“Donne in movimento” a San Benedetto

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sta proseguendo il progetto “Donne in movimento”. L’iniziativa è promosso dall’U.S. Acli – Comitato Regionale Marche – grazie al contributo offerto dalla Susan Komen Italia Onlus, organizzazione senza scopo di lucro basata sul volontariato, che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno e che fa parte della più grande istituzione internazionale impegnata da oltre 25 anni in questo campo.

Sabato 8 marzo, in occasione della festa della donna, a San Benedetto del Tronto, nell’ambito del progetto “Donne in movimento” è in programma una camminata, per tenersi in forma, combattere la sedentarietà e l’obesità, della durata di un’ora con partenza dal parcheggio del Centro commerciale Porto Grande.

Alla realizzazione della manifestazione hanno collaborato il Coni Marche, che ha concesso il patrocinio, le cooperative COGEAS  e DSA (nell’ambito di una iniziativa finanziata dal Gruppo d’azione Costiera Marche Sud), l’Agci Marche e l’ACCT e Coop Adriatica che oltre ad ospitare partenza ed arrivo della camminata offrirà un omaggio a tutti i partecipanti.

Non occorre iscrizione, basta presentarsi un quarto d’ora prima della partenza e lasciare i propri anagrafici.

Oltre all’aspetto di prevenzione della salute nel corso dell’iniziativa sarà dato ampio spazio alle bellezze naturali del territorio con la visita a zona decisamente affascinanti.

Per informazioni sull’iniziativa: marche.usacli@acli.it (mail), Unione Sportiva Acli Marche (facebook), USACLIMARCHE (twitter),http://usaclimarche.wordpress.com (blog) oppure telefonare al numero 3495711408.

VIDEO: Premio “terzo tempo”, a tu per tu con Leo Ciotti presidente del settore giovanile Porto D’Ascoli

intervista ciottiPORTO D’ASCOLI – Siamo andati presso il campo sportivo Ciarrocchi di Porto d’Ascoli, zona nord Sentina. Il plesso è la sede dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Porto d’Ascoli. Fiore all’occhiello della società è il suo settore giovanile, noto in zona per l’attenzione a quell’etica sportiva che nel gioco del calcio a volte è purtroppo dimenticata. Siamo andati ad intervistare Leo Ciotti, presidente del settore giovanile.

Presidente, non tutti conoscono il “terzo tempo”. Può spiegare in parole semplici questo aspetto e qual è la caratteristica principale del Porto d’Ascoli in relazione a questo aspetto?
Sono presidente del settore Giovanile (Filippo Damiani è il presidente dell’Associazione). Per quanto riguarda il “terzo tempo”, è una bella iniziativa secondo me, poi lo dimostra anche i risultati che vengono.
Noi, come nuova società presente da tre anni, abbiamo preso come spunto sia dal rugby, che lo fanno da tantissimo tempo, ma soprattutto – avendo avuto esperienze estere per motivi di lavoro – abbiamo visto che era una bella cosa, che funzionava questo modo di fare. Per questo “terzo tempo”, noi facciamo un buffet per ogni fine gara, a cominciare dai bambini, fino alla prima squadra. Noi attualmente abbiamo dodici squadre, ogni fine gara, anche grazie all’aiuto dei genitori che si sono impegnati prepariamo questo “terzo tempo”. Crediamo che sia una bella iniziativa e lo vediamo dall’andamento. A fine gara, mentre gli anni scorsi si sentivano anche delle parolacce, degli spintoni e degli arrivederci in malo modo, adesso si cerca di socializzare, di bere un bicchiere di coca-cola insieme, una caffettata, qualche dolce preparato dai genitori, etc. Si tratta di un momento di aggregazione estremamente positivo e cerchiamo fin dai piccolini, nel corso degli anni a venire, di avere, una volta arrivato alla prima squadra, una mentalità non violenta e priva di parolacce.”

Cosa porta al ragazzo la formazione calcistica e umana del Porto d’Ascoli?
“Noi cerchiamo di far capire ai genitori e anche ai ragazzi stessi, che non si viene alla scuola calcio o al settore giovanile per diventare chissaché. Certo, saremo contenti che un nostro giocatore possa arrivare ai massimi livelli. Cerchiamo di far capire nel nostro piccolo che il calcio non è fatto per arrivare a…., ma per essere vissuto in maniera semplice, divertente e gioiosa.

