Se restano i “muri” fiscali l’Europa farà più fatica a crescere. E per l’Italia sarà ancora peggio

Secondo la Cgia di Mestre, il “giorno di liberazione fiscale” quest’anno è scattato il 3 giugno, tre giorni prima rispetto al 2015. La stessa associazione nota come in Italia “sui contribuenti onesti grava una pressione fiscale reale che quest’anno tocca il 48,4″. Ma ancora peggio stanno le imprese. In una comparazione a cura della Scuola europea di alti studi tributari di Bologna, emerge che il “total tax rate” per le imprese in Italia arriva al 64,8%, valore più elevato tra i dieci paesi europei presi in considerazione in uno studio comparativo. Dietro di noi la Francia (62,7%), Belgio (58,4%), Spagna (50%), Estonia (49,4%), Germania (48,8%), Ungheria (48,4%), Olanda (41%), Regno Unito (32%), Irlanda (25,9%).%”