
In particolare, i 170 cardinali presenti hanno parlato di “come vivere la sinodalità con tutti i compagni di strada, nell’orizzonte della missione, nella Curia con una maggiore internazionalizzazione e nei rapporti interni, evitando sovrapposizioni”. Si è discusso, inoltre, del ruolo degli organismi di partecipazione ecclesiale e della sinodalità “come processo che cresce nelle periferie”. Nei dieci interventi liberi della mattinata, è stata ribadita tra l’altro “la necessità di comprendere meglio, anche canonicamente, i meccanismi sinodali delle Chiese orientali” e si è parlato del rapporto tra la sinodalità e la liturgia e del coinvolgimento dei laici.
La sessione mattutina, presieduta dal cardinale Grech, si è conclusa alle 12.45, e quella del pomeriggio, presieduta dal cardinale Tagle, è cominciata alle 15.25 con una relazione del cardinale Fernandez sull’Evangelii gaudium e la missione. “Non è un testo scaduto col precedente Pontefice”, ha detto il cardinale: “C’è un cambiamento rispetto al pontificato precedente, ma è una sfida che non può non essere recepita”. Nei temi degli interventi liberi, cui hanno fatto seguito le relazioni dei gruppi, si è fatto presente anche il rischio che “la fede venga trascinata nella politica”.