Quale sarà il 2014 del settore giovanile del Porto d’Ascoli che presiede?
“L’ambizione è di arrivare nei prossimi campionati senza la squalifica di un giocatore, giocando nel rispetto verso l’altro, verso l’avversario e nel rispetto delle regole del mondo del calcio. Il divertirsi è la vittoria che cerchiamo di perseguire.  Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, stiamo raggiungendo ottimi risultati. La prima squadra è in testa al campionato di Promozione Marche Girone B, gli allievi e i giovanissimi sono alle fasi regionali ed è un ottimo risultato per noi”.

Per concludere, una curiosità. Ciotti è responsabile dell’associazione bambini di manina, operante in Madagascar. A tal proposito, sabato 18 gennaio si terrà una cena di beneficenza presso il Ristorante Rustichello di Acquaviva Picena.

I.I.S. Capriotti, a tu per tu con la dirigente Elisa Vita

Preside-ItcDIOCESI – In apertura di una serie di interviste ai dirigenti scolastici degli istituti superiori della nostra zona, abbiamo intervistato Elisa Vita, preside dell’I.I.S. “Augusto Capriotti” di San Benedetto.
Assieme ai dirigenti, cercheremo di conoscere meglio le scuole, sia attraverso la loro proposta formativa che nelle difficoltà da affrontare ogni giorno.

Qual è la situazione attuale dell’istituto che le è affidato?
L’I.I.S. “Augusto Capriotti” comprende l’Istituto tecnico – settore economico (ex ragioneria) e il Liceo linguistico. Complessivamente ha oltre 1100 studenti, suddivisi in 46 classi più una classe del corso serale. Negli ultimi cinque anni abbiamo avuto un aumento di circa 230 iscritti, in controtendenza con tutti gli altri istituti superiori della provincia e, forse, della regione. L’istituto tecnico-settore economico si divide in un biennio comune e in un triennio che si articola in tre indirizzi: Amministrazione, finanza e marketing, Sistemi informativi aziendali, Relazioni internazionali per il marketing.  La prima articolazione integra le competenze dell’ambito professionale specifico con quelle linguistiche e informatiche per operare nel sistema informativo dell’azienda e contribuire  all’innovazione e al miglioramento organizzativo e tecnologico dell’impresa; Sistemi informativi aziendali forma un esperto in informatica gestionale con ampie conoscenze in campo economico, giuridico, organizzativo, contabile, in grado di valutare, scegliere e adattare software applicativi, con competenze nella programmazione, nella gestione di basi di dati e nella produzione di siti web; Relazioni internazionali per il marketing crea figure professionali con competenze linguistiche e aziendali per l’inserimento in aziende pubbliche e private che operano nel mercato nazionale e internazionale. Si caratterizza per lo studio di tre lingue straniere con particolare attenzione al linguaggio tecnico-aziendale.

Il Liceo Linguistico, articolato in due  bienni e quinto anno, si caratterizza per lo studio di tre lingue straniere comunitarie fin dal primo anno di corso, nell’ambito di un solido curricolo propedeutico per qualsiasi facoltà universitaria. E’ caratterizzato da conoscenze linguistico-espressive e logico-interpretative essenziali all’inserimento nel contesto economico-sociale locale, nazionale, internazionale. Il corso serale accoglie studenti lavoratori e consente il conseguimento di un diploma di scuola superiore a giovani che per motivi vari avevano interrotto gli studi; per alcuni un secondo diploma.

 Quali sono le difficoltà principali che incontra nello svolgere le sue attività?
L’acquisizione della dirigenza scolastica, prevista dall’art.21 della legge n.59/1997 e regolamentata dal DPR n.275 /1999, ha radicalmente modificato funzioni e ruolo del capo di istituto. La pretesa del  legislatore di omologare la figura del dirigente scolastico a quella del  manager di una qualsiasi azienda confligge con una serie di difficoltà peculiari del sistema formativo, a volte molto complesse considerato che siamo chiamati a formare giovani che rappresentano il futuro e le nostre speranze.  Si parla di autonomia didattica e organizzativa, finanziaria, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di piano dell’offerta formativa e di altre attribuzioni e competenze ma, di fatto, gli strumenti operativi spesso si scontrano con carenze varie, soprattutto di carattere economico. Rapporti con gli enti locali, edifici non sempre a norma, gestione di eventuali conflitti interni, organi collegiali, rapporti con le famiglie e il territorio, classi molto numerose, riforme continue del sistema formativo rappresentano ulteriori difficoltà alle quali un buon dirigente scolastico è chiamato a dare risposte adeguate.

 Come vive la situazione attuale della scuola pubblica?
Io credo che la scuola pubblica, nonostante le critiche che provengono da varie parti, rappresenti il perno del sistema formativo nazionale delle nuove generazioni. Oltre alle difficoltà sopra elencate però, ciò che lascia perplessi e a volte indignati gli operatori scolastici sono gli imponenti tagli che la scuola ha dovuto sopportare in questi ultimi anni. Comprendiamo la difficile situazione economica ma la riduzione di oltre 80 mila docenti e 45 mila non docenti con una taglio di spesa di ben 8 miliardi di euro in tre anni appare eccessiva soprattutto perché altri paesi europei hanno aumentato gli investimenti nell’istruzione e formazione.

