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FOTO Venarotta, grande festa per i 50 anni di parroco di don Umberto Puglia: “Vi ringrazio perché ho sperimentato il vostro amore”

VENAROTTA – Si è tenuta Sabato 7 Febbraio 2026, presso la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, la Messa di ringraziamento al Signore per i 50 anni di Ministero di don Umberto Puglia come parroco. La data non è affatto casuale: infatti, l’arrivo di don Umberto a Venarotta risale proprio al 7 Febbraio 1976.

A presiedere la celebrazione è stato il vescovo Gianpiero Palmieri e, a concelebrare con lui, lo stesso don Umberto ed altri sacerdoti con cui il prete ha camminato nel corso degli anni.

Il parroco è stato accolto dal caloroso abbraccio di moltissimi fedeli, venuti per festeggiare una personalità che ha fatto la storia di questo paese. Presenti Fabio Salvi, sindaco di Venarotta, Antonio Ragonese, maresciallo e comandante della Stazione dei Carabinieri di Venarotta, il coro, che ha splendidamente animato la messa, e i parrocchiani provenienti sia da Venarotta sia dalle altre parrocchie in cui don Umberto ha svolto il suo Ministero.

Il ringraziamento della comunità a don Umberto: “Sei una guida preziosa nel difficile cammino della vita, per questo ti ringraziamo”

Viene chiamato a leggere Alfredo Mancini, per l’occasione in veste di ministrante, il ringraziamento che la comunità parrocchiale ha rivolto a don Umberto. Questo è quanto è stato detto: «Eccellenza Reverendissima, carissimi sacerdoti, autorità presenti e compaesani, con gioia immensa e gratitudine al Signore, festeggiamo oggi i 50 anni di servizio ministeriale in questa comunità del nostro caro sacerdote. Cinquant’anni dedicati con fede e coraggio al servizio di Cristo e della sua Chiesa presente a Venarotta. Caro don Umberto, lasciamo stare il conto degli anni e le vicende appartenenti al libro della tua vita. Noi vogliamo ringraziarti per il servizio che svolgi con coraggio, amore e dedizione verso la nostra comunità. Ti diciamo grazie perché sei una guida preziosa, un ascoltatore attento, un pastore vicino a ciascuno di noi. Ti diciamo grazie per la tua dedizione nel portare la presenza di Cristo nella vita quotidiana della comunità, soprattutto a chi è anziano, solo e malato. Ti diciamo grazie per averci trasmesso la fede con entusiasmo e passione e, più che mai in questo periodo pieno di dubbi ed incertezze, ci ricordi sempre di mettere la persona di Gesù al primo posto, non solo con le parole ma con gesti concreti. Ti rendiamo grazie per averci fatto capire, attraverso la tua vita, che la Chiesa siamo noi, popolo santo di Dio in cammino, che la parrocchia non è solo un distributore di servizi, ma una comunità che si fa unica davanti a Gesù e all’Eucaristia. Noi questo non lo avevamo capito, ma tu non ti sei mai stancato di ripeterlo. In questo giorno speciale ti rinnoviamo la nostra fiducia e il nostro affetto, augurandoti di poter continuare a servire la Chiesa e la comunità con la tua solita forza; inoltre, ti chiediamo di non smettere mai di pregare per noi che, pellegrini con te, continuiamo a camminare sul sentiero difficile della vita. Ti vogliamo bene. La comunità di Venarotta».

Omelie di don Umberto e del vescovo Palmieri

Don Umberto: “Ho cercato di essere luce e sale per voi

A seguito della lettura del Vangelo, prende la parola don Umberto il quale, attraverso l’omelia, fa intendere la semplicità e la serenità con cui ha abbracciato il suo ruolo di parroco, sia nel corso del suo servizio a Pescara del Tronto sia in quello attuale a Venarotta. Riprendendo le parole di San Paolo, che sono state lette nella Seconda Lettura, don Umberto ha detto: «Io mi sono attenuto a quello che l’apostolo Paolo scrive agli abitanti di Corinto parlando di sé: dice di non sentirsi degno di poter parlare di Gesù, di non riuscire a vivere in pienezza quello che sa e di non essersi sentito così pronto quando è venuto presso i Corinzi. Ecco, io posso dire la stessa cosa: sono venuto qui che ero molto giovane, avevo poco più di trent’anni e non avevo grandi obiettivi da raggiungere; insomma, non volevo essere chissà chi, ma, come diceva il Vangelo di oggi, vengo per essere sale della terra e luce del mondo. Ma ora vediamo cosa ci suggerisce il nostro vescovo quando parliamo di sale e di luce».

