VIDEO Porto d’Ascoli, l’Italrugby per la prima “méta” del campo Mandela

George Biagi

 

George Fabio Biagi, seconda linea delle Zebre di Parma e della Nazionale intervistato da Nicolas Abbrescia

PORTO D’ASCOLI – Nelson Mandela è stato un eroe del Novecento e della storia contemporanea. Un uomo, Nobel per la Pace nel 1993 che tanto ha fatto per il Sud Africa e per il Mondo. Un uomo che vedeva nello Sport non solo l’affermazione agonistica di un Paese, ma un veicolo di comprensione e rispetto reciproco.

Con questo intento il 5 novembre del 2014 resterà una data storica per la San Benedetto sportiva. non per il calcio o per la Tirreno-Adriatico, bensì per l’apertura dell’ennesimo spazio sportivo cittadino, stavolta dedicato ad uno sport duro quanto sinonimo di fraternità, composto da trenta agguerriti giocatori da due squadre da quindici. Stiamo parlando ovviamente del rugby, che ha contribuito positivamente alla storia della città.

Proprio a Mandela è stato intitolato il campo da rugby, ubicato nel cuore del quartiere Agraria e inaugurato nel primo pomeriggio. Tale inaugurazione ha rappresentato la prima “mèta” di una struttura che prossimamente vedrà la creazione di altri campi da gioco e di una tribuna.

Per questa prima “méta” hanno presenziato ospiti d’estrema importanza, capaci di catapultare l’attenzione di tutta la stampa locale e di tantissimi giovani rugbisti del futuro. Si tratta della nazionale italiana di rugby, prelevata temporaneamente dal ritiro presso l’hotel Smeraldo sul lungomare sambenedettese, alla vigilia del primo atto dei “Cariparma Test Match” in programma sabato 8 al Del Duca di Ascoli contro le isole Samoa

“Ho visto la gioia di questi ragazzi e dei loro allenatori”, così il Commissario Tecnico Jacques Brunel, che assieme ai giocatori Samuel Beliza, Simone Ragusi e George Biagi, hanno rappresentato la nazionale all’Agraria.

Ai nostri microfoni abbiamo intercettato George BiagiUn impegno durissimo, assolutamente da vincere, in un 2014/2015 di riscatto dalla brutta annata” sono state le sue, seconda linea classe 1985, sull’imminente incontro in quel di Ascoli.

L’evento ha avuto come principio il taglio del nastro da parte del sindaco Gaspari, per poi giungere a bordo campo per l’ascolto dell’inno di Mameli e per la cerimonia vera e propria, condotta dal collega di Radio Azzurra Sandro Benigni.

Molto entusiasta il Primo Cittadino, che da ex rugbista ha ricordato come è nato il rugby in città, nonché della grande forza di chi, a soli un anno e mezzo dalla posa della prima pietra, ha contribuito con tanta volontà a raggiungere questa prima mèta.

L’egida della benedizione è stata appannaggio del Parroco dell’Annunziata Don Gianni Croci, che ha ricordato l’esperienza rugbistica di tre sacerdoti della nostra Chiesa Truentina: Don Giorgio Carini, Don Andrea Spinozzi e Don Lele Quinzi.

A finire bevande, panini e frittura di pesce a volontà per tutti i presenti, in un vero e proprio “terzo tempo”.

L’inaugurazione del campo Nelson Mandela si è svolta in un ventoso e nuvoloso pomeriggio d’inizio novembre, ma proprio quando i ragazzi hanno posato assieme ai loro beniamini, un raggio di sole ha illuminato il campo, segnale che sono proprio questi ragazzi il raggio di sole indispensabile per far rimanere all’olimpo mondiale il movimento sportivo del nostro Paese.

VIDEO: A tu per tu con Alexia, l’intervista di Nicolas Abbrescia

Intervista Alexia

 

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PORTO D’ASCOLI – Un appuntamento tradizionale che si ripete da 44 anni. Stiamo parlando della festa del quartiere Agraria, facente parte della frazione di Porto D’Ascoli nel comune di San Benedetto del Tronto.

Una festa che contraddistingue il primo maggio della nostra Diocesi, capace di unire l’aspetto civile e l’aspetto religioso con la tradizionale Santa Messa in Via Val Tiberina, presieduta da Don Gianni Croci, Parroco della Parrocchia dell’Annunziata.

Tra bancarelle e stands gastronomici, l’evento più importante è stato il concerto di Alessia Aquilani, meglio conosciuta come Alexia, che con grande energia ha reso indimenticabile questa festa, così come fecero negli anni passati i Nomadi, Antonello Venditti e Syria.