 Come pensa si debba agire per migliorarla?
A mio parere è necessario invertire la rotta: maggiori investimenti per migliorare le strutture edilizie, le dotazioni informatiche e digitali, la formazione e l’aggiornamento continuo dei docenti e dei dirigenti, un adeguato aumento del fondo di istituto, l’alternanza scuola-lavoro.

Crede che gli studenti siano cambiati molto in questi ultimi anni? Se si in che modo?
Gli studenti sono cambiati così come sono cambiati i valori, la società, le famiglie, le esigenze. Internet,telefonini, tablet, smartphone, facebook, modalità di interazione fra  giovani sono novità generalizzate, tuttavia la comunicazione spesso è asincrona. La scuola, dunque è e rimane il luogo privilegiato di socializzazione reale e sincrona.

 Qual è per i ragazzi l’importanza degli studi che il vostro istituto propone?
Senza voler essere autoreferenziale desidero sottolineare che il nostro istituto si caratterizza come ideale ambiente educativo di apprendimento e formazione per vari motivi. Abbiamo anticipato di qualche anno alcune disposizioni ministeriali quali il registro elettronico in ogni classe, il controllo in tempo reale di ritardi e assenze anche da parte delle famiglie tutte in possesso di usermane e password mentre gli studenti  entrano dopo aver  timbrato, l’alternanza scuola-lavoro, i progetti europei, gli scambi culturali, i soggiorni linguistici. Abbiamo diversi laboratori informatici, linguistici, scientifici e chimici, diverse LIM, netbook in ogni aula, una grande biblioteca con sala riunione, videoproiettore a soffitto, decoder satellitare digitale, sistema per la videoconferenza etc. Il “patto formativo” che fissa diritti e doveri è accettato dagli studenti perché  la nostra scuola (dirigente, docenti e ATA) garantisce un ambiente sereno e motivante, obiettivi formativi ben definiti, calibrati sui bisogni e le istanze dei giovani. I ragazzi hanno bisogno di parlare, di confrontarsi, di comunicare speranze ed eventuali disagi. Se sappiamo ascoltarli e capirli essi rispetteranno il “patto” e comprenderanno meglio l’importanza degli  studi proposti.

 Cosa significa per lei essere preside?
Essere preside nella scuola dell’autonomia presuppone il possesso di abilità e competenze particolari: si tratta di competenze personali e di abilità professionali frutto di esperienza, studio, motivazione,senso del dovere. Non è mai facile gestire la complessità e mai come oggi si chiede alla scuola di dare risposte adeguate ai molteplici  bisogni formativi dei giovani, non di rado vittime di tale complessità. Il dirigente è chiamato ad affrontare continuamente problemi e assumere decisioni, motivare, governare  i conflitti, aprirsi al territorio, negoziare,valutare, formare, favorire il cambiamento, coordinare l’offerta formativa. In sintesi, essere preside-dirigente oggi  richiede il possesso di una leadership partecipativa orientata al compito e alle relazioni.

Che studi ha fatto? Cosa desiderava fare da bambina?
Ho frequentato il Liceo Classico e mi sono diplomata con un anno di anticipo. Mi sono iscritta all’Università e contemporaneamente ho conseguito il diploma dell’Istituto magistrale. Sono laureata in Lettere con 110 e lode, ho tre Master universitari e il diploma biennale polivalente per l’insegnamento ad alunni disabili. Ho frequentato decine e decine di corsi di aggiornamento e ancora oggi continuo ad aggiornarmi e a studiare per essere sempre al passo con i cambiamenti e le istanze formative che mutano a ritmi frenetici. Da bambina pensavo di diventare un medico e precisamente una pediatra però, man mano, vivendo in una famiglia di docenti, le aspirazioni sono cambiate. Ho cominciato a pensare di voler insegnare, infatti ho sostenuto e vinto tutti i concorsi nei diversi gradi di scuola. Dopo una dozzina di anni di insegnamento, prima nella primaria poi nella scuola media, ho sostenuto un duro concorso e sono diventata un Dirigente scolastico come mio padre.