Vescovo Palmieri: “Sono tre gli elementi per capire un prete: rapporto con Dio, con la Chiesa e la preghiera per il suo popolo

Prende allora la parola il vescovo Palmieri, il quale, durante l’omelia, si concentra su due temi fondamentali: il significato delle parole “sale” e “luce” e i tre segreti per capire un sacerdote. Questo è quanto ha detto: «Questa Parola di Dio ci aiuta grandemente, perché qui ci chiede di essere sale della terra e luce del mondo. Ma che significano questi termini?

Quando un fedele, un figlio di Israele, saliva al tempio per portare le offerte, doveva aggiungere a queste, in qualunque caso, un po’ di sale; infatti, il sale è simbolo dell’amore, è ciò che, agli occhi di Dio, dona significato all’offerta ed è quello che conferisce sapore non solo alle offerte, ma anche alla vita.

Anche la luce è un simbolo potente, perché fa riferimento al racconto della Genesi: quando Dio crea il mondo, la prima cosa che fa è creare la luce. Ricordiamo poi che il sole, la luna e le stelle arrivano solo al quarto giorno; perciò, gli scribi si chiedevano che tipo di luce fosse quella del giorno uno e si rispondevano che Dio avesse detto una parola “luminosa”. Dio, per mezzo della sua luce divina, si adopera nel mondo per trasfigurarlo e renderlo luminoso. Se nel nostro cuore c’è la potenza dello Spirito Santo, in ciò che diciamo e facciamo, senza nemmeno volerlo, infondiamo luce. Una luce che si vede nel mondo, si vede nelle parole che diciamo e nei gesti che facciamo».

Chiariti entrambi i termini, il vescovo Palmieri passa al secondo tema della sua omelia, i tre elementi fondamentali del sacerdote, dicendo: «Per capire un sacerdote, in particolare uno della generazione di don Umberto, bisogna tener presente tre cose, tre segreti che fanno parte di quella formazione che un prete riceveva sin dal suo cammino di preparazione al sacerdozio.

Il primo segreto è il rapporto con il Signore: caro, intenso e profondo; in fondo, se c’è un amore nella vita di un prete è proprio quello con Gesù e, se non si capisce questo, non è possibile comprendere il profondo legame che un sacerdote ha con il Signore. Per questo San Paolo, nella Seconda Lettura, dice di non voler essere affabulatore o di incantare con la sua parola forbita, ma di non sapere nulla se non Gesù.

Il secondo aspetto è il rapporto tra il prete e la sua Chiesa. Avete visto che un prete, prima di celebrare, chiede la benedizione al vescovo? Sapete che, quando qualcuno diventa prete, gli altri che concelebrano gli mettono le mani sopra la testa? Questa cosa si chiama presbiterio: chi diventa prete è come se fosse “incardinato”, unito al vescovo e agli altri preti.

Il terzo elemento è che il prete possa rimanere in silenzio tanto tempo per pregare per tutti. Quando qualcuno diventa prete, una delle sei domande che vengono poste riguarda proprio questo; la domanda in questione è: vuoi pregare sempre per il popolo che ti è affidato?».

Alla fine dell’omelia del vescovo torna a parlare don Umberto e lo fa ricordando il momento del suo arrivo, in particolare le frizioni che c’erano in paese per via delle elezioni comunali; si sofferma inoltre a fare un’analisi dei battesimi, delle cresime, dei matrimoni e, purtroppo, anche dei funerali, affermando che, nonostante i matrimoni negli anni siano diminuiti, è comunque soddisfatto di tutto quanto. Si sofferma poi su quella che ha voluto essere la sua missione in questa comunità: guidarla con amore e trasmettervi il proprio amore. L’omelia di don Umberto si chiude con un ringraziamento per averlo sopportato in questi 50 anni e con un augurio: essere luce e sale l’uno per l’altro.