Ringraziando a nome della redazione il management, siamo andati ad intervistare la cantautrice spezzina, in un’intervista non soltanto musicale.

Alessia, bentornata a San Benedetto, qual è il tuo rapporto con il lembo più meridionale delle Marche?
Io sono affezionata a questa terra, anche perché credo di avere degli avi marchigiani, che si sono spostati verso la Romagna, poi sono saliti fino a La Spezia. Però credo di avere degli avi qua”.

Qual è il rapporto tra Alessia Aquilani e la fede?
Io mi sono sposata in chiesa, ho avuto la mia prima bambina un anno dopo il matrimonio. Ho battezzato entrambe le bambine, quindi credo di avere un rapporto di grande confidenza. Quando ho bisogno d’aiuto confido molto nella fede”.

Quando si parla di Alexia si ha a che fare con una vita all’insegna dell’energia e dell’entusiasmo. Quali sono i momenti più belli di un quarto di secolo di carriera?
“Sono tanti, perché se pensi ai momenti di grande successo, di grande popolarità, sicuramente ci sono state delle emozioni fortissime. Però questo lavoro è molto bello perché ti regala delle grandi sorprese. Io in questo momento è come se stessi vivendo una nuova adolescenza musicale perché ho la voglia di fare musica, di scrivere, di esibirmi sul palcoscenico esattamente di quando avevo vent’anni, quando ho cominciato. Questo vuol dire probabilmente che è un lavoro che ti tiene giovane, soprattutto le persone che ti circondano, le conoscenze che via via fai, che ti arricchiscono anche un bel po’ non solo la tua carriera, ma proprio la tua persona, perché ti rendi conto di essere apprezzata e stimata dalle persone per quel tipo di persona che sei, non solo per l’artista che sei. 

A proposito di adolescenza, quali sono le cantanti che hanno fatto da ispirazione alla tua carriera?
Io ho avuto come mito per tantissimo tempo, e ancora è, tutta la parte di cantanti donne afroamericane a partire da Ella Fitzgerald, che era una cantante che mi ha iniettato mia madre, Aretha Franklin e ovviamente Whitney Houston. Queste erano le mie punte di riferimento”.

Alexia è arrivata in Diocesi all’indomani di “Donne in Canto”, concerto di cantanti e cantautrici svoltosi a Brescia il 30 aprile. Riportiamo le prossime date del suo tour 2014, che comprende tappe oltre i confini nazionali:

9 MAGGIO – MADE CLUB – COMO

10 MAGGIO – VITORCHIANO (VT)

21 MAGGIO – SAN SEVERO (FG) – RADIO DUE SOCIAL CLUB LIVE

13 GIUGNO – APICE (BN) – LIVE CONCERT

15 MAGGIO – PODERIA (SA) – LIVE CONCERT

19 LUGLIO – BIELSKO BIALA (Polonia) – 90’S FESTIVAL

22 LUGLIO – MIEDZYDROIE (PL) – FESTIVAL

19 AGOSTO – MIEDZYDROIE (PL) – FESTIVAL

29 AGOSTO – WE LOVE THE 90’S – HELSINKI

Dal 3 maggio chiude per 15 giorni la Statale a Porto d’Ascoli

SS 16Come già anticipato nei giorni scorsi, si ricorda che, per i lavori di realizzazione del sottopasso di via Pasubio, e più precisamente per consentire le operazioni di spostamento del passaggio a livello sul by pass stradale appositamente realizzato accanto all’attuale tracciato, la Statale 16 Adriatica rimarrà chiusa al traffico dal 3 al 17 maggio prossimi in corrispondenza del passaggio a livello della linea ferroviaria Ascoli – Porto d’Ascoli.

La Polizia Municipale ha provveduto a posizionare apposita cartellonistica lungo tutte le principali strade di accesso al quartiere Agraria che avvisa dell’interruzione e indica i percorsi alternativi. Per chi non ha necessità di accedere alla zona Agraria è consigliabile utilizzare l’Ascoli Mare nelle due direzioni. Per chi invece deve recarsi nell’area interessata dal divieto, queste le soluzioni.

Per chi viene da ovest (Salaria) si possono seguire gli itinerari via Volterra – contrada Isola di Monteprandone – via San Giovanni (centro commerciale “Porto grande”) oppure via Val Cuvia – via Val Tiberina – via Valle Piana (Centro Agroalimentare) – via San Giovanni.