Pranzo di Natale nella Chiesa SS. Annunziata

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il pranzo di Natale è un momento importante e significativo per le famiglie: ci si riunisce, si scambiano i regali, si mangia le cose tipiche della tradizione, si gioca a tombola… è festa. Ma la festa si può vivere ricordandosi di chi non ha con chi condividere il pranzo di Natale, di chi fa fatica nella vita, dei poveri. Il pranzo di Natale nella Chiesa della SS. Annunziata, a Porto d’Ascoli, il 25 dicembre è molto di più che offrire il pranzo a chi anche nel giorno di Natale è solo o non ha dove e cosa mangiare, è condividere la festa come una grande famiglia nella casa di tutti che è la Chiesa. Una festa da vivere insieme nella convivialità senza mai dimenticare l’accoglienza e la semplicità, perché è si un giorno speciale, è Natale, ma non deve dimenticare tutti gli altri giorni. Sono stati consegnati numerosi inviti per informare e chiamare al pranzo di Natale con l’aiuto della Caritas, dei giovani e di tutti coloro che semplicemente hanno consegnato l’invito a persone incontrate per strada in questi giorni.

Da parecchi anni ormai la Chiesa della Ss. Annunziata, dopo la messa delle 11.15, verso le 12.30,  si trasforma in una grande sala da pranzo, e anche domani, giorno di Natale, la tavola preparata durante l’avvento di quest’anno si allarga a riempire tutta la chiesa per accogliere più di 200 persone. I preparativi hanno coinvolto e coinvolgono molte persone della comunità e non solo, i bambini della scuola preparano come tutti gli anni i segnaposto, chi vuole porta la mattina di Natale un timballo già cotto e pronto, giovani e adulti in poco tempo preparano la Chiesa allestendo i tavoli al posto dei banchi, altri cucinano, servono, intrattengono, giocano come in tutte le case.

Nel sussidio dell’avvento con il quale ogni parrocchia della diocesi si è preparata al Natale, c’è anche la testimonianza di Aurora e Anna che raccontano della decisione e della partecipazione alla realizzazione del pranzo di Natale:

“I preparativi per il pranzo di Natale 2013 sono iniziati. La macchina si è messa in moto. Il lavoro è grande per persone limitate come noi, ma il motore che ci muove è immenso: l’Amore del Padre per noi e per gli ultimi. Mi torna in mente quando alcuni anni fa l’idea ci accarezzava e timorosi iniziammo a mettere giù l’idea. Siamo partiti con piccoli numeri, ma con grande sforzo d’amore. Le titubanze erano molte: trovare l’occorrente, organizzare… e personalmente mi sembrava impossibile lasciare il classico pranzo di Natale in famiglia. I primi anni partecipavo come potevo alla preparazione ma parallelamente anche a quella casalinga e rimanevo con i miei alla festa di casa. Poi con grande sorpresa siamo riusciti a collocarci tra le due famiglie, preparativi insieme a casa, poi tutti e quattro al pranzo di Natale della grande famiglia in parrocchia. Rivedo Mario, mio marito, il mattino di Natale che amava alzarsi presto, prendere il caffè e dire: “Vado a preparare le pentole!”.

I miei figli hanno accettano sereni di venire con noi e così tutta la famiglia con grembiuli, mestoli e timballo va in parrocchia, dopo aver abbracciato e fatto gli auguri ai nostri cari a casa. Lì tra pentole fumanti, timballi profumati, cesti di frutta, olio scoppiettante il Signore ci sorregge e ci illumina con la pioggia o con il sole. Ci sorride nei visi di coloro che accorrono per dare una mano: portare un timballo, spostare i banchi, servire, lavare… Ma il sorriso più dolce, lo sguardo più amorevole sono i volti dei tanti fratelli che arrivano per vivere un giorno di serenità e di condivisione tra le braccia della Chiesa. Una chiesa trasformata in un baleno in un altare immenso, lungo e largo quanto le navate. Non è facile esprimere quello che si prova, è talmente grande, il solo pensiero fa traboccare il cuore di gratitudine per il dono che il Signore ci fa. È più grande ciò che si riceve che quello che si dà. Non si sente la fatica, si corre quasi leggeri fin quanto tutto torna a posto, in ordine. A sera stanchi, soddisfatti, straripanti di gioia si dimenticano gli inciampi, la fatica e si torna nella nostra casa. Non è un Natale lontano da casa, ma un Grande Natale in una Famiglia allargata nella casa del Padre. Per questo Pranzo di Natale Mario ci guarda dal cielo, insieme con mamma e i nostri cari, e sarà lui che chiamerà qualcuno ad andare a preparare le pentole e a metterle in ordine al suo posto… Chiedi e ti sarà dato. Questo è il pranzo di Natale per noi tutti.”  (Aurora)

“Ho avvertito un abbraccio particolare, quando mi è stato chiesto di parlare del pranzo di Natale in chiesa. È da tempo che sentivo, quella voce che mi spingeva a cercare oltre, non volevo più soffocarla. Ero stanca di un Natale fatto di corse affrettate per la scelta di un menù, scambi di regali circondati dai propri parenti.

