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San Benedetto, Istituto Guastaferro, la voce ai rappresentanti Veronica e Matteo: “È una scuola che merita molto di più”

Veronica Orazietti e Matteo Pulcini, rappresentante di istituto dell’IIS Guastaferro

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dare voce agli studenti, favorire il dialogo con la dirigenza e contribuire al miglioramento dell’ambiente scolastico: è questo il compito dei rappresentanti di istituto. Veronica Orazietti e Matteo Pulcini, rappresentante di istituto dell’IIS Guastaferro di San Benedetto del Tronto, raccontano la loro esperienza tra responsabilità, ascolto e partecipazione. Dalle loro risposte emerge l’immagine di una scuola attenta alle relazioni, con una didattica solida e la necessità di continuare a investire su organizzazione, spazi e momenti di aggregazione.

Quali sono, secondo voi, le priorità più urgenti da affrontare nella vostra scuola in questo momento?
V. In questo momento credo che alla base delle priorità ci sia soprattutto il miglioramento dell’organizzazione scolastica. La preside ha già risolto la maggior parte dei problemi all’interno dell’istituto, quindi ritengo che questo sia uno degli aspetti principali che possano essere ulteriormente migliorati.
M. Secondo me la priorità da affrontare è indirizzare i ragazzi ad avere un comportamento consono, facendo capire loro che frequentano un istituto pubblico e che è necessario mantenere un atteggiamento adeguato. Questo sarà utile anche per la loro vita al di fuori della scuola.

In che modo il ruolo di rappresentanti di istituto può contribuire concretamente a migliorare la vita scolastica degli studenti?
V. Il nostro compito è fare da intermediari tra studenti e dirigenza scolastica. Possiamo raccogliere idee e problemi segnalati dagli studenti e portarli nei consigli d’istituto, proponendo possibili soluzioni e discutendone con chi può concretamente realizzarle.
M. Il ruolo di rappresentante d’istituto è molto importante perché è un tramite tra i ragazzi e la dirigenza. Deve ascoltare le esigenze di tutti gli alunni e riportarle alla dirigente per risolvere i problemi e soddisfare i bisogni degli studenti.

Quali difficoltà incontrate più spesso nel rappresentare le esigenze degli studenti nei confronti dell’istituzione scolastica?
V. La maggiore difficoltà è che spesso gli studenti non segnalano reali problemi e, quando lo fanno, si tratta di questioni che non dipendono né da noi né dalla dirigente, come ad esempio l’eliminazione dei distributori automatici. Inoltre, a volte manca una comunicazione efficace a causa di fattori esterni, il che ci porta a essere disinformati su alcuni aspetti e a non riuscire a organizzare idee che potrebbero avere risvolti positivi per la scuola.
M. La difficoltà principale è che non sempre le esigenze dei ragazzi vengono prese in considerazione, ma spesso sono gli studenti stessi a non esprimere opinioni o a non parlarci delle loro difficoltà.

Come descrivereste il rapporto tra studenti e docenti nella vostra scuola? Ritenete che ci siano aspetti da migliorare?
V. Nella maggior parte dei casi il rapporto è ottimo. Molti professori cercano di andare incontro agli studenti accettando volontari, programmando le verifiche in anticipo e talvolta anche le interrogazioni. È chiaro che, se si creano situazioni scorrette come assenze strategiche, questi aiuti vengono meno. In generale, però, si instaura un rapporto sereno che migliora l’ambiente scolastico.
M. I rapporti con i docenti sono molto buoni perché cercano sempre di venirci incontro, ascoltano ciò che abbiamo da dire e si preoccupano per noi, aiutandoci ad affrontare le varie problematiche.

Secondo voi, come potrebbe essere migliorata la qualità dell’insegnamento e il metodo didattico adottato in classe?
V. Il metodo adottato dalla maggior parte dei professori dovrebbe essere seguito da tutti. Allo stesso tempo, anche gli alunni dovrebbero riconoscere gli aiuti ricevuti e cercare di evitare determinati comportamenti. Una comunicazione più efficace aiuterebbe a organizzare idee interessanti e utili per l’istituto.
M. La qualità dell’insegnamento e della didattica è molto buona, quindi non ho nulla da ridire in merito.

Che valore attribuite all’amicizia e alle relazioni tra studenti all’interno della scuola? In che modo la scuola può favorirle?
V. Le amicizie e le relazioni sono alla base di un buon ambiente scolastico. La scuola non serve solo a imparare nozioni teoriche, ma anche a insegnare a relazionarsi con gli altri e a vivere in società. Potrebbe favorirle aumentando il tempo della ricreazione, organizzando più eventi extracurricolari o assemblee.
M. L’amicizia tra studenti è fondamentale perché spesso la classe diventa una seconda famiglia. Ci si aiuta non solo nello studio, ma anche ad affrontare problemi esterni alla scuola. L’istituto può favorire tutto questo creando più eventi di aggregazione.

Per quale motivo avete deciso di assumervi l’impegno di rappresentanti di istituto?
V. Abbiamo scelto di candidarci perché vogliamo migliorare l’ambiente in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo, rendendolo il più interessante e divertente possibile.
M. Mi piaceva l’idea di lavorare per migliorare la scuola e la vita degli studenti all’interno dell’istituto.

Quali obiettivi concreti vi siete posti per questo anno scolastico?
V. Considerando che nella scuola sono già presenti molti strumenti a supporto del benessere e dell’apprendimento, il nostro obiettivo principale è creare situazioni coinvolgenti che favoriscano l’interazione e le relazioni tra studenti.
M. Creare momenti di aggregazione come tornei di calcio, basket e pallavolo. Abbiamo anche proposto incontri con studenti di altre scuole per confrontarci e instaurare nuove collaborazioni.

Di cosa avrebbe maggiormente bisogno la vostra scuola per funzionare meglio?
V. Credo che sarebbe utile la ristrutturazione di alcuni spazi, sia dal punto di vista funzionale che estetico, insieme a una migliore organizzazione interna.
M. Attualmente la priorità è ristrutturare alcune aree della scuola ormai decadenti e dotarsi di nuove attrezzature.

Se poteste cambiare una cosa della vostra scuola, quale sarebbe e perché?
V. Cambierei la reputazione della scuola. Ci sono studenti vivaci e studenti impegnati, come in tutte le scuole. L’insegnamento è valido e molto pratico, e proprio per questo resta impresso anche a livello teorico. L’ambiente è tranquillo grazie ai professori e questo rende lo studio meno stressante. È una scuola che merita molto di più.
M. Cambierei forse solo la struttura dell’edificio, perché è molto vecchia. Per il resto non cambierei nulla: è una scuola ottima grazie ai docenti, ai collaboratori, alla segreteria e soprattutto alla dirigente.