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In Diocesi è tempo di gemellaggi, presenti oltre 2.500 terremotati

Terremoto43La Caritas diocesana

DIOCESI – Mentre i media parlano sempre di meno del sisma che ha colpito un territorio davvero ampio anche nella Marche, tra la gente dei nostri paesi dell’entroterra e quella accolta sulla costa, sempre di più si avverte la paura, lo smarrimento e il senso di incertezza.

Questa situazione chiede alla nostra comunità cristiana azioni di prossimità consistenti essenzialmente in una discreta ed accogliente vicinanza fatta di ascolto, di preghiera comune, di animazione e di rilevazione dei bisogni.

In questi giorni i preti e le Caritas parrocchiali hanno cercato di fare una prima mappatura, grazie alla disponibilità della protezione civile e delle strutture ricettive, per quanto riguarda l’accoglienza sulla costa. La situazione, soggetta a continue variazione, è la seguente:

Provenienti dai territori toccati dal sisma di Caldarola (MC) – Montegallo- Roccafluvione – Camerino – Castel di Lama – Fermo – Ussita – Pieve Bovigliana – Grottammare- Tolentino  – San Ginesio – Corinaldo: Gli hotel che hanno fatto accoglienza sono:

  1. Hotel Parco dei Principi 40 persone
  2. Hotel Lo squalo 50 persone
  3. Hotel Roma 70 persone
  4. Hotel La perla Preziosa             291 persone
  5. Hotel Concorde 50 persone
  6. Hotel Jerry 95 persone

Presso Cupra Marittima:

  1. Camping Calypso
  2. Villaggio Verde Cupra
  3. Hotel Anita

Per quanto riguarda la zona internale notizie che abbiamo per ora sono queste:

L’8 novembre, nella nostra sede Caritas di San Benedetto del Tronto, si è svolto l’incontro tra la Caritas Italiana e le delegazioni Caritas delle Marche, del Piemonte-Valle d’Aosta, della Liguria, dell’Emilia Romagna e della Calabria. Accanto alle Caritas delle Diocesi marchigiane colpite dal sisma – Ascoli Piceno, Camerino-San Severino Marche, Fabriano-Matelica, Fermo, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto – erano presenti anche tutte le altre Caritas della regione. Durante l’incontro si è condiviso il modello organizzativo e di intervento messo a punto a livello regionale per gestire la presenza in loco a sostegno della complessità che vivono le diocesi colpite. A livello regionale si è attivato il NOE – Nucleo Operativo Emergenze a partire dal 3 novembre scorso con l’obiettivo di sostenere le Caritas diocesane colpite, sia nella fase acuta dell’emergenza che in quella successiva. Don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, ha ricordato le linee di fondo dell’intervento Caritas: «Rimettere la comunità al centro degli obiettivi da realizzare, restare comunque accanto e a servizio delle persone colpite, in qualsiasi luogo si trovino, valorizzando la presenza della Chiesa locale anche vicino a quanti si sono dovuti allontanare dal territorio»..

Mercoledì 9 novembre sempre nella nostra sede si è svolto l’incontro con i referenti delle diverse zone della diocesi. Sono emerse le seguenti proposte quale possibile strategia di intervento a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto:

Anche la Consulta laicale si è coinvolta per ora con l’Azione Cattolica (gemellaggio con Force) Fides Vita (hotel Relax); Centro Sportivo (proposte cfr allegato 2); Unitalsi (Danubio); Sono state scelte due chiese come punto di riferimento delle popolazioni accolte sulla costa perché oltre l’integrazione ci siano momenti che aiutino a mantenere la propria identità: presso la cappellina dell’Immacolata per la comunità di Accumuli ed Amatrice e presso la Chiesa della Domus a Porto d’Ascoli per la diocesi di Ascoli. Per gli altri nelle Chiese vicine agli Hotel. Per eventuali altre celebrazioni è bene prendere accordi con il parroco del territorio. E’ auspicabile animare la preghiera soprattutto dove ci sono gruppi di anziani abituati alla frequenza quotidiana della Chiesa.

aggiornamento-sisma-10-11-2016