Per chi viene da sud (Martinsicuro, Autostrada, Superstrada) seguire il percorso via San Giovanni – via Valle Piana – via Val Tiberina.

Per chi viene da nord (San Benedetto) si può utilizzare il percorso costituito da via Val Tiberina – via Val Cuvia – via Valle Piana – via San Giovanni.

E’ importante ricordare che il divieto è valido anche per chi transita a piedi o in bicicletta. L’Amministrazione comunale ha promosso una campagna di informazione attraverso comunicati stampa, messaggi radiofonici e locandine fatte affiggere in locali e spazi pubblici della zona di Porto d’Ascoli.

Alexia in concerto per il Primo Maggio all’Agraria

Primo maggio - 10SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anche quest’anno la tradizionale festa del Primo Maggio al quartiere Agraria di Porto d’Ascoli propone il suo grande concerto ad ingresso gratuito con un’artista del panorama musicale nazionale.

Quest’anno sarà Alexia ad esibirsi sul palco della piazza rossa alle ore 21.30. La cantautrice, il cui repertorio di impronta pop spazia all’interno di numerosi generi, con spiccate influenze dance e soul, ma anche blues e rock, risultò vincitrice del festival di Sanremo nel 2003 e vanta una decina di singoli che hanno raggiunto la top ten delle classifiche nazionali.

I festeggiamenti inizieranno già la sera del 30 Aprile, quando la stessa piazza Rossa sarà animata, alle 21.30, dal concerto di musica folcloristica del gruppo “A Randerchitte”, che precederà la posa del palo del Primo Maggio, alle ore 22.45.

La mattinata del 1 Maggio si apre invece invece con il raduno dei mitici SI Piaggio 50cc presso il Campo Sportivo a partire dalle ore 8.00, per proseguire, presso lo stesso Campo a partire dalle 10.00, con i giochi per bambini e ragazzi proposti dalla cooperativa sociale “Sport è Festa”. Dalle ore 11.30 sarà inoltre aperta la tradizionale pesca a premi in Via Val Cuvia, mentre Via Val Gardena ospiterà, dalle 14.30 in poi, le gare di automodelli radiocomandati.

Alle ore 11.45 sarà celebrata dal parroco della Ss. Annunziata Don Gianni Croci la S. Messa in Via Val Tiberina.

Nel pomeriggio, dalle 15.30, Via Val Tiberina sarà teatro di esibizioni di fitness, danza e arti marziali a opera delle scuole del territorio. Nel parco Alfortville sarà possibile cimentarsi in alcuni giochi popolari, mentre nel Parco Bau di Via Amendola avranno luogo esibizioni di agility dog.

“Donne in movimento” a San Benedetto

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sta proseguendo il progetto “Donne in movimento”. L’iniziativa è promosso dall’U.S. Acli – Comitato Regionale Marche – grazie al contributo offerto dalla Susan Komen Italia Onlus, organizzazione senza scopo di lucro basata sul volontariato, che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno e che fa parte della più grande istituzione internazionale impegnata da oltre 25 anni in questo campo.

Sabato 8 marzo, in occasione della festa della donna, a San Benedetto del Tronto, nell’ambito del progetto “Donne in movimento” è in programma una camminata, per tenersi in forma, combattere la sedentarietà e l’obesità, della durata di un’ora con partenza dal parcheggio del Centro commerciale Porto Grande.

Alla realizzazione della manifestazione hanno collaborato il Coni Marche, che ha concesso il patrocinio, le cooperative COGEAS  e DSA (nell’ambito di una iniziativa finanziata dal Gruppo d’azione Costiera Marche Sud), l’Agci Marche e l’ACCT e Coop Adriatica che oltre ad ospitare partenza ed arrivo della camminata offrirà un omaggio a tutti i partecipanti.

Non occorre iscrizione, basta presentarsi un quarto d’ora prima della partenza e lasciare i propri anagrafici.

Oltre all’aspetto di prevenzione della salute nel corso dell’iniziativa sarà dato ampio spazio alle bellezze naturali del territorio con la visita a zona decisamente affascinanti.

Per informazioni sull’iniziativa: marche.usacli@acli.it (mail), Unione Sportiva Acli Marche (facebook), USACLIMARCHE (twitter),http://usaclimarche.wordpress.com (blog) oppure telefonare al numero 3495711408.

