FOTO Grande festa per i 25 anni di ordinazione sacerdotale di don Alfredo Rosati: “Mi sento un ragazzo fortunato”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Mi sento un ragazzo fortunato. E, con la maturità di oggi, dico che questa fortuna non voglio sprecarla, bensì investirla in questa comunità e in tutti gli altri contesti in cui Dio mi condurrà.” – È con queste parole che possiamo riassumere l’omelia di don Alfredo Rosati, durante la Messa da lui presieduta in occasione del suo 25° anniversario di ordinazione sacerdotale. La celebrazione eucaristica, che si è svolta mercoledì 21 giugno alle ore 19:30 presso la Chiesa della Santissima Annunziata in Porto d’Ascoli di San Benedetto del Tronto, è stata concelebrata dai parroci don Claudio Capecci, don Lanfranco Iachetti, don Gian Luca Rosati e don Roberto Traini e servita dai diaconi Giovanni Maria Bettoni e Pietro Tomaso Ciboddo. Presenti alla Messa molti fedeli della parrocchia ospite ed anche molti amici provenienti da altre comunità della diocesi che in passato sono state guidate dal festeggiato: Porto d’Ascoli, Colonnella ed Acquaviva Picena. Presenti inoltre numerosi gruppi parrocchiali della comunità dell’Annunziata: i catechisti, i volontari e i malati dell’Unitalsi, il gruppo Scout, i gruppi di AC e il coro parrocchiale che ha animato la Messa.

Queste le parole di don Alfredo Rosati durante l’omelia: “Oggi celebriamo questa Messa e facciamo festa per ricordare questo dono prezioso della mia ordinazione sacerdotale. Quando gli sposi festeggiano i loro 25 anni di matrimonio, possono farlo con più facilità: possono, infatti, parlare reciprocamente tra loro e confrontarsi su come siano andati quei lunghi anni. Ma un prete no, un prete non può farlo! Quindi è più difficile per me, rispetto ad una coppia di sposi, esprimere quello che è stato in questi anni. Posso, però, parlare io di Lui, di quel Signore che ha cambiato la mia vita. Lui ha scelto me ed io ho scelto Lui. All’inizio anch’io, come succede ai giovani sposi, ero un po’ immaturo, ma, con il tempo, un po’ alla volta, mi sono ritrovato a confermare, con maggiore convinzione e consapevolezza, quella scelta fatta in gioventù. Oggi confermo che Dio è il mio sposo! Uno sposo a volte geloso, a volte esigente. La comunione con Lui, infatti, è difficile, richiede fatica. Come dice la Parola di oggi, la porta per entrare da Lui è stretta. Alcune volte io questa porta l’ho vista troppo stretta, talmente stretta che ho scelto le porte larghe, le distrazioni, i rifugi. Ma ho avuto sempre un’ancora che mi ha tenuto stretto a Lui, un porto sicuro in cui rifugiarmi: Maria. Ecco perché oggi ho messo la casula mariana, perché Maria mi ha aiutato a capire che questa porta stretta è la più bella, è l’aria che respiro, è la mia vita.”

Tante le persone che don Alfredo ha ricordato nella sua omelia, tra cui il vescovo Carlo Bresciani e don Pio Costanzo, il primo parroco con cui ha vissuto la sua missione pastorale. “Stamattina – ha concluso poi don Alfredo – quando sono andato ad ordinare i panini per stasera, mi sono fermato a parlare a lungo con una persona che, sul finire della conversazione, mi ha detto: ‘Prega anche per me, mi raccomando.’ Ecco, Dio mi ha fatto questo immenso dono, mi ha dato questo superpotere, che poi è un grande servizio: quello di pregare per voi. Io, quindi, mi sento di avere questa preziosa fortuna. Oggi, in questa società che corre veloce, soprattutto dopo la pandemia, con i tanti problemi che ci assillano, in tutti c’è un grande bisogno di Dio. È vero che a volte possiamo fare da soli, ma è anche vero che, se c’è qualcuno pronto ad ascoltarci, è più bello e noi siamo più felici. Sappiate che io pregherò sempre Dio per voi e che da parte mia non mancherà mai l’ascolto, che è una ricchezza anche per me. Spesso, infatti, ringrazio il Signore per avermi fatto incontrare tante persone nella mia vita, perché è vero che i libri insegnano molto, se si scelgono le letture giuste, ma a me molto ha insegnato soprattutto la strada, la vita, le storie, gli incontri. Ringrazio dunque il Signore perché in questi 25 anni mi ha fatto camminare tanto e Lo prego, affinché io possa continuare a mantenere un cuore giovane.”

Prima della benedizione, Emanuela Lardani, segretaria del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha preso la parola per fare gli auguri a don Alfredo a nome di tutta la comunità dell’Annunziata: “Carissimo Don Alfredo, è con immenso piacere che oggi siamo qui riuniti per gioire con te in occasione del venticinquesimo anniversario della tua ordinazione sacerdotale, un evento che porta speranza e luce nuova a tutta la comunità. Ti esprimiamo la nostra felicità per questi ultimi tre anni trascorsi insieme, anni che ti hanno portato a questa bella tappa, anni che sono stati particolarmente impegnativi per tutti: la pandemia, infatti, ha messo a dura prova certezze, priorità, desideri e sogni, ma l’affetto, l’amore e la fede non mutano. Anzi! Abbiamo cercato, col tuo aiuto, di volerci ancora più bene, sull’esempio dell’amore di Cristo crocifisso. È su questo amore che stasera vogliamo radicare il nostro augurio per te. Caro Don Alfredo, ti auguriamo di non avere mai paura, di essere profeta di Speranza, annunciatore di Verità, ministro di Grazia, servitore della Vita, che tu possa sempre sentire il sacerdozio come un grande dono di Dio per la costruzione della vera civiltà, quella dell’amore. Ti affidiamo alla Vergine Annunziata che non ti farà mai mancare la sua dolce e tenera presenza, ma sappi anche che questa comunità ti sostiene e ti è vicina. E, se il carico si facesse pesante, arriveremo in soccorso, come stasera con questi validi e forti corrieri che ci aiutano a consegnarti i nostri tanti e calorosi auguri!”
Chiamati in causa, sono entrati due fedeli della comunità che hanno consegnato a don Alfredo dei pacchi con dentro alcuni regali da parte dei fedeli dell’Annunziata.

Tante le sorprese al termine della Messa. Prima di tutto sono stati letti gli auguri giunti a don Alfredo da parte di papa Francesco e del vescovo emerito Gervasio Gestori. Poi nel piccolo piazzale antistante la Chiesa, don Alfredo è stato accolto dai musicisti e dalle majorette della Banda di San Benedetto del Tronto che hanno allietato i presenti con canzoni ed esibizioni di repertorio. La serata si è conclusa nel grande piazzale dell’oratorio dove tutti i presenti hanno potuto condividere la cena ed essere spettatori di un piccolo spettacolo teatrale preparato dai ragazzi del gruppo Scout dell’Annunziata. Un bel momento di convivialità ed amicizia che don Alfredo ha voluto sugellare omaggiando ciascun partecipante con un piccolo dono in ricordo della piacevole serata.

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