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«Un paese si spopola se mancano lavoro e servizi» Parla il sindaco Cesaroni, pronto a confermare il ruolo trainante di Comunanza per le zone montane

di Maria Nerina Galiè

COMUNANZA- Consolidamento degli insediamenti produttivi e diversificazione puntando su turismo e agricoltura: vuole tutto il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni  per il rilancio di un paese che la scorsa primavera lo ha riconfermato con un plebiscito, quasi il 90 per cento delle preferenze. «Dal punto di vista del decremento demografico – afferma il primo cittadino – Comunanza sta meglio di altri Comuni. Dall’inizio dell’anno sono nati 18 bambini. Seppure meno del 2017, che ha registrato 27 nascite, è un buon indice. C’è vivacità con continue richieste di residenza». Avendo subito meno danni per il terremoto, Comunanza ha accolto diverse famiglie dai paesi più interni. «Ma anche qui, a breve, dovremo vedercela con le tematiche che caratterizzano ormai tutto l’entroterra – precisa il sindaco – lo spopolamento in primo luogo».

E allora che fare?
«Le persone – risponde Cesaroni – se ne vanno laddove mancano il lavoro e i principali servizi, come le infrastrutture. E l’intero territorio soffre di queste mancanze, che potrebbero essere sopperite intanto con la fusione dei Comuni montani. Lo predico da tempo, ma da solo. Una realtà unica, più grande, economicamente salda, più ricca di servizi, potrebbe essere l’unica speranza prima per i Comuni piccoli, poi per quelli che ancora trainano, tra cui Comunanza».

Quella della fusione è una parola ostica alle orecchie di coloro che si appellano all’esigenza di non perdere la propria identità.
«Il pericolo maggiore è che, non avendo strutture essenziali per la sopravvivenza, un Comune non può andare avanti. Ci sono alcune amministrazioni che non hanno segretario comunale e impiegati. Come fanno ad esercitare le proprie attività?»

Comunanza per il primo cittadino merita il titolo di paese trainante per l’economia delle zone montane.
«Siamo il terzo polo industriale del Piceno e la  Whirlpool, nonostante la vertenza Napoli, continua a confermare i suoi piani di investimento per lo stabilimento di Comunanza. L’indotto non dà segnali di crisi. Piuttosto nascono nuove aziende, prendendo spunto dal settore dell’agricoltura».
“Patasibilla”, questo l’esempio citato da Cesaroni, è una cooperativa di aziende agricole del territorio, specializzate nella coltivazioni della patata, pronta ad insediare a Comunanza un laboratorio per la trasformazione del prodotto, in gnocchi ed altri derivati. Ancora agricoltura con il Mercato della Terra, voluto dal Comune di Comunanza e Slow Food, che ha usufruito del contributo della Fondazione Carisap e coinvolge agricoltori pure della zona. «Poi c’è il turismo – continua il primo cittadino – al quale si rivolgono diverse strutture ricettive presenti in paese, alcune aperte da poco ed altre in procinto di rinnovarsi per essere sempre più competitive». Comunanza è capofila di un neo nato tavolo di coordinamento per lo sviluppo del Lago di Gerosa e che vede riuniti anche Montegallo, Montefortino e Montemonaco, insieme con il Consorzio di Bonifica Marche, la Camera di Commercio regionale e il Bim Tronto.  «Sulle sponde del bacino artificiale, al primo posto del programma regionale della riqualificazione delle aree interne con un finanziamento di un milione mezzo, c’è la grande struttura di Piantabete, di proprietà del Comune di Comunanza, destinata a diventare il fulcro delle varie iniziative», ricorda Cesaroni.

Piani ambiziosi, da realizzarsi a medio termine, che però non distolgono da argomenti di carattere sociale e di pubblica sicurezza, ottimisticamente di più prossima realizzazione.
«Si tratta intanto del Centro Polifunzionale di protezione civile, pagato con i soldi degli sms solidali raccolti da Croce Rossa Italiana, che sarà realizzato a Comunanza nella stessa area individuata per ospitare la base di eliambulanza, attrezzata per il volo notturno ed in condizioni di scarsa visibilità. L’impegno del Comune con la Regione è di terminare i lavori entro l’anno per la pista di atterraggio», sottolinea il sindaco.

Se la popolazione invecchia, a Comunanza come altrove, è bene attrezzarsi con un’adeguata Casa di Riposo. Partecipando ad un bando dell’Inail, l’amministrazione Cesaroni si era aggiudicata i fondi per costruirne una nell’ex Ipsia, in via Trento. Lì non se ne farà nulla. Con un finanziamento del terremoto già stanziato pari a 600.000 euro, ed una richiesta di altrettanti soldi, diventerà sede delle associazioni culturali del paese. Il progetto per la Casa di Riposo è stato delocalizzato nei pressi dell’asilo nido, a ridosso del Parco della Rimembranza, in un’area di proprietà della Fondazione “Ermanno Pascali”. «Sarà una struttura nuova e moderna – sono ancora le parole di Cesaroni –  tutta su un piano, con 40 posti letto invece che gli originari 24. L’Inail investe 3 milioni e 300.000 euro. Il Comune riscatterà il complesso versando per 20 anni il 5 per cento del ricavato della gestione. Si parla oltretutto di almeno 20 nuovi posti di lavoro per la zona».

Ed i giovani nel frattempo, come se la passano a Comunanza?
«Non si rilevano grossi problemi – afferma il sindaco -. Ci sono molte associazioni, che fanno capo a “Comunanza Eventi”, dove sono coinvolti,  e diverse società sportive per le quali abbiamo messo a disposizione palestra, circolo del tennis, palazzetto dello sport, pista di pattinaggio, bocciodromo e due campi da calcio. Rivolto ai ragazzi delle scuole poi c’è il progetto della scuola di musica, con la Banda comunale, e che ogni anno vede riconfermata la risposta. Dallo scorso anno c’è anche il corso di teatro, nato di pari passo con la stagione teatrale».

Sindaco, dove possono annidarsi criticità in paese?
«Più che criticità, l’auspicio che le chiese di Sant’Anna e San Francesco, da tempo fuori uso, possano tornare all’antico splendore. Lasciarle così è indecoroso, meritano la giusta attenzione l’una, San Francesco, perché molto antica e per di più si trova nel centro storico dove vogliamo portare avanti una strategia di recupero. L’altra è particolarmente cara ai cittadini, molti dei quali si sono sposati lì».

Che ci dice invece riguardo il nuovo gruppo che con lei amministra Comunanza?
«Ho avuto tante piacevolissime sorprese. Ne fanno parte ragazzi motivati, che non si tirano indietro davanti al lavoro e sono presenti in maniera inaspettata e competente. Fin da subito veterani e nuove leve si sono affiatati, portando avanti con entusiasmo eventi e progetti e operando nella soluzione delle problematiche legate alla vita cittadina».