Mercuri: ISIS non è morto, Europa bersaglio privilegiato

L'Isis ha perso, negli ultimi mesi, una parte del territorio che controllava in Libia, Siria e Iraq. Ciò non vuole dire che sia totalmente indebolito. In Libia, per esempio, molti combattenti sono fuggiti a sud, nel Fezzan, e qui potrebbero riorganizzarsi. In Siria, di recente, circa 5.000 miliziani hanno strappato ai soldati di Assad una parte della città di Palmira, liberata nel marzo di quest’anno. Pericolo rientrato dopo l’azione dei filogovernativi e dei russi, ma ciò ci dimostra che Isis ha ancora capacità operative. Infine, l’offensiva su Mosul, intrapresa dalle forze della coalizione anti-Isis, nella seconda metà di ottobre, si sta rivelando più complicata del previsto. Lo Stato islamico non è ancora morto.

ISIS, il terrore che si muove sulle vie di Damasco…e non solo. Ne parliamo con la Prof. Michela Mercuri

Alla luce degli ultimi tragici eventi di Parigi, abbiamo deciso di capire in maniera puntuale e precisa ciò che sta realmente accadendo nel mondo, con uno sguardo particolare sulla delicata situazione in Medioriente. Lo faremo con l'ausilio della Prof.ssa Michela Mercuri, Docente di Storia Contemporanea dei Paesi Mediterranei, dell'Università degli Studi di Macerata. L'abbiamo intervistata.

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