VIDEO: Premio “terzo tempo”, a tu per tu con Leo Ciotti presidente del settore giovanile Porto D’Ascoli

intervista ciottiPORTO D’ASCOLI – Siamo andati presso il campo sportivo Ciarrocchi di Porto d’Ascoli, zona nord Sentina. Il plesso è la sede dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Porto d’Ascoli. Fiore all’occhiello della società è il suo settore giovanile, noto in zona per l’attenzione a quell’etica sportiva che nel gioco del calcio a volte è purtroppo dimenticata. Siamo andati ad intervistare Leo Ciotti, presidente del settore giovanile.

Presidente, non tutti conoscono il “terzo tempo”. Può spiegare in parole semplici questo aspetto e qual è la caratteristica principale del Porto d’Ascoli in relazione a questo aspetto?
Sono presidente del settore Giovanile (Filippo Damiani è il presidente dell’Associazione). Per quanto riguarda il “terzo tempo”, è una bella iniziativa secondo me, poi lo dimostra anche i risultati che vengono.
Noi, come nuova società presente da tre anni, abbiamo preso come spunto sia dal rugby, che lo fanno da tantissimo tempo, ma soprattutto – avendo avuto esperienze estere per motivi di lavoro – abbiamo visto che era una bella cosa, che funzionava questo modo di fare. Per questo “terzo tempo”, noi facciamo un buffet per ogni fine gara, a cominciare dai bambini, fino alla prima squadra. Noi attualmente abbiamo dodici squadre, ogni fine gara, anche grazie all’aiuto dei genitori che si sono impegnati prepariamo questo “terzo tempo”. Crediamo che sia una bella iniziativa e lo vediamo dall’andamento. A fine gara, mentre gli anni scorsi si sentivano anche delle parolacce, degli spintoni e degli arrivederci in malo modo, adesso si cerca di socializzare, di bere un bicchiere di coca-cola insieme, una caffettata, qualche dolce preparato dai genitori, etc. Si tratta di un momento di aggregazione estremamente positivo e cerchiamo fin dai piccolini, nel corso degli anni a venire, di avere, una volta arrivato alla prima squadra, una mentalità non violenta e priva di parolacce.”

Cosa porta al ragazzo la formazione calcistica e umana del Porto d’Ascoli?
“Noi cerchiamo di far capire ai genitori e anche ai ragazzi stessi, che non si viene alla scuola calcio o al settore giovanile per diventare chissaché. Certo, saremo contenti che un nostro giocatore possa arrivare ai massimi livelli. Cerchiamo di far capire nel nostro piccolo che il calcio non è fatto per arrivare a…., ma per essere vissuto in maniera semplice, divertente e gioiosa.

Quale sarà il 2014 del settore giovanile del Porto d’Ascoli che presiede?
“L’ambizione è di arrivare nei prossimi campionati senza la squalifica di un giocatore, giocando nel rispetto verso l’altro, verso l’avversario e nel rispetto delle regole del mondo del calcio. Il divertirsi è la vittoria che cerchiamo di perseguire.  Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, stiamo raggiungendo ottimi risultati. La prima squadra è in testa al campionato di Promozione Marche Girone B, gli allievi e i giovanissimi sono alle fasi regionali ed è un ottimo risultato per noi”.

Per concludere, una curiosità. Ciotti è responsabile dell’associazione bambini di manina, operante in Madagascar. A tal proposito, sabato 18 gennaio si terrà una cena di beneficenza presso il Ristorante Rustichello di Acquaviva Picena.

I.I.S. Capriotti, a tu per tu con la dirigente Elisa Vita

Preside-ItcDIOCESI – In apertura di una serie di interviste ai dirigenti scolastici degli istituti superiori della nostra zona, abbiamo intervistato Elisa Vita, preside dell’I.I.S. “Augusto Capriotti” di San Benedetto.
Assieme ai dirigenti, cercheremo di conoscere meglio le scuole, sia attraverso la loro proposta formativa che nelle difficoltà da affrontare ogni giorno.

Qual è la situazione attuale dell’istituto che le è affidato?
L’I.I.S. “Augusto Capriotti” comprende l’Istituto tecnico – settore economico (ex ragioneria) e il Liceo linguistico. Complessivamente ha oltre 1100 studenti, suddivisi in 46 classi più una classe del corso serale. Negli ultimi cinque anni abbiamo avuto un aumento di circa 230 iscritti, in controtendenza con tutti gli altri istituti superiori della provincia e, forse, della regione. L’istituto tecnico-settore economico si divide in un biennio comune e in un triennio che si articola in tre indirizzi: Amministrazione, finanza e marketing, Sistemi informativi aziendali, Relazioni internazionali per il marketing.  La prima articolazione integra le competenze dell’ambito professionale specifico con quelle linguistiche e informatiche per operare nel sistema informativo dell’azienda e contribuire  all’innovazione e al miglioramento organizzativo e tecnologico dell’impresa; Sistemi informativi aziendali forma un esperto in informatica gestionale con ampie conoscenze in campo economico, giuridico, organizzativo, contabile, in grado di valutare, scegliere e adattare software applicativi, con competenze nella programmazione, nella gestione di basi di dati e nella produzione di siti web; Relazioni internazionali per il marketing crea figure professionali con competenze linguistiche e aziendali per l’inserimento in aziende pubbliche e private che operano nel mercato nazionale e internazionale. Si caratterizza per lo studio di tre lingue straniere con particolare attenzione al linguaggio tecnico-aziendale.

