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Santa Caterina: un punto di riferimento per l’Europa in crisi

santa caterina

 

Zenit

EUROPA – Ricordare la figura di Santa Caterina da Siena nella nostra epoca, è un atto controcorrente, specie in un momento, in cui l’Italia e l’Europa “sono di nuovo attraversate da venti gelidi di decadenza morale, crisi spirituale e frammentazione politica”. Lo ha dichiarato il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario del Sinodo dei Vescovi, durante le celebrazioni per la patrona, avvenute a Siena, domenica scorsa, con cinque giorni d’anticipo sulla festa liturgica.

Il cardinale si è soffermato in modo particolare sulla sfida delle migrazioni, in particolare nei confronti della “tenuta economica e politica” e la “statura morale” dell’Europa stessa. L’esodo di milioni di persone da altri continenti, che si mettono in cammino per la loro “sopravvivenza”, spesso pagando con la vita, è un fenomeno “non più emergente”, ha sottolineato Baldisseri, che ha ricordato il significato della recente visita di Papa Francesco a Lesbo.

Nel suo ultimo viaggio, il Santo Padre “ha voluto segnalare con forza” il dramma delle migrazioni, “affinché si giunga a scelte coraggiose e si incoraggino iniziative che rispettino la dignità delle persone”, ha aggiunto il porporato. In tal senso Santa Caterina “seppe dai più alti livelli della Chiesa e della società ai più umili, portare e testimoniare l’alto messaggio dell’amore di Dio e del prossimo”.

Non solo la patrona d’Italia fu instancabile nella sua carità verso i “poveri”, gli “ammalati” e i “carcerati” ma si pone a noi contemporanei come una “grande testimone dell’amore”, che ci sprona a “vincere la nefasta globalizzazione dell’indifferenza”, che “anestetizza di fronte al dolore altrui e impedisce di vivere la novità del comandamento dell’amore”.

In quanto compatrona d’Europa, ha proseguito Baldisseri, Santa Caterina “parla eloquentemente al nostro continente”, che, per usare le parole del Papa, “rassomiglia ad una nonna sterile, piegata su se stessa, impaurita”.

In conclusione, il cardinale ha affidato alla santa, l’intera arcidiocesi di Siena, “con le sue gioie e le sue speranze, i suoi dolori e le sue angosce, e anche il mondo intero con le sue immense necessità e tragedie”.