Macron presidente. Quinio (SSF): un voto per ridonare ottimismo alla Francia

“Il nuovo presidente si è affacciato sulla vita politica abbastanza recentemente. Sappiamo che ha grandi capacità. Ciò che preoccupa è che dovrà fare i conti con una Francia molto divisa”. L’analisi di Dominique Quinio, presidente delle Settimane Sociali di Francia (SSF), al voto che ha portato Emmanuel Macron all’Eliseo. “Chi ha votato Macron ha detto che lo ha fatto per ridonare alla Francia l’ottimismo. Il nostro è un Paese che da tempo non guarda al futuro con fiducia: si ha la sensazione di aver perso la corsa. La Francia ha quindi un assoluto bisogno di gente convinta che non è vero che tutto è perduto e che si possa fare qualcosa”.

Francia: l’Europa segna la campagna elettorale. Fra candidati contrari e indecisi, c’è chi si schiera per l’Ue

La scelta del successore di Hollande sarà definita con il voto di fine aprile-inizio maggio (primo turno e ballottaggio). Si delineano tre posizioni principali: chi vorrebbe affossare la “casa comune”, assegnandole ogni colpa politica; chi si dice a favore dell’integrazione, ma in realtà non inserisce l’Unione tra le priorità programmatiche; e chi invece ritiene necessario, per il bene dei francesi, l’aggancio all’Europa comunitaria

Lettera dei vescovi Francesi al Paese, finito il tempo della politica ostaggio di ambizioni smisurate

“In un mondo che cambia, ritrovare il senso del politico”. Si intitola così la “Lettera” che il Consiglio permanente dei vescovi francesi rivolge “agli abitanti del nostro Paese”. Un testo impegnativo suddiviso in 10 paragrafi e pubblicato alla “vigilia” delle elezioni presidenziali. I vescovi scrivono: “Bisogna essere sordi o ciechi per non rendersi conto della stanchezza , delle frustrazioni, delle paure e anche della rabbia che abitano una parte importante degli abitanti del nostro paese e che esprimono un profondo desiderio di cambiamento”

Funerali padre Hamel: mons. Lebrun (Rouen), “siamo feriti, costernati, ma non annientati”. Invito ai fedeli ad andare in chiesa e accendere una candela

“Noi siamo feriti, costernati, ma non annientati”. Lo ha dichiarato oggi, rivolgendosi alla comunità cattolica, monsignor Dominique Lebrun, arcivescovo di Rouen, nell’omelia per i funerali di padre Jacques Hamel, ucciso una settimana fa dai terroristi mentre celebrava l’Eucaristia. “Mi rivolgo a voi, battezzati nella nostra Chiesa cattolica, soprattutto se non venite spesso in chiesa, se avete dimenticato la strada – ha proseguito il presule -. Con monsignor Pontier, presidente della Conferenza episcopale francese al mio fianco vi lancio un appello semplice, come un primo passo, semplice come la vita di padre Jacques Hammel: per ricordare padre Hamel vi invitiamo a visitare una chiesa nei prossimi giorni, per dire no al veder violato un luogo santo, per affermare che la violenza non avrà il sopravvento nel vostro cuore, per chiedere la grazia a Dio. Vi invitiamo ad accendere una candela in chiesa, un segno di resurrezione, di raccogliervi e aprire il vostro cuore a ciò che è più profondo, se potete pregate, supplicate. Il 15 agosto sarà un giorno adatto: la Vergine Maria ci accoglierà con tenerezza, ricordiamoci di nostra Madre”.