Il Liceo Linguistico, articolato in due  bienni e quinto anno, si caratterizza per lo studio di tre lingue straniere comunitarie fin dal primo anno di corso, nell’ambito di un solido curricolo propedeutico per qualsiasi facoltà universitaria. E’ caratterizzato da conoscenze linguistico-espressive e logico-interpretative essenziali all’inserimento nel contesto economico-sociale locale, nazionale, internazionale. Il corso serale accoglie studenti lavoratori e consente il conseguimento di un diploma di scuola superiore a giovani che per motivi vari avevano interrotto gli studi; per alcuni un secondo diploma.

 Quali sono le difficoltà principali che incontra nello svolgere le sue attività?
L’acquisizione della dirigenza scolastica, prevista dall’art.21 della legge n.59/1997 e regolamentata dal DPR n.275 /1999, ha radicalmente modificato funzioni e ruolo del capo di istituto. La pretesa del  legislatore di omologare la figura del dirigente scolastico a quella del  manager di una qualsiasi azienda confligge con una serie di difficoltà peculiari del sistema formativo, a volte molto complesse considerato che siamo chiamati a formare giovani che rappresentano il futuro e le nostre speranze.  Si parla di autonomia didattica e organizzativa, finanziaria, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di piano dell’offerta formativa e di altre attribuzioni e competenze ma, di fatto, gli strumenti operativi spesso si scontrano con carenze varie, soprattutto di carattere economico. Rapporti con gli enti locali, edifici non sempre a norma, gestione di eventuali conflitti interni, organi collegiali, rapporti con le famiglie e il territorio, classi molto numerose, riforme continue del sistema formativo rappresentano ulteriori difficoltà alle quali un buon dirigente scolastico è chiamato a dare risposte adeguate.

 Come vive la situazione attuale della scuola pubblica?
Io credo che la scuola pubblica, nonostante le critiche che provengono da varie parti, rappresenti il perno del sistema formativo nazionale delle nuove generazioni. Oltre alle difficoltà sopra elencate però, ciò che lascia perplessi e a volte indignati gli operatori scolastici sono gli imponenti tagli che la scuola ha dovuto sopportare in questi ultimi anni. Comprendiamo la difficile situazione economica ma la riduzione di oltre 80 mila docenti e 45 mila non docenti con una taglio di spesa di ben 8 miliardi di euro in tre anni appare eccessiva soprattutto perché altri paesi europei hanno aumentato gli investimenti nell’istruzione e formazione.

 Come pensa si debba agire per migliorarla?
A mio parere è necessario invertire la rotta: maggiori investimenti per migliorare le strutture edilizie, le dotazioni informatiche e digitali, la formazione e l’aggiornamento continuo dei docenti e dei dirigenti, un adeguato aumento del fondo di istituto, l’alternanza scuola-lavoro.

Crede che gli studenti siano cambiati molto in questi ultimi anni? Se si in che modo?
Gli studenti sono cambiati così come sono cambiati i valori, la società, le famiglie, le esigenze. Internet,telefonini, tablet, smartphone, facebook, modalità di interazione fra  giovani sono novità generalizzate, tuttavia la comunicazione spesso è asincrona. La scuola, dunque è e rimane il luogo privilegiato di socializzazione reale e sincrona.

