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“Amici del Presepe”, A tu per tu con Aldo Chiaromonte

PresepeSAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è concluso da qualche giorno presso l’Abbazia di San benedetto Martire il corso avanzato di presepismo.

Con l’occasione abbiamo intervistato Aldo Chiaromonte  presidente dell’associazione “Amici del Presepe” di San Benedetto del Tronto.

Aldo, ci parlaci di te e dell’associazione “Amici del Presepe”
L’Associazione “Amici del presepe” è una realtà che troviamo sia a livello nazionale che internazionale.
Ho realizzato per diversi anni il presepe nella mia parrocchia Santa Maria della Marina, ma per motivi di lavoro lasciai negli anni l’incarico ad Alfredo Feriozzi, il quale si era attivato all’epoca che l’amore del presepe va divulgato non tenuto solo per sé.
Nel periodo in cui era parroco don Paolo Civardi, venivano premiati il 6 gennaio i presepi migliori della parrocchia. Dopo due anni consecutivi in cui ricevetti il premio, mi dettero la licenza “ad honorem”.

Nel 1997, per aiutare una famiglia bisognosa per curare il figlio, mi inventai con mia sorella il presepe che facciamo tuttora in via Laberinto, riuscendo a tirare su qualche soldo.

La mia tecnica è anche quella di variare ogni anno la struttura stessa del presepe, alternando un anno un presepe storico e due anni popolare.

È diventato, questo presepe, una “tappa fissa” nel giro di presepi che si fa di solito nel periodo natalizio, e per fortuna c’è sempre molta gente che viene a visitarlo.

Nel 2002 incontrai don Peppe Capecci di Offida al convegno nazionale “Amici del Presepe” e decidemmo di fondare una sezione provinciale ad Ascoli.
Eravamo tre cittadine, Fermo, Ascoli e S. Benedetto. Nel 2008, vista l’esigenza di lavorare in maniera meno dispersiva, siamo stati quindi autorizzati a creare una sottosezione, poiché non tutti i membri, ad esempio di Fermo, riuscivano ad andare ad Ascoli per gli incontri dell’associazione.

Proprio a proposito dei corsi, come vengono svolti?
I corsi vengono fatti limitatamente al tempo disponibile. Il tema centrale degli incontri è quello di riuscire ad insegnare tecniche nuove per la realizzazione dei presepi, impegnandoci noi, come organizzazione, di far spendere il meno possibile durante i corsi: lo scopo è quello di gettare il seme per far avvicinare le persone al presepe. Ogni incontro dura due ore, che si ripetono per due incontri, e l’appuntamento con i partecipanti viene rinnovato all’anno successivo.

 

Qual è un tuo sogno?
Spero che questa passione non vada a finire!
Anche a livello nazionale si registra un calo di interesse, non si investono più tanti soldi in questa bellissima arte. Il mio desiderio è quello di far crescere la passione e soprattutto l’amore verso il presepe.