Mentre Gesù piccolo e povero, forse non si stanca delle vetrine, delle luci e delle mangiate esagerate, e continua a nascere tra noi, è bello scoprire che è meglio dare che ricevere. Quando ho saputo del pranzo in chiesa mi chiesi come farò? Riuscirò a coinvolgere mio marito e i miei figli? Dio mi ha permesso di far sì che prendesse forma questo desiderio: poter servire e amare gli altri in maniera gratuita. Ho scoperto che più si ama più si serve, più si dona agli altri più si e grandi.” (Anna)

VIDEO: Feisbuk – Il facebook artistico di Franco Pirzio

Franco Pirzio

Nella foto Franco Pirzio

SAN BENEDETTO DEL TRONTOFacebook è il social network per antonomasia, che racchiude milioni e milioni d’internauti di tutto il mondo. Tra la moltitudine di utenti, c’è un’artista che ha trasformato artisticamente e a suo modo la classica immagine del profilo che tutti noi inseriamo. Questo artista è Franco Pirzio, nato a Roma ma residente a Grottammare, che ha presentato la sua ultima fatica artistica domenica 15 dicembre presso il ristorante Pan de Coca a Porto d’Ascoli. Un lavoro traente ispirazione proprio dal principale social network mondiale. Dal suo potente cappello rosso si scorge la particolarità dei suoi ritratti. Infatti, tutti i volti riprodotti dal Pirzio hanno un cappello e come su facebook sono identificati con informazioni generali e amici in comune, riprodotti anche con un pizzico d’ironia.

La serata di presentazione è stata allietata dalla comicità “made in Marche” del Maestro Ennio Monachesi e con il saltarello marchigiano a fare da colonna ad un’iniziativa artistica di primaria importanza.

“II m’aracord DoMarino” un vivo ricordo tra i parrocchiani!

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lunedì sera è stata celebrata una S. Messa per ricordare il trentennale della morte di Don Marino, primo parroco della appena nata parrocchia di Cristo Re.
Il suo ricordo è vivo in tutti i parrocchiani che l’hanno conosciuto per il suo carattere, la sua presenza.

Il suo ricordo si intreccia con la crescita in questi trent’anni della parrocchia con il suo successore don Pio.
Rocco ci racconta dei suoi ricordi, anzi s’arcod che “quann DoMarino, sul calare della sera, sedeva sul pianerottolo d’accesso alla casa parrocchiale, allora ancora senza ringhiera ma già con i tre scalini, non c’era ancora la pinetina tra la canonica e la chiesa: non c’erano i pini, le panchine, la pavimentazione, solo terra battuta e dove l’erba che tentava di crescere veniva osteggiata soprattutto dal calpestio dei ragazzi, che in quello spazio avevano il principale luogo di incontro e di ritrovo. E così la piazza del Redentore, antistante la chiesa, allora era solo un grande spazio asfaltato, senza alcuna palma, pino o panchina, solo buche e macchine perché era usato come parcheggio e, al sabato, per il mercato.

Mentre tutta l’area dietro la chiesa, la dove oggi ci sono la Casa dell’accoglienza, l’anfiteatro Wojtilwa, il campo sportivo, il campetto per calcetto e il parcheggio domenicale, c’era una grande prato  chiamato “campo di calcio” solo perché qualcuno ci aveva montato due porte da campo di calcio; i realtà era un prato o quasi.”

Don Marino fu per quel momento un vero comunicatore, capace di attrarre, come “vera antenna di emittenza di Fede” moltissime persone oltre che i suoi parrocchiani. Infatti informa ancora Rocco che quasi nessuno diceva “ci vediamo in parrocchia” o “ci vediamo  in piazza” ma  si diceva “ci vediamo da Don Marino”, Don Marino rappresentava la piazza, la piazzetta, la chiesa, il campetto, il cinema (oggi sala Don Marino), tutto. E quel “tutto” chiamato “Da Don Marino” era l’unico punto di incontro e di aggregazione esistente a Porto d’Ascoli fino ai primi anni ’80 del secolo scorso”

Don Marino è stato un precursore per tanti aspetti, curava le “Giornate per coniugi”, rivolta a sposi di tutta la diocesi, le visite alle famiglie in crisi. Si è fatto annunciatore del Vangelo anche utilizzando i moderni mezzi televisivi, quando realizzò la trasmissione televisiva “Vivere per..”,  messa in onda dall’allora rete locale TVP.
Il suo impegno per il terremoto in Irpinia:seguendo i fili del ricordo tornano alla mente di Rocco le parole di don Marino “bisogna fare qualcosa. Non le solite cose, ecco aiutiamo solo una famiglia, ma aiutiamola davvero, dando loro una casa, modesta, ma che sia una casa, non una coperta. Ho visto delle casette di legno. Raccogliamo i fondi per comprarne una e mandiamo giù una casetta”.  Un legame con Sant’Angelo dei Lombardi dove vennero montate le dieci case acquistate che si è ritrovato ultimamente con Porto d’Ascoli grazie all’Agora.