 Qual è per i ragazzi l’importanza degli studi che il vostro istituto propone?
Senza voler essere autoreferenziale desidero sottolineare che il nostro istituto si caratterizza come ideale ambiente educativo di apprendimento e formazione per vari motivi. Abbiamo anticipato di qualche anno alcune disposizioni ministeriali quali il registro elettronico in ogni classe, il controllo in tempo reale di ritardi e assenze anche da parte delle famiglie tutte in possesso di usermane e password mentre gli studenti  entrano dopo aver  timbrato, l’alternanza scuola-lavoro, i progetti europei, gli scambi culturali, i soggiorni linguistici. Abbiamo diversi laboratori informatici, linguistici, scientifici e chimici, diverse LIM, netbook in ogni aula, una grande biblioteca con sala riunione, videoproiettore a soffitto, decoder satellitare digitale, sistema per la videoconferenza etc. Il “patto formativo” che fissa diritti e doveri è accettato dagli studenti perché  la nostra scuola (dirigente, docenti e ATA) garantisce un ambiente sereno e motivante, obiettivi formativi ben definiti, calibrati sui bisogni e le istanze dei giovani. I ragazzi hanno bisogno di parlare, di confrontarsi, di comunicare speranze ed eventuali disagi. Se sappiamo ascoltarli e capirli essi rispetteranno il “patto” e comprenderanno meglio l’importanza degli  studi proposti.

 Cosa significa per lei essere preside?
Essere preside nella scuola dell’autonomia presuppone il possesso di abilità e competenze particolari: si tratta di competenze personali e di abilità professionali frutto di esperienza, studio, motivazione,senso del dovere. Non è mai facile gestire la complessità e mai come oggi si chiede alla scuola di dare risposte adeguate ai molteplici  bisogni formativi dei giovani, non di rado vittime di tale complessità. Il dirigente è chiamato ad affrontare continuamente problemi e assumere decisioni, motivare, governare  i conflitti, aprirsi al territorio, negoziare,valutare, formare, favorire il cambiamento, coordinare l’offerta formativa. In sintesi, essere preside-dirigente oggi  richiede il possesso di una leadership partecipativa orientata al compito e alle relazioni.

Che studi ha fatto? Cosa desiderava fare da bambina?
Ho frequentato il Liceo Classico e mi sono diplomata con un anno di anticipo. Mi sono iscritta all’Università e contemporaneamente ho conseguito il diploma dell’Istituto magistrale. Sono laureata in Lettere con 110 e lode, ho tre Master universitari e il diploma biennale polivalente per l’insegnamento ad alunni disabili. Ho frequentato decine e decine di corsi di aggiornamento e ancora oggi continuo ad aggiornarmi e a studiare per essere sempre al passo con i cambiamenti e le istanze formative che mutano a ritmi frenetici. Da bambina pensavo di diventare un medico e precisamente una pediatra però, man mano, vivendo in una famiglia di docenti, le aspirazioni sono cambiate. Ho cominciato a pensare di voler insegnare, infatti ho sostenuto e vinto tutti i concorsi nei diversi gradi di scuola. Dopo una dozzina di anni di insegnamento, prima nella primaria poi nella scuola media, ho sostenuto un duro concorso e sono diventata un Dirigente scolastico come mio padre.

Pranzo di Natale nella Chiesa SS. Annunziata

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il pranzo di Natale è un momento importante e significativo per le famiglie: ci si riunisce, si scambiano i regali, si mangia le cose tipiche della tradizione, si gioca a tombola… è festa. Ma la festa si può vivere ricordandosi di chi non ha con chi condividere il pranzo di Natale, di chi fa fatica nella vita, dei poveri. Il pranzo di Natale nella Chiesa della SS. Annunziata, a Porto d’Ascoli, il 25 dicembre è molto di più che offrire il pranzo a chi anche nel giorno di Natale è solo o non ha dove e cosa mangiare, è condividere la festa come una grande famiglia nella casa di tutti che è la Chiesa. Una festa da vivere insieme nella convivialità senza mai dimenticare l’accoglienza e la semplicità, perché è si un giorno speciale, è Natale, ma non deve dimenticare tutti gli altri giorni. Sono stati consegnati numerosi inviti per informare e chiamare al pranzo di Natale con l’aiuto della Caritas, dei giovani e di tutti coloro che semplicemente hanno consegnato l’invito a persone incontrate per strada in questi giorni.

Da parecchi anni ormai la Chiesa della Ss. Annunziata, dopo la messa delle 11.15, verso le 12.30,  si trasforma in una grande sala da pranzo, e anche domani, giorno di Natale, la tavola preparata durante l’avvento di quest’anno si allarga a riempire tutta la chiesa per accogliere più di 200 persone. I preparativi hanno coinvolto e coinvolgono molte persone della comunità e non solo, i bambini della scuola preparano come tutti gli anni i segnaposto, chi vuole porta la mattina di Natale un timballo già cotto e pronto, giovani e adulti in poco tempo preparano la Chiesa allestendo i tavoli al posto dei banchi, altri cucinano, servono, intrattengono, giocano come in tutte le case.

