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FOTO Giornata per la Vita, la testimonianza dei giovanissimi Giorgia Massaroni e Andrea Scartozzi

GROTTAMMARE – Domenica 1 Febbraio 2026 la Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto ha celebrato la 48ª Giornata per la Vita con una serie di iniziative curate dal Centro Famiglia e dal Centro Accoglienza Vita di San Benedetto del Tronto (leggi qui il racconto della giornata: https://www.ancoraonline.it/2026/02/02/diocesi-san-benedetto-giornata-per-la-vita-dallassemblea-il-grido-di-un-bambino-per-dire-no-alle-guerre-nel-mondo/).

Tra i numerosi fedeli accorsi per vivere i vari momenti di riflessione, preghiera e convivialità, abbiamo scelto un ragazzo e una giovane ed abbiamo chiesto loro un commento sulla giornata.

“Vivere senza la pretesa di essere migliori degli altri”

Giorgia Massaroni, che ha quasi 17 anni e frequenta il gruppo di catechismo del dopo Cresima, afferma: “È stato un bel pensiero quello di dedicare la 48ª Giornata per la Vita ai bambini, perché sono sempre loro a fare le spese dei comportamenti dei più grandi, senza poter decidere autonomamente, bensì subendone le conseguenze. Penso, ad esempio, alle guerre in corso nel mondo e a quanto sia sempre più necessario difendere il valore della vita umana”.

“In particolare – prosegue la giovane – mi ha colpito quello che ha detto il vescovo Gianpiero, perché non ha colpevolizzato noi giovani, rimproverandoci per tutte le volte che non rispettiamo il valore della nostra vita, magari sciupandola o non difendendola, bensì si è rivolto soprattutto agli adulti, esortandoli a comportarsi come i bambini. Non ad essere innocenti o teneri, ma a farsi piccoli come loro, a vivere la loro vita con gli stessi sentimenti dei bambini: senza invidiarsi a vicenda, senza lottare per diventare più ricchi o più potenti o più sapienti, senza mettersi in competizione con gli altri, senza avere la pretesa di  essere migliori degli altri”.

Conclude Giorgia: “Le sue parole mi hanno colpito profondamente, perché spesso ci viene detto il contrario, cioè  di gareggiare, competere, di misurarci con gli altri con l’obiettivo di eguagliarli o addirittura superarli. Mi è sembrato un punto di vista diverso, che da un lato mi ha rattristato perché ho pensato a quanto invece quotidianamente siamo lontani da questa logica, ma dall’altro lato mi ha fatto venire il desiderio di vivere la vita come ha detto lui”.

“Vivere la vita pensando all’amore che possiamo dare agli altri”

Andrea Scartozzi, che ha 13 anni ed appartiene al mondo Scout, afferma: “Non sapevo che esistesse una giornata dedicata alla vita. L’ho scoperto quest’anno! Questo mi ha fatto capire che spesso diamo per scontate le cose più preziose, proprio come la vita. Invece, se ci penso bene, ci sono tante situazioni in cui la vita non viene apprezzata e rispettata e questo riguarda tutte le persone di tutte le età“.

Prosegue il ragazzo: “La giornata di oggi mi ha fatto riflettere molto sui bambini che non sono fortunati come noi: non solo quelli che stanno vivendo la tragedia della guerra e che spesso appaiono nei telegiornali, ma anche quelli che vengono abbandonati e sono costretti a vivere senza una famiglia. Credo che questo debba essere terribile! Ecco perché l’adozione è un grande gesto di generosità: significa dare amore a chi non l’ha ricevuto e quindi ne ha ancora più bisogno“.

“Come ci insegna Gesù – conclude Andrea -, è più importante dare che ricevere. E come ha detto il nostro vescovo Gianpiero, dovremmo tutti vivere la nostra vita non lottando per essere più potenti o più ricchi, ma pensando all’amore che possiamo donare agli altri: quella è la ricchezza che dobbiamo avere per entrare nel Regno di Dio”.