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FOTO Ascoli grande partecipazione per la festa in onore di Sant’Antonio Abate, Vescovo Palmieri: “Signore aiutaci a vivere in armonia”

ASCOLI PICENO – Si sono svolti tra il 14 e il 18 gennaio, ad Ascoli Piceno e nel suo territorio, i tradizionali festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate, caratterizzati da una sentita partecipazione di cittadini, famiglie e numerosi animali, a testimonianza di una tradizione ancora profondamente radicata nella comunità.

Dal 14 al 16 gennaio – Il triduo di preparazione
I festeggiamenti hanno preso avvio con il triduo di preparazione spirituale, che si è svolto dal 14 al 16 gennaio presso la Parrocchia di San Giacomo della Marca. Le catechesi e i momenti di preghiera hanno registrato una buona affluenza di fedeli, preparando la comunità al giorno centrale della festa.

17 gennaio – Il cuore della festa cittadina
La giornata del 17 gennaio ha rappresentato il momento culminante delle celebrazioni. Fin dalle prime ore del mattino si sono susseguite le Sante Messe, molto partecipate, con la presenza di sacerdoti confessori a disposizione dei fedeli.
Nel primo pomeriggio, presso il Campo Squarcia, si è tenuta l’esposizione dell’immagine di Sant’Antonio Abate, seguita dalla tradizionale benedizione degli animali e dei mezzi agricoli da parte del Vescovo Gianpiero Palmieri.

Il vescovo Palmieri ha affermato: «Sant’Antonio lotta contro il male per poter vivere in armonia con il creato. Gli animali ammansiti ai suoi piedi testimoniano una vita vissuta in armonia con Dio, con se stesso, con i fratelli e con tutte le creature».

Durante la benedizione, il vescovo Gianpiero, accompagnato dal parroco Don Carlo Lupi, ha pregato: «Ravviva, Signore, la nostra adesione a Te e aiutaci a vivere in armonia con le creature che Tu hai fatto».

Numerosi cittadini hanno accompagnato cani, animali da compagnia e da lavoro, creando un clima di festa e devozione che ha confermato il forte legame tra il Santo e il mondo animale.
A seguire, la processione ha attraversato la città dal Campo Squarcia fino alla Parrocchia di San Giacomo della Marca, raccogliendo una partecipazione numerosa e composta. La giornata si è conclusa con la Santa Messa di chiusura e, in serata, con la tradizionale Cena di Sant’Antonio, momento conviviale molto apprezzato.

17 e 18 gennaio – Tradizioni popolari nel centro storico
Nel pomeriggio del 17 gennaio e per l’intera giornata del 18, il centro storico è stato animato dalla XI Rassegna dei Canti di Questua, organizzata in collaborazione con il mercatino dell’antiquariato. Gruppi folkloristici e cantori hanno coinvolto cittadini e visitatori, riportando in vita una delle espressioni più autentiche della tradizione popolare legata al Santo.

18 gennaio – La benedizione degli animali
La mattina del 18 gennaio, nel chiostro di San Francesco, si è svolta la III Sfilata per cani e proprietari in onore di Sant’Antonio Abate. L’iniziativa ha richiamato un pubblico numeroso e curioso, confermando l’attenzione e l’affetto della comunità verso gli animali. Nel tardo pomeriggio si è tenuta la Santa Messa per tutti i benefattori vivi e defunti, che ha chiuso ufficialmente i festeggiamenti cittadini.

Le iniziative nelle campagne ascolane
Accanto agli eventi cittadini, significativi momenti di festa si sono svolti anche nel territorio. Sabato scorso, presso l’Azienda Agrobiologica Cartofaro nella frazione di Campolungo, i coniugi Adamo e Rosella Castelli, insieme ai figli Manuel e Tiziano, hanno rinnovato la tradizione contadina dedicata a Sant’Antonio Abate.
Nel corso della giornata si sono tenute la benedizione del pane e degli animali, impartita da don Paolo Sabatini, l’accensione del fuoco rituale e l’esibizione del gruppo folkloristico di Marino del Tronto, che ha animato la serata attorno al grande falò. La partecipazione è proseguita fino a tarda notte con degustazioni di prodotti locali, canti, balli e un apprezzato spettacolo pirotecnico.

Tra celebrazioni, riti popolari, falò e momenti conviviali, la Festa di Sant’Antonio Abate ha confermato anche quest’anno la sua capacità di unire città e campagne, persone e animali, rinnovando una tradizione che continua a rappresentare un forte elemento identitario per l’intera comunità ascolana.