CUPRA MARITTIMA – Grande partecipazione e sincera emozione a Cupra Marittima per l’ingresso del nuovo parroco, don Matteo Calvaresi, avvenuto sabato 17 gennaio alle ore 18.30, nella Chiesa di San Basso a Cupra Marittima.
Un’accoglienza calorosa
Ad accogliere don Matteo, durante la celebrazione presieduta dall’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, è stata una numerosa e festosa rappresentanza della comunità cuprense. Presenti le Confraternite maschile e femminile di San Gabriele e della Madonna del Suffragio, il Coro dei bambini e dei ragazzi, che ha intonato un canto all’esterno della chiesa all’arrivo del nuovo parroco, e il Coro degli adulti, che ha accompagnato con intensità e armonia l’intera celebrazione.
Numerosa anche la presenza delle autorità civili e militari, con il sindaco Alessio Piersimoni, fascia tricolore, la Giunta comunale, rappresentanti del Consiglio comunale, del Consiglio pastorale, dei gruppi e delle associazioni parrocchiali, oltre a tantissimi fedeli.
A concelebrare, insieme a don Matteo, diversi sacerdoti che hanno segnato la storia della parrocchia o che gli sono legati da amicizia e ministero: don Luigino Scarponi, don Armando Moriconi, don Dieumerci Asimbo Stella, don Paolo Vagni del Seminario, mons. Federico Pompei, vicario foraneo della Vicaria Madonna di San Giovanni, don Francesco Bollettini, insieme ai diaconi Luciano Caporossi, Walter Gandolfi ed Emanuele Imbrescia.
I gesti liturgici dell’ingresso
Dopo la lettura della Bolla di nomina, proclamata da mons. Federico Pompei, don Matteo ha compiuto i gesti liturgici propri dell’ingresso del parroco: l’aspersione dell’altare e dell’assemblea con l’acqua del Fonte battesimale, a richiamare il compito di custodire e ravvivare la fede ricevuta nel Battesimo; la venerazione e l’incensazione dell’altare, segno di Cristo fondamento della comunità cristiana.
L’Arcivescovo Palmieri, al termine della celebrazione e prima della benedizione finale, ha invitato don Matteo a sedere sulla cattedra del parroco, a indicare che, in assenza del Vescovo, è lui a esercitare il ministero pastorale nella comunità. I gesti, compiuti con evidente commozione, sono stati accolti da un lungo e caloroso applauso.
L’omelia dell’Arcivescovo Palmieri
Nel corso dell’omelia, l’Arcivescovo Palmieri ha ricordato che la vita è fatta di gioie e difficoltà, ma che la comunità cristiana si raduna ogni domenica per riconoscere che Gesù è in mezzo a noi, presente nella Parola e nell’Eucaristia.
Richiamando le letture del giorno e la figura di Giovanni Battista, il Vescovo ha approfondito il significato dello Spirito Santo che “aleggia” – o meglio, “cova” – come annuncio di una novità che sta per nascere. Una novità che è Cristo risorto, centro del mondo e sorgente di vita nuova.
«Quando siamo stanchi o scoraggiati – ha detto – lasciamoci trovare dallo Spirito Santo, che fa nascere uomini nuovi, come i santi». Rivolgendosi poi a don Matteo, ha aggiunto: «Il Signore ci sposta sempre un po’ più in là dei nostri confini, perché la nostra missione va oltre. Buon cammino, don Matteo».
Non è mancato il ringraziamento alla comunità di Centobuchi, che ha salutato don Matteo con affetto, e a don Roberto Traini, che ha lasciato la comunità di Cupra.
Il saluto della comunità e del sindaco
Prima della benedizione finale, un rappresentante del Consiglio pastorale ha espresso il saluto della comunità: parole di gratitudine, disponibilità e corresponsabilità, richiamando il cammino sinodale, “insieme sulla via”. In dono a don Matteo, un calice in legno d’ulivo.
Anche il sindaco Alessio Piersimoni ha voluto rivolgere il suo benvenuto: «Municipio e Chiesa si guardano con rispetto e collaborazione. Siamo pronti a lavorare insieme per il bene della nostra comunità».
La chiesa di San Basso e Sant’Andrea: arte e storia
La chiesa parrocchiale, profondamente legata al culto di San Basso, custodisce importanti testimonianze storiche e artistiche. Le reliquie del santo giunsero nel Piceno tra l’VIII e il IX secolo e furono definitivamente collocate nella Collegiata attuale, edificata tra il 1876 e il 1887 su progetto dell’architetto Virginio Vespignani.
Di grande valore il polittico di Vittore Crivelli (1493-95), raffigurante la Vergine con i santi Basso e Sebastiano, e la volta dipinta da Giuseppe Pauri, artista liberty attivo nella prima metà del Novecento.
La co-dedicazione a Sant’Andrea richiama la drammatica frana del 1569 che distrusse l’antico borgo omonimo. Ancora oggi, dalla costa, sono visibili i resti del campanile: memoria viva di una storia che unisce fede e territorio. San Basso e Sant’Andrea restano, non a caso, patroni e protettori della gente di mare.
Le parole di don Matteo
Visibilmente emozionato, don Matteo ha concluso con un saluto semplice e diretto: «Non merito tutta questa festa. Ho tanti limiti e difetti, ma in me c’è lo Spirito del Signore, ed è solo questo che conta. Da solo non posso fare nulla: ho bisogno di voi. Cammineremo insieme, tenendoci per mano, dove il Signore ci guiderà».
Il suo intervento, più volte interrotto dagli applausi, si è chiuso con un sentito ringraziamento alla comunità di Centobuchi e agli Scout, luogo di crescita umana e spirituale.
La festa finale
All’uscita dalla chiesa, la comunità ha condiviso un ricco rinfresco, in un clima di festa e fraternità che ha coinvolto persone di tutte le età. Un pomeriggio concluso tra sorrisi, amicizia e speranza.
Buon cammino, don Matteo, a Cupra Marittima.
Anche dalla redazione de L’Ancora, di cuore.

