Nel sussidio dell’avvento con il quale ogni parrocchia della diocesi si è preparata al Natale, c’è anche la testimonianza di Aurora e Anna che raccontano della decisione e della partecipazione alla realizzazione del pranzo di Natale:

“I preparativi per il pranzo di Natale 2013 sono iniziati. La macchina si è messa in moto. Il lavoro è grande per persone limitate come noi, ma il motore che ci muove è immenso: l’Amore del Padre per noi e per gli ultimi. Mi torna in mente quando alcuni anni fa l’idea ci accarezzava e timorosi iniziammo a mettere giù l’idea. Siamo partiti con piccoli numeri, ma con grande sforzo d’amore. Le titubanze erano molte: trovare l’occorrente, organizzare… e personalmente mi sembrava impossibile lasciare il classico pranzo di Natale in famiglia. I primi anni partecipavo come potevo alla preparazione ma parallelamente anche a quella casalinga e rimanevo con i miei alla festa di casa. Poi con grande sorpresa siamo riusciti a collocarci tra le due famiglie, preparativi insieme a casa, poi tutti e quattro al pranzo di Natale della grande famiglia in parrocchia. Rivedo Mario, mio marito, il mattino di Natale che amava alzarsi presto, prendere il caffè e dire: “Vado a preparare le pentole!”.

I miei figli hanno accettano sereni di venire con noi e così tutta la famiglia con grembiuli, mestoli e timballo va in parrocchia, dopo aver abbracciato e fatto gli auguri ai nostri cari a casa. Lì tra pentole fumanti, timballi profumati, cesti di frutta, olio scoppiettante il Signore ci sorregge e ci illumina con la pioggia o con il sole. Ci sorride nei visi di coloro che accorrono per dare una mano: portare un timballo, spostare i banchi, servire, lavare… Ma il sorriso più dolce, lo sguardo più amorevole sono i volti dei tanti fratelli che arrivano per vivere un giorno di serenità e di condivisione tra le braccia della Chiesa. Una chiesa trasformata in un baleno in un altare immenso, lungo e largo quanto le navate. Non è facile esprimere quello che si prova, è talmente grande, il solo pensiero fa traboccare il cuore di gratitudine per il dono che il Signore ci fa. È più grande ciò che si riceve che quello che si dà. Non si sente la fatica, si corre quasi leggeri fin quanto tutto torna a posto, in ordine. A sera stanchi, soddisfatti, straripanti di gioia si dimenticano gli inciampi, la fatica e si torna nella nostra casa. Non è un Natale lontano da casa, ma un Grande Natale in una Famiglia allargata nella casa del Padre. Per questo Pranzo di Natale Mario ci guarda dal cielo, insieme con mamma e i nostri cari, e sarà lui che chiamerà qualcuno ad andare a preparare le pentole e a metterle in ordine al suo posto… Chiedi e ti sarà dato. Questo è il pranzo di Natale per noi tutti.”  (Aurora)

“Ho avvertito un abbraccio particolare, quando mi è stato chiesto di parlare del pranzo di Natale in chiesa. È da tempo che sentivo, quella voce che mi spingeva a cercare oltre, non volevo più soffocarla. Ero stanca di un Natale fatto di corse affrettate per la scelta di un menù, scambi di regali circondati dai propri parenti.

Mentre Gesù piccolo e povero, forse non si stanca delle vetrine, delle luci e delle mangiate esagerate, e continua a nascere tra noi, è bello scoprire che è meglio dare che ricevere. Quando ho saputo del pranzo in chiesa mi chiesi come farò? Riuscirò a coinvolgere mio marito e i miei figli? Dio mi ha permesso di far sì che prendesse forma questo desiderio: poter servire e amare gli altri in maniera gratuita. Ho scoperto che più si ama più si serve, più si dona agli altri più si e grandi.” (Anna)

VIDEO: Feisbuk – Il facebook artistico di Franco Pirzio

Franco Pirzio

Nella foto Franco Pirzio

SAN BENEDETTO DEL TRONTOFacebook è il social network per antonomasia, che racchiude milioni e milioni d’internauti di tutto il mondo. Tra la moltitudine di utenti, c’è un’artista che ha trasformato artisticamente e a suo modo la classica immagine del profilo che tutti noi inseriamo. Questo artista è Franco Pirzio, nato a Roma ma residente a Grottammare, che ha presentato la sua ultima fatica artistica domenica 15 dicembre presso il ristorante Pan de Coca a Porto d’Ascoli. Un lavoro traente ispirazione proprio dal principale social network mondiale. Dal suo potente cappello rosso si scorge la particolarità dei suoi ritratti. Infatti, tutti i volti riprodotti dal Pirzio hanno un cappello e come su facebook sono identificati con informazioni generali e amici in comune, riprodotti anche con un pizzico d’ironia.