Il suo impegno per la realizzazione del cinema e i suoi escamotages per fare grandi acquisti, vestito di una tonaca vecchia perché “Sai, spiegò, se mi vedono vestito così non avranno il coraggio di chiedermi tanto perché vedono che sono un povero prete e non faranno prezzi esagerati ed io non chiederò sconti perché quelli che lavorano hanno diritto di guadagnare, ma il giusto, non più del giusto. Questa tonaca farà fare il prezzo giusto a chi mi deve vendere le sedie: Non ci sarà né carità, è sfruttamento: il giusto”.

Impresso nei ricordi anche il suo fare schietto ma vicino alla gente. Sono tanti i ricordi e tanti i segni lasciati che Rocco ripesca nella memoria, di un prete caro a Porto d’Ascoli.

Prostituzione a San Benedetto, la polizia scopre una casa a luci rosse

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una fiorente attività scoperta a Porto d’Ascoli. A pochi passi dal mare, in via Scarlatti, gli agenti del Commissariato di San Benedetto hanno scovato una casa d’appuntamenti. All’interno dell’appartamento una domenicana di 30 anni che praticava il mestiere più antico del mondo. A mettere la pulce nell’orecchio degli inquirenti una segnalazione di un gran via vai di gente verso la casa in tutte le ore del giorno e della notte.
Come consuetudine è stata avviata un’indagine e gli uomini al comando del dottor Filippo Stragapede hanno voluto vederci chiaro. Un agente in borghese si è finto un cliente e si è presentato alla porta. Ad aprire una donna in abiti succinti che senza tanti giri di parole ha concordato la prestazione sessuale con il potenziale cliente. A qual punto la faccenda era chiara e la domenicana è stata accompagnata negli uffici della Questura per accertamenti.
La donna è stata allontanata dall’Italia e attraverso le indagini si è potuto stabilire che l’appartamento era affittato ad un’altra domenicana di 45 anni domiciliata a Milano. Ai danni di quest’ultima è stata inoltrata una denuncia. Ora la mlanese dovrà rispondere di sfruttamento della prostituzione.

VIDEO: Forti come la vita, dolci come l’amore, leggeri come l’amicizia, la comunità Romena a Porto D’Ascoli.

Don Verdi annunziata

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La bellissima pieve di Romena è un gioiello romanico ubicato nel Casentino, polmone verde della Provincia di Arezzo e della Diocesi di Arezzo-Cortona-San Sepolcro, un’area di grande vocazione cristiana e spirituale grazie alla presenza del Santuario de “La Verna” e del Monastero di Camaldoli. Da questo gioiello toscano nacque 22 anni or sono l’omonima fraternità, fondata e diretta da Don Luigi Verdi.

Cinquanta città e altrettante chiese sono coinvolte nelle veglie. L’appuntamento per la nostra Diocesi è stato presso la chiesa della Santissima Annunziata in Porto d’Ascoli, svoltosi nella serata di martedì 22 ottobre.

Le veglie di Romena si caratterizzano per l’originalità e per l’utilizzo di vari espressioni artistiche: disegni, dipinti, musica e poesia si fondono in un cammino di fraternità incentrato su Gesù e sul Vangelo. Il titolo delle Veglie per il 2013/14 è “Rischiamo il coraggio” e si basa su tre aspetti fondamentali: forti come la vita, dolci come l’amore e leggeri come l’amicizia. Ognuno ha come punto d’avvio un tratto della Bibbia, per poi giungere alla preghiera e al canto, intervallate dalle riflessioni di Don Verdi.

È stata una Veglia che ha visto la partecipazione di diversi sacerdoti della nostra Diocesi, ma soprattutto di tantissime persone che hanno riempito la chiesa.

