Un evento “di emozione e responsabilità”, un “ritrovare Francesco ancora più vicino”, un invito ad andare “alla profondità del Vangelo”: sono le voci istituzionali che accompagnano l’avvio dell’ostensione delle spoglie mortali di san Francesco d’Assisi nella Basilica inferiore del Sacro Convento, nel cammino dell’ottavo centenario della morte del Santo.
Fra Marco Moroni, custode del complesso francescano, parla di un’esperienza di fede “corporea”, che richiama il cuore dell’incarnazione cristiana: “Entrare in relazione con i santi significa incontrare una vita donata. Francesco ha perso la propria vita per il Vangelo e proprio così l’ha ritrovata”. Il custode invita a “puntare all’essenziale”, oltre le molte letture del Santo: “Prima di tutto Francesco è un uomo di Vangelo che ci parla di Gesù”. Le prenotazioni sfiorano le 400mila presenze, con accessi regolati per garantire sicurezza e ordine pubblico. Per mons. Domenico Sorrentino, amministratore apostolico della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, esporre le ossa di Francesco “significa dire che Francesco è vivo”. Pace, custodia del creato, dialogo sono dimensioni note del suo messaggio, “ma il segreto più profondo è la scelta radicale di Gesù”. Mons. Sorrentino – che dal 25 marzo sarà emerito nella diocesi assisana – richiama il gesto dello spogliamento davanti al padre e al vescovo Guido come chiave di lettura: “Solo Gesù vale davvero, il resto passa”.
Per la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, si tratta di un momento “che non ha quasi parole per essere descritto”, capace di coniugare gioia, accoglienza e senso di responsabilità. La Regione nei giorni scorsi ha approvato all’unanimità la legge per l’ottavo centenario, con una dotazione di 2,5 milioni di euro e un’“opera segno”: l’istituzione di un hospice pediatrico nella rete delle cure palliative, definito “monumento alla vita” in onore del Santo assisano. “L’attualità di Francesco – ha sottolineato – sta nel suo coraggio rivoluzionario e nella sua capacità di parlare ai giovani. Colpisce l’attrattività che esercita ancora oggi in tutto il mondo”. Il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, evidenzia la sfida organizzativa di un evento lungo un mese: “Siamo abituati a grandi appuntamenti, ma qui il banco di prova dura 30 giorni”. Con prefettura, forze dell’ordine e volontariato è stata predisposta una macchina dell’accoglienza per garantire la migliore convivenza possibile tra pellegrini e residenti.
“A 800 anni dalla morte – afferma – il suo messaggio di pace, fraternità e rispetto del creato è più che mai attuale: se ognuno ne vivesse anche solo una parte, il mondo sarebbe migliore”.