La serata di presentazione è stata allietata dalla comicità “made in Marche” del Maestro Ennio Monachesi e con il saltarello marchigiano a fare da colonna ad un’iniziativa artistica di primaria importanza.

“II m’aracord DoMarino” un vivo ricordo tra i parrocchiani!

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lunedì sera è stata celebrata una S. Messa per ricordare il trentennale della morte di Don Marino, primo parroco della appena nata parrocchia di Cristo Re.
Il suo ricordo è vivo in tutti i parrocchiani che l’hanno conosciuto per il suo carattere, la sua presenza.

Il suo ricordo si intreccia con la crescita in questi trent’anni della parrocchia con il suo successore don Pio.
Rocco ci racconta dei suoi ricordi, anzi s’arcod che “quann DoMarino, sul calare della sera, sedeva sul pianerottolo d’accesso alla casa parrocchiale, allora ancora senza ringhiera ma già con i tre scalini, non c’era ancora la pinetina tra la canonica e la chiesa: non c’erano i pini, le panchine, la pavimentazione, solo terra battuta e dove l’erba che tentava di crescere veniva osteggiata soprattutto dal calpestio dei ragazzi, che in quello spazio avevano il principale luogo di incontro e di ritrovo. E così la piazza del Redentore, antistante la chiesa, allora era solo un grande spazio asfaltato, senza alcuna palma, pino o panchina, solo buche e macchine perché era usato come parcheggio e, al sabato, per il mercato.

Mentre tutta l’area dietro la chiesa, la dove oggi ci sono la Casa dell’accoglienza, l’anfiteatro Wojtilwa, il campo sportivo, il campetto per calcetto e il parcheggio domenicale, c’era una grande prato  chiamato “campo di calcio” solo perché qualcuno ci aveva montato due porte da campo di calcio; i realtà era un prato o quasi.”

Don Marino fu per quel momento un vero comunicatore, capace di attrarre, come “vera antenna di emittenza di Fede” moltissime persone oltre che i suoi parrocchiani. Infatti informa ancora Rocco che quasi nessuno diceva “ci vediamo in parrocchia” o “ci vediamo  in piazza” ma  si diceva “ci vediamo da Don Marino”, Don Marino rappresentava la piazza, la piazzetta, la chiesa, il campetto, il cinema (oggi sala Don Marino), tutto. E quel “tutto” chiamato “Da Don Marino” era l’unico punto di incontro e di aggregazione esistente a Porto d’Ascoli fino ai primi anni ’80 del secolo scorso”

Don Marino è stato un precursore per tanti aspetti, curava le “Giornate per coniugi”, rivolta a sposi di tutta la diocesi, le visite alle famiglie in crisi. Si è fatto annunciatore del Vangelo anche utilizzando i moderni mezzi televisivi, quando realizzò la trasmissione televisiva “Vivere per..”,  messa in onda dall’allora rete locale TVP.
Il suo impegno per il terremoto in Irpinia:seguendo i fili del ricordo tornano alla mente di Rocco le parole di don Marino “bisogna fare qualcosa. Non le solite cose, ecco aiutiamo solo una famiglia, ma aiutiamola davvero, dando loro una casa, modesta, ma che sia una casa, non una coperta. Ho visto delle casette di legno. Raccogliamo i fondi per comprarne una e mandiamo giù una casetta”.  Un legame con Sant’Angelo dei Lombardi dove vennero montate le dieci case acquistate che si è ritrovato ultimamente con Porto d’Ascoli grazie all’Agora.

Il suo impegno per la realizzazione del cinema e i suoi escamotages per fare grandi acquisti, vestito di una tonaca vecchia perché “Sai, spiegò, se mi vedono vestito così non avranno il coraggio di chiedermi tanto perché vedono che sono un povero prete e non faranno prezzi esagerati ed io non chiederò sconti perché quelli che lavorano hanno diritto di guadagnare, ma il giusto, non più del giusto. Questa tonaca farà fare il prezzo giusto a chi mi deve vendere le sedie: Non ci sarà né carità, è sfruttamento: il giusto”.

Impresso nei ricordi anche il suo fare schietto ma vicino alla gente. Sono tanti i ricordi e tanti i segni lasciati che Rocco ripesca nella memoria, di un prete caro a Porto d’Ascoli.