Pubblicato il libro “Poesie di un montelparese” curato da Paolo e Giuseppe Mariucci

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Di Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – Ci lasciava il 14 maggio scorso Innocenzo Ascenzi, uno dei più poliedrici artisti di Montelparo!

E proprio dopo due mesi esatti, il 14 luglio 2022, usciva dalle stampe il suo bellissimo libro “Poesie di un montelparese” curato con grande amore da Paolo e Giuseppe Mariucci!

È questa una raccolta di versi in dialetto montelparese tutti rigorosamente scritti a mano da lui con penna o matita. Innocenzo ci consegnò qualche anno fa oltre cinquanta foglietti chiedendo di aiutarlo a tramandare ai posteri, tramite questo delicatissimo strumento, il suo immenso amore per quei luoghi e quelle persone che lo avevano visto crescere!

Ora, quindi, il libro è divenuta una bellissima realtà! Innocenzo però da due mesi non c’è più e non ha potuto toccare con mano quanto è scaturito dalla sua arte per l’orgoglio delle figlie (Francesca e Maria Chiara) e di tutti i montelparesi: è questo il nostro grande dispiacere e la nostra amarezza! Siamo sicuri, però, che da lassù egli sarà felice di tutto questo: “la tua bellissima persona anche con questa testimonianza poetica rimarrà per sempre!”.

Chi era Innocenzo Ascenzi?

“Innocenzo Ascenzi, nasceva il 24 dicembre 1934 a Monsampietro Morico dove visse e rimase (nella frazione di Sant’Elpidio Morico) sino all’età di cinque anni.
Si trasferì poi, con la famiglia, nel paese materno: la sua “profondamente amata” Montelparo! Qui risiedeva, nel famoso Convento dei Frati Agostiniani: la mamma Enedina era l’Ostetrica del Comune e in questo sito erano gli alloggi comunali destinati ai dipendenti comunali.

Qui Innocenzo tornava appena poteva dai luoghi in cui, per motivi di studio, si trovava: dall’età di dieci anni entrò infatti in collegio (da Genova a Sassello, da Pesaro a San Severino Marche: i religiosi che gestivano questi collegi si spostavano continuamente da una parte all’altra!). A Fermo, dove esercitò la sua attività di maestro elementare e dove conobbe e sposò Rita Onori da cui ebbe tre figlie (Maria Cristina, Francesca e Maria Chiara), veniva chiamato da moltissimi “MAESTRO” o “IL MAESTRO” mentre a Montelparo egli era immancabilmente “NOCE’”! Durante la sua vita, da eclettico quale era, dipinse quadri, fece disegni a mano libera, suonò il Contrabbasso, la chitarra, la fisarmonica, il pianoforte e, negli ultimissimi anni della sua vita, anche le tastiere!”

Questo scrive, tra l’altro la figlia Maria Chiara in una delle prefazioni del libro che ne comprende altre due: una di Filippo Cruciani e l’altra di Giuseppe Mariucci!

Filippo Cruciani, nel suo contributo “Innocenzo: l’artista!” afferma tra l’altro: “ Da sempre – fin da quando ero bambino – ho coltivato l’idea che mio cugino Innocenzo – per tutti Noce’ – fosse l’artista, non un artista. Sapeva suonare; sapeva disegnare; sapeva raccontare nella forma antica del tramandare; sapeva cogliere sempre i particolari che fanno bella e gioiosa la vita, scongiurando la loro discarica nel dimenticatoio della mente. Ma soprattutto Innocenzo possedeva una forte vena poetica. Come i veri artisti non sentiva il bisogno di divulgare ciò che creava, di cercare ossessivamente il plauso di chi ti cammina a fianco. Componeva godendo dell’attimo della creazione. Montelparo, piccolo centro del Fermano, ha generato tanti artisti con tanti provetti poeti, con una densità tale da portare a pensare – per assurdo – all’esistenza di un fattore genetico territoriale. Tutti si sono dati da fare per pubblicizzare e per pubblicare le loro creazioni, le loro rime. Innocenzo no. Aveva insita in sé l’umiltà, la somma virtù. Solo ora, che ci ha salutato per sempre, le sue poesie vedono la luce. Non conoscevo le sue poesie. Conoscevo solo “Batti tela’” (….inno all’amore, alla vita, minata dal tempo che passa…) di cui ero rimasto incantato alla prima veloce lettura: un innamoramento a prima vista, tanto che ho poi voluto portarla sul palcoscenico come opera teatrale, tramite la compagnia teatrale montelparese “Il Murello” con l’originale regia di Paolo Mariucci. …Grande fu il successo in tanti teatri e piazze !…”.

Giuseppe Mariucci conclude invece la sua prefazione affermando: “Da qualche settimana incontrarti non è più possibile! Te ne sei andato in silenzio e senza rumore, così come eri abituato ad esistere, ma la tua mancanza pesa tantissimo a tutti! Ciao Innocenzo, non ti dimenticheremo!”.

Il prezioso e unico testo poetico di Innocenzo (dove, nell’ultima di copertina, compare un suo particolare ritratto opera della bravissima giornalista e fumettista montelparese Irene Natali) è ora quindi già disponibile presso l’ufficio turistico e sarà oggetto di presentazione in una delle serate estive che Montelparo dedica alla cultura!

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