GROTTAMMARE – Una chiesa gremita ha fatto da cornice all’ingresso ufficiale di don Roberto Traini, nuovo parroco di San Pio V, insieme al suo collaboratore don Bienvenu Napou, avvenuto domenica 18 gennaio alle ore 18.30. Tantissime le presenze, non solo dalla comunità di Grottammare, ma anche da Cupra Marittima e da numerose località della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, dove i sacerdoti hanno precedentemente prestato servizio.
L’accoglienza
Ad accogliere i nuovi pastori, durante la celebrazione presieduta dal Vescovo Gianpiero Palmieri, è stato il parroco uscente mons. Federico Pompei, insieme a don Claudio Capecci.
Numerosa e calorosa la partecipazione della comunità parrocchiale: la Confraternita dell’Addolorata, i movimenti ecclesiali, il Cammino Neocatecumenale, il Coro di ragazzi, giovani e adulti – che ha impreziosito la celebrazione con canti intensi e coinvolgenti – e i membri del Consiglio Pastorale.
Presenti anche molte autorità civili e militari, tra cui il sindaco di Grottammare Alessandro Rocchi, con la fascia tricolore, insieme alla Giunta e ai rappresentanti del Consiglio comunale.
Ad accompagnare don Roberto nella nuova comunità numerosi sacerdoti, così da rendere il presbiterio di San Pio V quasi insufficiente ad accoglierli tutti. Presenti anche i diaconi Andrea D’Aprile, Emanuele Imbrescia, Luciano Caporossi e Walter Gandolfi.
I gesti liturgici
Dopo i saluti iniziali e l’invocazione allo Spirito Santo, mons. Federico Pompei, in qualità di Vicario foraneo, ha dato lettura della Bolla di Nomina.
Sono seguiti i gesti liturgici propri dell’ingresso del parroco: l’aspersione dell’altare e dei fedeli con l’acqua benedetta del fonte battesimale, a richiamare la fede ricevuta nel Battesimo; la venerazione dell’altare con il bacio e l’incensazione, segno di Cristo presente nella comunità.
Un momento particolarmente significativo è stato quando, al termine della celebrazione e prima della benedizione finale, il Vescovo Palmieri ha invitato don Roberto a sedersi sulla sede presidenziale, gesto che indica come, in assenza del vescovo, sia il parroco a esercitare il ministero pastorale nella comunità. Tutti i gesti, compiuti con visibile commozione, sono stati accompagnati da un caloroso applauso dell’assemblea.
Le parole del Vescovo Palmieri
Nell’omelia, l’arcivescovo ha offerto una profonda riflessione biblica: «Al Signore non interessano i sacrifici di espiazione, ma che si compia la sua volontà. Quando Dio chiama, la risposta è: “io ci sto”. Oggi dobbiamo essere grati per avere un parroco in ogni comunità: non è scontato, in questi tempi».
Riferendosi al Battesimo di Gesù, il vescovo ha sottolineato come Cristo «non toglie semplicemente i peccati, ma li prende su di sé», entrando fino in fondo nella fragilità umana per salvarla.
«Il Battesimo – ha ricordato – è il sacramento fondamentale: riceviamo lo Spirito Santo, veniamo strappati alle nostre disperazioni e al male del nostro tempo, che è l’individualismo. Gesù ci rende creature nuove».
Rivolgendosi infine a don Roberto e a don Benvenuto, ha concluso: «Essere parroco e collaboratore è una gioia: è il modo più bello di essere preti. Grazie alla comunità di San Pio V e San Giovanni Battista per l’accoglienza, e grazie a don Federico e don Claudio per il servizio svolto».
Il saluto della comunità
Prima della benedizione finale, Paola Di Felice, presidente del Consiglio Pastorale parrocchiale, ha portato il saluto della comunità: «Viviamo un cambiamento epocale che ci chiede di amare oltre i confini e di accogliere le novità. Accogliamo don Roberto e don Benvenuto con grande gioia e ringraziamo don Federico e don Claudio per quanto hanno fatto. A don Roberto assicuriamo un confronto vero e sinodale: può contare su di noi».
A nome della comunità è stato consegnato un dono sia ai sacerdoti entranti sia a quelli uscenti.
Il saluto delle istituzioni
Il sindaco Alessandro Rocchi, intervenuto già sul sagrato e poi in chiesa, ha espresso il benvenuto a nome dell’intera città: «Ringrazio l’arcivescovo Palmieri e do il benvenuto a don Roberto Traini e don Benvenuto. A don Federico, che avrebbe meritato il riposo ma continua il suo servizio, va il nostro affetto. Cammineremo insieme con spirito di collaborazione per il bene della comunità».
Le parole di don Roberto
Molto intenso e personale il primo saluto di don Roberto Traini, che ha intrecciato ricordi, immagini e gratitudine: «I luoghi sono persone. I vostri volti e le vostre storie sono la mia casa».
Ha paragonato la parrocchia a un “condominio”, fatto di tante realtà diverse – Azione Cattolica, Cammino Neocatecumenale, scout, Caritas, catechismo, confraternite – chiamate a vivere insieme non da estranei, ma da fratelli.
«Vorrei essere il portinaio di questo grande condominio – ha detto – attento che nessuno resti fuori casa. Mi offro a Cristo completamente per voi, perché possiate incontrarlo ogni giorno».
Numerosi i ringraziamenti al vescovo, ai confratelli sacerdoti, alla famiglia, alle comunità di provenienza e a quanti hanno segnato il suo cammino vocazionale.
Le sue parole, accompagnate dal canto e da un lungo applauso, hanno reso ancora più intensa l’emozione della celebrazione.
La festa
Al termine della Messa, nonostante la pioggerellina, la festa è continuata sul sagrato della chiesa, dove i parrocchiani avevano preparato un rinfresco sotto due gazebo, per condividere un momento di gioia e fraternità.
Buon cammino, don Roberto e don Benvenuto!
























