Grottammare, il filosofo Mastroianni ha presentato il suo libro “Litigando si impara – disinnescare l’odio online con la disputa felice”

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GROTTAMMARE – “In una società iperconnessa che oscilla tra il cittadino ‘silenzioso’ che, per eccesso di politicamente corretto, non ha più voglia di discutere, e il cittadino ‘urlatore’ immobile nelle sue posizioni impermeabili a ogni confronto, abbiamo bisogno di persone che sappiano fare la differenza discutendo. Dalle ceneri fallimentari dei nostri litigi possono nascere, infatti, dispute felici piene di soddisfazione. Basta imparare dagli errori: come quando sbagliamo, anche litigando si impara.” – Si può riassumere così l’incontro che si è tenuto ieri sera a Grottammare, presso lo chalet Bagno Peppina, alle ore 21:00, con il filosofo e giornalista Bruno Mastroianni, che ha presentato la sua ultima fatica letteraria dal titolo appunto “Litigando si impara – Disinnescare l’odio online con la disputa felice”.
La serata, la cui madrina è stata la speaker radiofonica e presentatrice tv Antonella Ciocca, rientra nell’ambito del progetto “Il sorriso è la magia”, una settimana di eventi gratuiti organizzati dal Giornale Grottammare e dall’azienda vivaistica “Piante Marconi” a sostegno della Fondazione Ospedale Salesi. Moderatore dell’incontro il direttore de “La Nuova Riviera”, il giornale più letto del territorio piceno, ovvero il giornalista di lungo corso Emidio Lattanzi, che ha intessuto con l’autore un dialogo stimolante e ricco di interessanti spunti di riflessione.

“Il conflitto – ha detto Mastroianni – viene spesso utilizzato erroneamente come sinonimo di guerra. Nulla di più sbagliato! In realtà si giunge ad una guerra, solo quando non si è riusciti a trovare una soluzione al conflitto diversa dal prendere le armi. Nella maggior parte dei casi, invece, il conflitto è positivo, fa riflettere, fa mettere in discussione e quindi fa crescere. Guai se non ci fossero i conflitti! Ma questo va fatto senza provocare litigi e, se ci troviamo già nel mezzo di un litigio, dobbiamo cercare di uscirne fuori al più presto, ristabilendo una disputa felice. Quindi, come per ogni altra cosa della vita, dobbiamo imparare a disputare. In particolare sui social, dove uno schermo ci divide dall’altro interlocutore, dobbiamo imparare a dare più che a dire, ovvero è opportuno scrivere solo se abbiamo qualcosa da dare all’altro, alla causa, altrimenti meglio soprassedere.” Lo scrittore ha dunque cercato di esplorare i due diversi atteggiamenti che possiamo avere di fronte ad un’obiezione e soprattutto quando far prevalere l’uno all’altro, ovvero quando e come dare seguito alla conversazione e quindi discutere e quando, invece, lasciar cadere e non replicare alle affermazioni altrui.

Mastroianni, oltre che filosofo, giornalista e scrittore, è anche consulente per i social media di alcune trasmissioni Rai. Si occupa di discussioni online, conflitti e comunicazione di crisi. Assegnista di ricerca all’Università di Firenze e Cultore di Teoria dell’Argomentazione all’Università di Padova, ha teorizzato la “disputa felice”, una via per dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico, anzi costruendo confronti pieni di gusto e soddisfazione. Mastroianni è anche co-autore di uno dei testi proposti per la prima prova di italiano all’ultimo esame di maturità. In merito a questo, ha detto:  “È stato un onore per me essere tra le tracce della maturità ed è anche un buon segno che la reputazione online e la condizione di trovarsi costantemente online siano oggetto di discussione tra i ragazzi: è bene, infatti, fin da giovanissimi ragionare su come costruiamo la nostra identità digitale.” L’interesse del mondo della scuola al libro di Mastroianni si è manifestato anche attraverso la presenza di numerosi docenti tra il pubblico intervenuto.

“I litigi in cui spesso ci troviamo – ha concluso il filosofo Mastroianni – sono caratterizzati da tre soggetti: il mezzo attraverso cui avvengono i nostri scambi, che spesso è digitale; la situazione di scontro, in cui siamo coinvolti insieme ad altri; infine noi. Sui primi due aspetti, che possono avere dei limiti o provocare dei condizionamenti, non possiamo agire; al contrario, possiamo lavorare su noi stessi. Ecco allora la regola a portata di mano, anzi di dita: la regola delle cinque dita! Il mignolo, il dito più corto, rappresenta l’umiltà: quando affronti un argomento, stai nel tuo, sii breve e discuti solo su quello che sai e conosci bene. L’anulare, il dito della fede nuziale, simboleggia i legami: quando dissenti con qualcuno, ricorda che, anche se c’è una differenza di vedute, esiste comunque una relazione con l’interlocutore, quindi scegli le parole giuste e sii cortese. Il medio, il dito dell’aggressione, è da evitare: rinuncia all’aggressione, disinnesca il dito medio che giunge a te e sarai l’avversario più temibile in qualsiasi disputa. L’indice, il dito che indica la luna, è quello che sceglie su cosa puntare l’attenzione: affronta la disputa con argomenti oggettivi e concreti, tira fuori ragioni consistenti e rilevanti. Infine il pollice, il dito dell’autoironia, quello che siamo abituati a puntare sugli altri per esprimere gradimento, ma che invece dà il meglio di sé quando lo rivolgiamo a noi stessi: prima di scrivere qualcosa, guardati da fuori, fatti un selfie mentale, guarda che faccia hai e chiediti se in quel momento ti piaci oppure no, perché è quella la faccia che gli altri interlocutori vedranno di te. Usa dunque tutte le dita, così da ottenere due super poteri: quello di lasciar cadere ciò che non porta da nessuna parte e quello di non voler avere a tutti i costi l’ultima parola.

Al termine dell’incontro, Mastroianni ha risposto alle domande del pubblico e ha firmato le copie del suo libro a tutti gli interessati.

La settimana di eventi “Il sorriso è la magia” si concluderà domenica 7 agosto, alle ore 20:00, presso lo Chalet Mimosa, con lo spettacolo del filosofo Cesare Catà “Shakespeare Juke Box”, un viaggio originale e interattivo nel teatro di William Shakespeare. Il pubblico potrà determinare un percorso scegliendo tra 22 diversi personaggi delle opere del Bardo. La performance, che utilizza carte speciali, si richiama direttamente alla teoria e alla iconologia dei Tarocchi, per un percorso affascinante tra i drammi shakespeariani che è al contempo un’esplorazione negli archetipi dell’anima umana. Storytelling, recitazione e analisi dei significati dei monologhi proposti (in italiano e in inglese) compongono così uno spettacolo unico nel suo genere, fitto di spunti di comicità e cabaret che si mescolano naturalmente a riflessioni filosofiche. Ogni messa in scena vede un percorso irripetibile tra i testi scelti dal pubblico tramite le carte, per cui ogni replica dello spettacolo comporrà un viaggio diverso, mai uguale al precedente. Lo spettacolo sarà accompagnato da un aperitivo di beneficenza: gli ospiti potranno scegliere una bevuta più  tagliere a 15€ oppure potranno effettuare una consumazione libera, aggiungendo un’offerta per la Fondazione Ospedale Salesi. A seguire anche lo spettacolo Jazzando con i Dixie Hogs. Per prenotazioni è possibile chiamare il numero 320 3144373 (Marco).

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