No tinc por: la democrazia che non si arrende al terrorismo

Alla luce degli ultimi attacchi terroristici, è sempre più difficile sentirsi al sicuro, tuttavia non possiamo lasciarci vincere dalla paura. Il saggista indiano Salman Rushdie afferma: Come si fa a sconfiggere il terrorismo? non farsi terrorizzare. Non lasciate che la paura governi la vostra vita. .
La Democrazia non ha mai ceduto al terrorismo, non lo farà nemmeno questa volta.

L’Isis colpisce l’Europa con un investimento minimo di risorse per un massimo ritorno

Sono stati 51 gli attacchi terroristici compiuti negli ultimi tre anni in 8 Paesi del mondo. Il Paese che ha subito il maggior numero di attentati è stata la Francia con 17 azioni terroristiche, seguita da Stati Uniti (16), Germania (6), Regno Unito (4), Belgio (3). Le azioni sono state compiute da 65 attentatori ed hanno provocato 395 vittime e 1.549 feriti. È quanto emerge da un Rapporto realizzato dall’Ispi che verrà presentato mercoledì 21 giugno a Roma, alla presenza del ministro dell’Interno, Marco Minniti. E in Italia? Il Rapporto indica il caso eccezionale di Ravenna. La città ha infatti il triste record di aver prodotto 9 foreign fighters

Tunisia: mons. Antoniazzi, “6-7.000 tunisini con l’Isis. Il futuro fa più paura del presente”

Una volta Paese di partenze di migranti, ora luogo di passaggio verso la Libia (ma alcuni riescono ancora ad imbarcarsi dai porti del nord), la Tunisia sta cercando, con fatica, una sua stabilità democratica e un suo sviluppo, dopo i moti della primavera araba e gli attentati terroristici di due anni fa. Ce ne parla mons. Ilario Antoniazzi, arcivescovo di Tunisi dal 2013

L’attentato di Gerusalemme e le ragioni profonde dei malanni di Terra Santa

Attribuire l’attacco all’Isis è “comodo” un po’ a tutti. In questo 2017 ricorderemo i primi 50 anni della vittoria israeliana nella “guerra dei 6 giorni”, quella decisiva che ha permesso l’occupazione della Cisgiordania e la conquista di Gerusalemme. È dai risultati di quella guerra che bisogna ricominciare a ragionare

Mercuri: ISIS non è morto, Europa bersaglio privilegiato

L’Isis ha perso, negli ultimi mesi, una parte del territorio che controllava in Libia, Siria e Iraq. Ciò non vuole dire che sia totalmente indebolito. In Libia, per esempio, molti combattenti sono fuggiti a sud, nel Fezzan, e qui potrebbero riorganizzarsi. In Siria, di recente, circa 5.000 miliziani hanno strappato ai soldati di Assad una parte della città di Palmira, liberata nel marzo di quest’anno. Pericolo rientrato dopo l’azione dei filogovernativi e dei russi, ma ciò ci dimostra che Isis ha ancora capacità operative. Infine, l’offensiva su Mosul, intrapresa dalle forze della coalizione anti-Isis, nella seconda metà di ottobre, si sta rivelando più complicata del previsto. Lo Stato islamico non è ancora morto.