povertà”, a partire dalla testimonianza di San Francesco d’Assisi fino ad arrivare all’espressione “i poveri … una questione familiare” contenuta nell’Esortazione apostolica di papa Leone XIV “Dilexi te“.

Alla riflessione comunitaria guidata da mons. Valagussa, è seguita quella personale, poi condivisa fraternamente nei “cenacoli” animati da alcuni laici. Cinque le domande a cui i presbiteri hanno cercato di rispondere:

La mattinata è proseguita con la preghiera dell’Angelus e il passaggio nella Santa Casa, presieduti da mons. Andrea Andreozzi, vescovo delegato per la Commissione Presbiterale Marchigiana.

I presbiteri hanno concluso la ricca giornata con un pranzo comunitario consumato presso il Refettorio della Delegazione Pontificia. Non solo un momento di convivialità, ma un’ulteriore occasione di condivisione.

La testimonianza di don Luigino Scarponi

Afferma il responsabile dell’Ufficio Clero delle Diocesi del Piceno, don Luigino Scarponi:

La Giornata è stata un’occasione per riflettere sulla virtù della povertà nella vita del prete.

Nelle diverse componenti del Ministero, per essere a servizio totale di tutti. Nella scelta del celibato come una forma di povertà, perché rinuncia alla sessualità, valore autentico e vero ma relativo, a favore di un valore ancora più grande. Nella potenza del Vangelo che annunciamo, rinunciando a ciò che gli uomini ritengono importante.

Ma anche nella gestione dei beni: la libertà del Ministro nella gestione del denaro personale, parrocchiale ed ecclesiale è una testimonianza di fede. Come ci collochiamo verso il futuro? Una casa dignitosa, un “assegno per una vita decorosa”, sono un dono del popolo di Dio, perché il Pastore possa dedicarsi al Ministero, non come un rifugio ma fiducia filiale, libertà, relatività nel modo di presentarsi.
Il consumismo non è compatibile con il Ministero: sulla trasparenza amministrativa, sulla disponibilità a condividere, sulla gestione del denaro, la Chiesa mette tutta la sua credibilità.

In tutte queste varie sfaccettature della povertà nella nostra vita, noi preti abbiamo un grande esempio da seguire: San Francesco d’Assisi. Quando gli amici, stupiti, gli chiedevano ironicamente se avesse deciso di prendere moglie, Francesco rispondeva: ‘Sì, prenderò una sposa più nobile, più ricca e più bella di quante ne abbiate mai viste!’. Il Poverello d’Assisi si riferiva a Madonna Povertà (o alla Vera Religione, alla Vita Religiosa), che egli considerava la sua sposa immacolata, rendendola la più nobile, ricca e bella attraverso il suo spogliarsi dei beni terreni”.

Le parole di don Emilio Rocchi

Dello stesso avviso don Emilio Rocchi, segretario della Commissione Presbiterale Marchigiana che ha curato l’organizzazione della giornata. Queste le sue parole:

Trovarsi per una giornata vescovi, presbiteri, diaconi, fedeli laici, religiosi, seminaristi, ascoltare e pregare insieme, condividere il pranzo, salutare chi non si vedeva da tempo, presentarsi a chi non si conosceva, non può non ravvivare alla ‘scuola di Maria’ quella fraternità che rende la vita e la missione della Chiesa attraente e vitale, perché lo è prima di tutto per noi, ministri ordinati“.