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Sant’Antonio Abate ad Ascoli Piceno: tra fede e tradizione, il programma

Di Roberto Cestarelli

ASCOLI PICENO – Torna anche quest’anno, ad Ascoli, l’appuntamento con la festa di Sant’Antonio Abate, uno dei santi più popolari della tradizione cristiana e universalmente riconosciuto come protettore degli animali. La ricorrenza sarà celebrata sabato 17 gennaio e, come da tradizione, richiamerà nel Centro Storico della città centinaia di persone con i loro animali.

La figura di Sant’Antonio Abate e le radici contadine della devozione

Sant’Antonio Abate non è soltanto una figura religiosa: eremita del deserto, padre del monachesimo e protettore degli animali, incarna la cura, la custodia e il rispetto per il creato. È il santo che veglia sugli esseri più umili e silenziosi, quelli che per secoli hanno garantito il sostentamento delle famiglie e scandito il ritmo della vita agricola. La benedizione degli animali, momento centrale della festa, affonda le sue radici in un mondo contadino autentico, dove bovini, suini, ovini e pollame rappresentavano ricchezza, speranza e futuro. Affidarli al santo significava affidare a Dio il lavoro, la sopravvivenza e la serenità domestica.

Il programma della giornata del 17 gennaio

Il cuore delle celebrazioni sarà il Campo Squarcia, dove alle ore 13:00 verrà esposta la statua del santo. Alle ore 15:00 è in programma il rito della benedizione degli animali e dei mezzi agricoli, impartita dall’arcivescovo diocesano, mons. Gianpiero Palmieri. La processione partirà subito dopo, alle 15.30, dal Campo Squarcia per dirigersi verso la parrocchia di San Giacomo della Marca, con la partecipazione della Polizia Locale e del Sestiere di Porta Solestà. La messa di chiusura della festa è prevista alle ore 17:00., mentre alle ore 20:00 si svolgerà la IV^Cena di Sant’Antonio – info: 3888443829 – 3289696322.

Celebrazioni religiose ed eventi nei giorni  precedenti e successivi

Le celebrazioni iniziano nei giorni 14, 15 e 16 gennaio con il triduo di preparazione e momenti di catechesi. Il 17 gennaio, giorno della festa, nella chiesa di San Giacomo della Marca, saranno officiate le sante messe alle ore 8, 9, 10 e 11, con confessori a disposizione dei fedeli. Nei pomeriggi del 17 e 18 gennaio, nel Centro Storico, si svolgerà XI^ Rassegna dei Canti di Questua, in collaborazione con il Mercatino dell’antiquariato. Il 18 gennaio, nel Chiostro di San Francesco, alle ore 11:00 si terrà la III^ Sfilata per cani e proprietari in onore di S. Antonio Abate e alle ore 18,30 si celebrerà, nella chiesa di San Giacomo della Marca, la messa per tutti i benefattori vivi e defunti.

Promotori, collaborazioni e accompagnamento musicale

L’iniziativa è promossa dal Comitato Festeggiamenti Sant’Antonio Abate della parrocchia di San Giacomo della Marca, in collaborazione con il Comune di Ascoli Piceno, il Sestiere di Porta Solestà e l’Associazione “Il Carnevale di Ascoli”. L’accompagnamento sarà affidato alla prestigiosa Banda di Venagrande, che garantirà il servizio con la propria consolidata esperienza e qualità artistica.

Sant’Antonio Abate e l’inizio del Carnevale ascolano

Oltre al suo valore religioso e comunitario, la festa segna anche l’apertura ufficiale del Carnevale ascolano, una delle tradizioni più sentite della città, che accompagnerà Ascoli fino al Mercoledì delle Ceneri, con il clou delle manifestazioni previsto nell’ultima settimana, in particolare nel giovedì e nel martedì grasso. È un passaggio simbolico: dalla protezione del santo al sorriso della festa, dalla tradizione religiosa alla libertà espressiva del popolo ascolano, che animerà vicoli e piazze con spirito arguto e partecipazione corale.

Un rito identitario tra fede, memoria e festa

La festa di Sant’Antonio Abate è dunque molto più di un appuntamento nel calendario: è un rito identitario, un ponte tra spiritualità, memoria contadina e anima festosa della città, in cui fede, cultura e Carnevale si intrecciano, rendendo Ascoli protagonista di una tradizione viva, autentica e profondamente condivisa.