Ringraziamenti di don Umberto: “Vi ringrazio perché ho sperimentato il vostro amore”

Alla fine della celebrazione prende la parola don Umberto per un breve discorso di ringraziamento. Ecco le sue parole: «Dico grazie non solo alla comunità di Venarotta, ma anche a quelle in cui sono stato, come Capodacqua, Roccafluvione ed altre. Chiedo scusa se in qualcosa non sono stato alla vostra altezza. Esprimo gratitudine al nostro coro che, con forza e voglia, ogni settimana si ritrova a fare le prove per la celebrazione domenicale. Ringrazio l’amministrazione pubblica, in particolare il nostro sindaco Fabio, che ho conosciuto quando era bambino ed ora è un membro importantissimo della comunità; ringrazio anche il maresciallo Antonio, con cui ho stretto un profondo legame d’amicizia mentre era in convalescenza in ospedale dopo l’attacco di un cane. Ringrazio anche coloro che si prodigano nel far crescere e migliorare questa comunità. Vi ringrazio perché ho sperimentato il vostro amore». Don Umberto è stato poi “costretto” a concludere il discorso per una crescente emozione ed è stato incoraggiato dall’assemblea con un applauso scrosciante.

Ringraziamento del maresciallo Antonio Ragonese

Viene fatta salire sull’altare Alessandra, una parrocchiana, per riportare il discorso di ringraziamento del comandante della Stazione dei Carabinieri di Venarotta, il maresciallo Antonio Ragonese. Questo è stato il discorso: «Caro don Umberto, a nome di tutta la Stazione dei Carabinieri, desidero esprimere sentite felicitazioni per il tuo cinquantesimo anno di servizio come parroco a Venarotta. Cinquant’anni di dedizione alla nostra comunità rappresentano un traguardo straordinario: una vita spesa al servizio degli altri, in particolare verso i più deboli e fragili. La tua presenza, capace di ispirare coesione sociale e partecipazione, è stata un punto di riferimento per tutti. Auguri di cuore per un sereno proseguimento del tuo Ministero».

Ringraziamento del coro: “Ti ringraziamo per la pazienza e la disponibilità, ma soprattutto per l’uovo di Pasqua”

Dal coro si sgancia Francesca Rapetta, la responsabile del coro, ed anche lei riporta altri ringraziamenti: «In genere non siamo noi quelli che parlano, ma è il coro che sente l’esigenza di esprimere un ringraziamento. Sono tanti i momenti di crescita che ci hai dato e molti quelli di confronto; sono tanti i Mercoledì sera che ci aspetti per le prove e tanti sono i canti che ascolti prendere forma per la Messa della Domenica. Ma sono due i motivi per cui ci sentiamo davvero privilegiati: il primo è la certezza dell’uovo di Pasqua enorme che ci fai trovare dopo la veglia che, insieme a te, apriamo ridendo come bambini; il secondo è il momento in cui, dopo ogni celebrazione, mentre sei rivolto verso il tabernacolo, canti insieme a noi l’ultima canzone con uno sguardo che esprime gioia e serenità. Grazie per quello che fai per noi».

Ringraziamento del sindaco e consegna del regalo a don Umberto

Ultimo, ma non per importanza, a portare i propri ringraziamenti è stato il sindaco di Venarotta, Fabio Salvi. Questo è quanto è stato detto: «Saluto e ringrazio tutti: Sua Eccellenza, parroci, autorità presenti, consiglieri e cittadini sia di Venarotta sia degli altri paesi. A nome della comunità esprimo gratitudine per don Umberto, ma anche gioia. È inusuale, al giorno d’oggi, pensare che qualcuno mantenga il proprio ruolo per 50 anni; infatti, don Umberto ha vissuto l’evolversi del nostro paese, di quelli vicini e della comunità. È qualcosa di unico e noi vogliamo partecipare della sua gioia. Don Umberto si è detto malinconico per certi aspetti; io dico però di pensare anche alle cose positive accadute in questi anni. Ringrazio don Umberto anche per la sua attività culturale: ha prodotto diversi volumi sulla storia del paese; lo ringrazio per le statistiche fornite oggi, in particolare quella sui sindaci. A tal proposito ti abbiamo fatto una targa che ti dono a nome di tutta l’amministrazione». Viene consegnata al presbitero la targa come ringraziamento per il suo servizio svolto.

Conclusa la Messa, l’assemblea si è spostata nelle sale parrocchiali sotto la chiesa e nel tendone antistante, per un momento conviviale.