CIVITELLA DEL TRONTO – Si è svolto dal 2 al 5 Febbraio 2026 un pellegrinaggio a Lourdes a cui ha partecipato don Stefano Iacono con alcuni fedeli della Vicaria Santa Maria in Montesanto, che comprende le comunità parrocchiali di Sant’Egidio alla Vibrata e Civitella del Tronto.
Spiega don Stefano, parroco della comunità di San Pietro in Colpagano di Civitella del Tronto e Madonna del Carmelo di Villa Lempa: “Ogni anno, in occasione della festa della Vergine Bernadette Soubirous, viene organizzato da qualche fedele questo pellegrinaggio a Lourdes. L’iniziativa è aperta a tutta la comunità della Vicaria e quest’anno abbiamo riempito due pullman. Il nostro punto di riferimento è il sig. Enzio Di Francesco, un parrocchiano della comunità di Paolantonio in Sant’Egidio alla Vibrata, che per molti anni ha prestato servizio nell’Unitalsi diocesana e sa quindi come muoversi nel santuario mariano francese. L’appuntamento, sebbene sia ormai divenuto una tradizione, è sempre un’esperienza nuova, di grande spiritualità e profonda preghiera“.
Il programma dei quattro giorni trascorsi in Francia è stato piuttosto intenso. “Siamo partiti con il pullman durante la notte tra Domenica e Lunedì scorsi e siamo giunti a Lourdes alle 8:00 del mattino – racconta il presbitero -, quindi già durante il primo giorno abbiamo potuto vivere tanti momenti di spiritualità. Al mattino abbiamo visitato la Grotta e celebrato la Santa Messa in Cripta. Nel pomeriggio, abbiamo percorso l’itinerario denominato ‘Passi di Bernardetta’, che ci ha portato attraverso i principali luoghi in cui la Vergine di Lourdes ha vissuto: il mulino natale, il Moulin de Boly; il Cachot dove visse con la sua famiglia e dove viveva ancora al momento delle apparizioni, nel 1858; poi l’Ospizio dove frequentò la scuola presso le Suore di Nevers; il luogo della sua Prima Comunione e la chiesa parrocchiale, dove ancora si può vedere il fonte battesimale utilizzato per il suo Battesimo e l’antico presbiterio dove Bernadette riferì al parroco i messaggi che cambiarono il destino di Lourdes.
“Anche Martedì 3 Febbraio è stato ricco di emozioni – prosegue don Iacono -. Abbiamo iniziato la giornata con la Via Crucis, inerpicandoci sulla collina delle Espélugues. Questo percorso, inaugurato nel 1912, è lungo circa 1500 metri, ed è in salita, all’aperto, tra boschi e rocce. La bellezza di quel posto è duplice: da un lato l’innegabile bellezza esteriore, data dalle oltre 100 statue in ghisa dorata che sono collocate lungo il percorso e dalla vista panoramica sulla città e sui Pirenei, che è possibile ammirare lungo il cammino; dall’altro lato la profonda bellezza spirituale che quel luogo sprigiona, un luogo di forte devozione in cui noi pellegrini abbiamo sentito la sofferenza della salita di Gesù al Calvario. Abbiamo concluso la mattinata con la celebrazione della Messa nella Basilica dell’Immacolata Concezione, che si trova proprio di fronte alla collina.
Nel pomeriggio abbiamo avuto l’opportunità di visitare due luoghi molto significativi: la monumentale basilica di San Pio X, che è un imponente luogo di culto sotterraneo, a forma ovale, che può ospitare fino a 25.000 persone ed è famoso per le sue celebrazioni internazionali; il Salus Infirmorum, la casa di accoglienza dell’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) che ospita pellegrini ammalati e con disabilità; il Medical Bureau des Constatations Médicales (Ufficio delle Constatazioni Mediche), che è l’organismo ufficiale del Santuario incaricato di esaminare le guarigioni inspiegabili. Abbiamo poi concluso la seconda giornata a Lourdes con la preghiera del Rosario nella Grotta”.
Anche il terzo giorno è stato intenso. Racconta don Stefano: “Durante la mattinata abbiamo vissuto due momenti di devozione e commozione: il rito dell’acqua nelle piscine e l’unzione degli infermi durante la Messa celebrata in Cripta. Nel pomeriggio, invece, abbiamo compiuto il rito di accensione delle candele. Come di consueto ormai da cinque anni, abbiamo offerto alla Madonna un cero con il nome del nostro gruppo, ‘Apostoli della Speranza’. A seguire abbiamo vissuto un momento di preghiera al di là del fiume Gave de Pau, che scorre proprio accanto alla Grotta di Massabielle. Infine abbiamo concluso la giornata con la preghiera del Rosario nella Grotta della veggente. Onestamente è difficile raccontare a parole quello che abbiamo sentito e sperimentato: posso solo dire che abbiamo vissuto momenti, personali e comunitari, di preghiera e di vicinanza alla Madonna e al Signore che resteranno per sempre nel nostro cuore. “.
Conclude don Stefano: “Il pellegrinaggio a Lourdes è stato un viaggio di ristoro per l’anima, durante il quale siamo stati protagonisti di momenti indimenticabili, come ad esempio la processione aux flambeaux, la suggestiva fiaccolata che abbiamo vissuto ogni sera alle ore 21:00 e che ha registrato la presenza di migliaia di pellegrini che hanno pregato il Rosario e cantato in lingue diverse, ma tutti uniti sotto la stessa fede, sotto la stessa luce.
Se proprio devo scegliere un momento da incorniciare, penso alla grazia che abbiamo ricevuto durante l’ultimo giorno di permanenza a Lourdes, Giovedì 5 Febbraio. Poiché pioveva, ci hanno fatto mettere sotto alla Grotta mentre pregavamo il Rosario, tra l’altro in diretta. In tanti anni che sono andato a Lourdes non era mai capitato che consentissero ad un intero gruppo di rifugiarsi sotto alla Grotta! L’intensità di quel momento, quindi, è stata veramente forte: pregare nel luogo dove la Madonna è apparsa alla piccola Bernadette ha scatenato un’emozione grandissima in tutti noi! Siamo tornati a casa con la pace e la gioia nel cuore”.





























