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“Verso l’infinito e oltre…” il libro di Antonio Gaspari, direttore di Zenit

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È ragionevole essere ottimisti quando tutto sembra andare male. Non si rischia di essere superficiali e ingenui nel credere che il bene è più forte del male? In che differisce l’ottimisti de positivisti da quello dei credenti?  Dove si trova la fonte dell’ottimismo? Conta di più la ragione o il cuore?

A questo e altre domande cerca di rispondere il libro Verso l’infinito e oltre – Storie per un manuale dell’ottimismo scritto da Antonio Gaspari e pubblicato in coedizione da ZENITbooks e IfPress.

Il libro prende spunto dalla filosofia di vita di Buzz Lightyear, uno Space Ranger al servizio del Comando Stellare, reso famoso dai film prodotti dalla Pixar, Toy Story, e si svolge raccontando le storie di uomini e donne che hanno testimoniato con le loro vicende terrene l’ottimismo nella forma più alta, che è quella di appassionati amanti dell’umanità alla ricerca di Dio.

Secondo l’autore del libro, pur essendo un personaggio cinematografico, nella sua autentica ed eroica vocazione Buzz Lighyear esprime una verità inconfutabile dei destini umani, e cioè quello di vivere sulla terra ma con gli occhi, il cuore e la mente rivolti al cielo, mossi dal desiderio primordiale di conoscere l’infinito e non accontentarsi di quanto scopre, continuando a cercare coraggiosamente “l’oltre” e “l’altro”. Puro nei suoi ideali, Lighyear cerca di difendere l’umanità dal malvagio imperatore Zurg, che domina sul Pianeta Z.

Lo scrittore e giornalista Gaspari sostiene che nella sua semplicità il confronto tra Buzz e Zurg riflette il contrasto tra chi “nutre e alimenta speranze e chi invece ha già ceduto alla disperazione”.

È scritto nell’introduzione al libro: “Un confronto tra chi trova sempre argomenti per lamentarsi e chi propone suggestioni eroiche. Tra chi è già spaventato prima ancora che il problema si ponga e chi invece trae forza dalla difficoltà dell’impresa, trasformando la propria debolezza in rinnovata energia mossa dal coraggio”.

Ha scritto a tal proposito l’inventore del parafulmine e padre della Dichiarazione D’Indipendenza degli Stati Uniti, Benjamin Franklyn: “L’ottimista vede opportunità in ogni problema mentre il pessimista vede problemi in ogni opportunità”. La storia e l’esperienza di vita confermerebbero che la qualità decisiva per affrontare e risolvere le difficoltà è l’approccio positivo, amorevole e fiducioso, tipico di chi è ragionevolmente ottimista.

Il pessimista invece parte dal principio che nulla cambierà e se cambierà sarà in peggio, per cui l’unica cosa da fare è lamentarsi e imprecare contro il destino avverso. Nel libro Cosa tiene accese le stelle, edito da Mondadori, ha scritto a questo proposito Mario Calabresi, direttore de La Stampa: “La cultura della lamentela è la cosa più negativa che ci sia perché cancella davvero ogni possibilità di riscatto e cambiamento. Innamorarsi delle proprie sfighe è rassicurante e ti fa vivere in un  territorio protetto, in un mondo che riconosci e ti rassicura. Ogni epoca impone una forma di resistenza, la nostra è non essere lamentosi”.

Per Gaspari Verso l’infinito e oltre è quindi una metafora della vita, un destino per noi umani che popoliamo il pianeta Terra, che sembriamo piccoli e fragili di fronte all’immensità dell’universo, ma che siamo capaci di compiere azioni eroiche, per amore e amicizia siamo capaci anche di sacrificare la nostra vita, e così confermiamo quanto scritto da San Paolo: “È quando sono debole che sono forte”.

Nell’ultima di copertina il libro viene così presentato:

Qualcuno osserverà che è facile essere ottimisti quando tutto sembra girare per il meglio, ma il vero ottimista si scopre quando le cose vanno male, quando i problemi diventano incombenti e urgenti, quando necessita un vero cambiamento. “È quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare”, ha affermato John Belushi nel film Animal House, e Confucio ha scritto: “Non cadere mai non è la gloria più grande. Rialzarsi invece dopo ogni caduta, questa sì è la gloria più grande” e Papa Francesco ha sostenuto che “la notte diventa più oscura proprio prima della luce del mattino…. Quando tutto sembra perduto, quando non resta più nessuno è allora che interviene Dio per la Risurrezione”.