Ascoltando le parole di Don Verdi, ogni momento della Veglia merita di essere ricordato, ad esempio il riferimento alla chiesa di Anvers, che Van Gogh dipinse pochi mesi prima di morire nel 1890; in secondo luogo, l’amore visto da De André e da Pirandello, ma grande interesse ha suscitato la riflessione sull’amicizia, fondamentale per tutti noi, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Per avere maggiori informazioni sulla fraternità e sugli eventi da esso organizzati: www.romena.it

VIDEO: “Sulle strade del mondo” – la veglia missionaria Diocesana

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DIOCESI - La missio diocesana e il Centro Missionario Diocesano, diretto dal Parroco di Cossignano Don Nicola Spinozzi, hanno proposto la Veglia Missionaria, presieduta dal Vescovo Gervasio Gestori, svoltasi nella serata di Venerdì 18 ottobre presso la Chiesa SS.Annunziata a Porto D’Ascoli, alla vigilia della Giornata Missionaria Mondiale 2013 di domenica 20. Lo slogan scelto da Missio, organismo pastorale della CEI è “Sulle strade del mondo”.

La Veglia ha avuto come principio le letture dal libro del Deuteronomio e dal Vangelo secondo Matteo. Dopodiché vi è stata l’omelia del nostro Vescovo. Le parole di Mons.Gestori hanno toccato due Pontefici legati alla contemporaneità e al Secolo Breve, Paolo VI e Francesco, in un messaggio sintetizzante il seguente periodo: “convertire per andare senza paura per servire” , parole che l’attuale Pontefice pronunziò in quel di Copacabana (la celeberrima spiaggia di Rio de Janeiro) nel luglio scorso.

E’ stata una veglia indimenticabile quella svoltasi a Porto d’Ascoli. Cinque persone rappresentanti altrettanti continenti, hanno portato all’attenzione di tutti i presenti i loro doni, le loro testimonianze e le loro preghiere in lingua straniera. In primo luogo, l’Africa e la Nigeria viste nell’esperienza di vita di Don Vincent Chukwumamkpam Ifeme, Parroco di San Lorenzo in Rotella; in secondo luogo l’Asia e le Filippine di Suor Josephine, delle Teresiane di Ripatransone, che ha rivolto una preghiera ai terremotati del suo Paese; in terzo luogo il monachesimo come fonte della civiltà europea, raccontato da Pietro, catechista della comunità Neocatecumenale e abitante dell’Annunziata; in quarto luogo, la festa e i frutti delle Americhe e dell’America Latina di Eveline e per concludere, la storia di Daniele, rappresentante l’Oceania (unico non natìo dei cinque continenti), unico rappresentante diocesano alla GMG di Sydney, svoltasi nel 2008. Daniele ha rivolto al pubblico le parole dell’attuale Papa Emerito, Benedetto XVI.

Dopo questa interessantissima fase, un lavoratore, una donna, una catechista, un impiegato e un disabile, con in mano delle scarpe, hanno rappresentato la fase del mandato missionario.

Tra le numerose testimonianze, d’estremo interesse è stata quella di Attilio Ascani, direttore generale di FOCSIV, la più grande federazione di organizzazioni di volontariato d’ispirazione cristiana presente nel nostro Paese con sessantacinque realtà coinvolte. “Oggi con gli organismi della FOCSIV aiutiamo giovani e adulti a vivere un’esperienza evangelica a fianco agli ultimi e a fianco ai poveri nelle periferie del mondo, ovunque essi siano, vicine e lontane, vivendo un’esperienza di fede che aiuta gli altri a vivere e a vedere più da vicino Gesù negli altri, ma anche nel cercare se stessi nell’incontro con i poveri”, sono le parole di Attilio Ascani, che dal 1980 svolge tale attività.

E’ stata una serata bella e di comunione fraterna, organizzata a puntino da Don Nicola Spinozzi, dall’ufficio missionario Diocesano e dalla Parrocchia dell’Annunziata. Un’ulteriore testimonianza da ricordare nell’anno della fede.

VIDEO: Porto D’Ascoli: Si chiude la XXVII “Ragnoliade”

PORTO D’ASCOLI -  Ventisette edizioni, con lo stesso entusiasmo e lo stesso spirito, al fine del rispetto altrui attraverso la pratica sportiva, l’essenza più bella dello sport e della sua etica, un aspetto che ha anticipato di un lustro la convenzione di Rodi. Questo è il fine su cui getta le basi la Ragnoliade, evento sportivo organizzato dalla polisportiva Ragnola, con il patrocinio del comune di San Benedetto del Tronto. La Ragnoliade è un evento sportivo in cui 180 tra bambini e ragazzi del quartiere gareggiano divertendosi in varie discipline sportive, tra calcio e volley, passando per la discilpina regina di Olimpia: l’atletica.

