Effetto Trump sul G7. Redaelli: Paesi europei in ordine sparso e Italia isolata sulle migrazioni. Non basta la convergenza sul terrorismo

Al G7 di Taormina sono emerse tutte le divisioni e le lacerazioni provocate dal mutamento radicale dell’amministrazione Trump su temi come clima, commercio, migrazioni. Non basta la convergenza sul terrorismo a cambiare le sorti di un summit in cui i Paesi europei si sono mossi in ordine sparso. Sul tema migrazioni l’Italia esce sconfitta non ricevendo nessun sostegno dagli altri partner. Il parere di Riccardo Redaelli, professore ordinario di Geopolitica presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano

Taormina accoglie i Sette “grandi”. In cima all’agenda migrazioni, terrorismo e sviluppo

Il 26 e 27 maggio si svolge nella città siciliana il vertice G7 con i leader di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. I morti di Manchester e quelli nel Mediterraneo chiedono risposte convincenti ed efficaci. Ma si parlerà anche di commerci, difesa, Isis e Siria. Mattarella e Gentiloni faranno gli onori di casa. Durante la presidenza italiana riunioni anche a Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Lucca, Milano, Roma e Torino