Proprio presso il campo di atletica del quartiere Ragnola si è svolta la cerimonia di chiusura, sotto una luna offuscata da innocue nubi. È stata una cerimonia caratterizzata dalla sfilata delle squadre che per due settimane si sono cimentate in sport di squadra  e individuali,  in secondo luogo dalla cerimonia di premiazione delle categorie:  prima (nati dal 2005 al 2007), seconda (nati dal 2002 al 2004) e terza (nati dal 2001 al 1999) fascia maschile per il calcio; prima (nate dal 2003 al 2006) e seconda (nate dal 1999 al 2002) fascia femminile per il volley, nonché i partecipanti della gara di torte e delle competizioni di atletica leggera.  In una Ragnoliade, raccontare il vincitore è superfluo, tutti sono vincitori, atleti e spettatori, che rinnovando le quindici promesse, rappresentano l’anima vincente di una manifestazione supportata da ben ventisette sponsor che oltre a caratterizzare la denominazione delle varie compagini di giovani, hanno investito con passione a questa importantissima manifestazione

Tali sponsor (tutti provenienti dalla nostra Diocesi) sono: Ciotti Dino (gommista), lavanderia DB Wash, Globo Calzature, Terzo Tempo Store, Eurocot Trasporti e Depositi, Ristorante Papillon, Concessionaria Cascioli, Falegnameria Adriatica Onsen, Piergallini Moto, Set Design, Ottica Monti, Soltec, Pirotecnica Santa Chiara, Impresa Gasparetti Gino & figli, S.A.M.I.C.A. srl, Marozzi Ferramenta, Lanciotti Rinaldo (impresa di pulizia), TecnoGest, Dama Gadget e comunica, Troiani & Ciarrocchi impianti fotovoltaici, Hotel Relax, Grafiche Martintype, Pomili Gina Ortofrutta, E.D.I. snc, Marcarni e Punto Floreale.

Subito dopo la premiazione, un oceano di applausi da parte del pubblico è stato rivolto ai giovani della Parrocchia Sacra Famiglia che si sono esibiti in un musical in pillola tratto da ” il Re Leone”, uno dei classici di Walt Disney maggiormente conosciuti.

Alla cerimonia di chiusura ha presenziato anche il Sindaco Gaspari, che dopo aver raccolto impressioni estremamente positive dalla recente visita del ministro del Turismo della Federazione Russa, si è soffermato sulle finalità della Ragnoliade oltre a segnalare l’importanza e l’accessibilità che tutta l’impiantistica sportiva sanbenedettese riveste nei confronti dei giovani.

Abbiamo intervistato coloro che da ventisette anni rappresentano l’anima organizzativa della manifestazione: Domenico Mozzoni, presidente del comitato organizzatore e Sante Pulcini, storico fondatore della Ragnoliade.

Dottor Mozzoni, un bilancio di questa edizione 2013.
Di ragnoliade ne sono passate tante. I bilanci sono positivi perché vedere tanti bimbi che ogni anno partecipano e vedere soprattutto la loro allegria, la loro spontaneità, la loro voglia di giocare, la loro voglia di fare amicizie, la loro voglia di esserci è per noi sempre un motivo di orgoglio, motivo che c’induce a lavorare sempre e meglio, ad essere presenti e ogni anno a mettere la nostra firma sul libro della ragnoliade”.

Sante Pulcini, fondatore della manifestazione, cosa accadde nel 1987? Quale fu l’ispirazione di questo emblema dell’estate sanbenedettese?
L’ispirazione è stata unire le famiglie tramite i ragazzi. Diciamo che nel quartiere era sorto un nuovo quartiere, un nuovo centro, dove le famiglie non si conoscevano, allora il problema era proprio di unire queste famiglie, chiaramente poi la cosa si è ingrandita, si è perpetuata, si è rinnovata continuamente e sicuramente è una bellissima manifestazione. Io dico sempre che l’Olimpiade sarebbe la Ragnoliade di Olimpia, voglio dire per i ragazzi; i ragazzi tra loro si conoscono e fanno amicizia, ma soprattutto stanno continuamente qui. Ogni anno adottiamo un motivo per la Ragnoliade, quest’anno è proprio lo spreco dell’acqua e lo dedichiamo al CIIP, il Consorzio Idrico Piceno”.

Con lo spettacolo pirotecnico/musicale creato dalla Pirotecnica Santa Chiara di Castorano, si è spenta definitivamente la fiaccola dell’edizione 2013 delle ragnoliadi, una delle manifestazione più belle e originali dell’intera città sanbenedettese e della nostra Diocesi. Appuntamento all’edizione 2014, che per la ventottesima volta colorerà le gioie e l’attivismo d’un intero quartiere e di un’intera comunità parrocchiale, quella della Sacra Famiglia, retta da Don Francesco Ciabattoni.