FOTO Conclusa la visita pastorale a Villa Rosa, vescovo Bresciani: “Il Signore ci chiama ad essere comunità insieme”

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MARTINSICURO – Si è conclusa domenica 24 aprile, con la celebrazione eucaristica delle ore 18:30, la visita pastorale del vescovo Carlo Bresciani a Villa Rosa di Martinsicuro nelle Parrocchie San Gabriele dell’Addolorata e Santa Maria Bambina, guidate dal parroco don Alfonso Rosati.

Questo il racconto di don Alfonso: “Durante i giorni passati il vescovo Carlo è venuto a trascorrere in mezzo a noi le sue giornate ed ha avuto modo di conoscere alcune realtà che il territorio e il tessuto parrocchiale offrono. Ha incontrato prima di tutto le istituzioni civili e militari ed ha parlato con loro di collaborazione e corresponsabilità. Particolarmente emozionanti sono state la visita ad alcuni malati ed anziani e l’incontro con il mondo del lavoro, da quello commerciale ed industriale fino all’azienda agricola con le sue piantumazioni e i suoi allevamenti. È stato bello ascoltare il vescovo mentre faceva memoria della sua infanzia e delle tecniche di allora ancora oggi in uso. Poi ci sono gli incontri con quella parte di comunità che collabora in maniera attiva con la parrocchia: i gruppi di servizio, i catechisti, i cantori, i ministri e i Consigli Pastorali e di Affari Economici. La visita alla Scuola dell’Infanzia Paritaria è stata caratterizzata dalla simpatia e curiosità dei bambini, in un dialogo semplice e coinvolgente. Poi abbiamo avuto l’amministrazione della Cresima e vedere certuni, tanto scansonati, eppur così emozionati, è stato impagabile. Abbiamo anche avuto la grazia di ricevere la testimonianza di ben due coppie di genitori che in questi giorni festeggiano il loro 25° anniversario di matrimonio. I pasti sono stati momenti da ricordare, sia per la loro prelibata gustosità sia per la convivialità instaurata nei vari momenti. Tutta questa esperienza è stata sicuramente arricchente, ma ora viene il lavoro più difficile, come anche precisato dalle sottolineature e dai suggerimenti del nostro vescovo: occorre tradurre in viva testimonianza quello che abbiamo ascoltato e vissuto e, visto il difficile momento storico che stiamo vivendo, occorre ripartire dando il meglio di noi stessi. Stiamo vivendo la Pasqua, sentiamoci quindi inviati a portare la notizia del Risorto. Sentiamoci chiamati tutti, ciascuno con la sue capacità ed intuizioni, sempre più coinvolti personalmente senza delegare. I momenti vissuti in questi giorni hanno messo in evidenza tante potenzialità che, se donate e messe in comunione, possono portare benefici a tutti.”

Don Alfonso ha poi speso parole di gratitudine per il vescovo Bresciani: “Voglio davvero dire grazie al vescovo Carlo. Anche se all’inizio l’ho vissuta con un pizzico di apprensione personale, è stata una bella esperienza di vita ecclesiale, come quel breve ma intenso saluto all’apericena con dei giovani che si sono visti arrivare all’improvviso il vescovo lì in mezzo a loro. Penso che ognuno di noi, la Parrocchia Tutta, avesse bisogno di una scossa. Prego affinché lo Spirito Santo ci sostenga e ci accompagni nel mettere in pratica i suggerimenti ricevuti e che susciti in tutti noi il vivo desiderio di camminare insieme, guidati dalla Parola di Dio, come una Grande Famiglia parrocchiale.”
Queste le parole con cui il vescovo Bresciani, prendendo spunto dalla Parola di Dio, ha salutato la comunità locale durante l’omelia: “Abbiamo parlato in questi giorni di quale Chiesa vogliamo essere, una Chiesa in cui ci si sostiene reciprocamente, una Chiesa di Dio riunita nel suo nome, una Chiesa che si lascia ispirare e guidare dalla Parola di Dio. Vediamo dunque cosa si narra stasera nella Parola di Dio. Ci viene presentata la prima comunità dopo Gesù, quella dei discepoli che, nonostante siano stati insieme a Lui per tre anni, sono delusi dalla tragica fine del Signore. Nonostante Gesù li abbia avvertiti, i discepoli non si aspettano la croce. Il loro è un momento di dura prova, perché sono scappati e se ne stanno chiusi per timore dei Giudei. Pur avendo conosciuto Gesù, tuttavia lo hanno perso dentro. Però con l’incontro con Gesù risorto la loro vita cambia totalmente! Questo è quello che è successo un po’ anche a noi: siamo stati presi dal timore della pandemia, siamo stati rinchiusi per lungo tempo e siamo ancora un po’ sfiduciati. Proprio come discepoli, anche noi abbiamo bisogno di incontrare Gesù, quel Gesù che, anziché arrabbiarsi con i suoi, dona loro la pace, la riconciliazione.”
“Quattro sono le osservazioni che possiamo fare su questa pagina del Vangelo – ha proseguito il vescovo Carlo – Prima di tutto questa Parola è bella perché ci dice che possiamo sempre incontrare il Signore, un Signore che ci incoraggia e ci perdona. A volte ci guardiamo attorno e critichiamo la nostra comunità, ma la Chiesa è tale perché c’è Gesù. In secondo luogo, dopo l’incontro con il Risorto, gli apostoli cambiano completamente. Pietro esce, predica, annuncia ed inizia quella lunga storia della Chiesa. Questo significa che l’incontro con il Cristo Risorto non ci toglie le difficoltà, ma ci dà la forza per viverle ed affrontarle. In terzo luogo un altro insegnamento che ci dà la Parola di Dio oggi è che gli apostoli stanno insieme. Quando Tommaso va per conto suo, si perde; quando, invece, torna in comunità, Gesù gli appare ed egli diventa un annunciatore, testimone e martire dell’amore di Gesù. Il Signore dunque ci chiama ad essere comunità insieme, ad ascoltare la Parola di Dio e a costruire una storia nuova insieme. Il quarto ed ultimo spunto di riflessione nel Vangelo riguarda l’importanza della domenica. Gesù risorge nel primo giorno della settimana, quindi il giorno dopo il sabato, che è appunto la domenica. Gesù poi riappare otto giorni dopo, di nuovo di domenica. Da questo comprendiamo che già i primi discepoli avevano individuato nella domenica il giorno per incontrarsi tra loro e per incontrare Gesù. Ecco allora perché andiamo a Messa la domenica, per fare un doppio incontro: uno personale con Gesù e uno comunitario con i nostri fratelli. Quel Cristo che incontriamo attraverso la Parola di Dio e il Sacramento dell’Eucarestia, ci dona la forza per affrontare la settimana e tutte le difficoltà della vita.”
“Noi troviamo la nostra forza – ha concluso il vescovo Bresciani – in questo Gesù che incontriamo ogni domenica e che, da un lato, ci dice ‘Pace a voi!’ e, dall’altro, ci dice ‘Non temere!’. Questo significa che non dobbiamo mai lasciarci scoraggiare, anzi dobbiamo essere sempre fiduciosi, così da arrivare come Tommaso, che prima aveva dubitato, ad una professione di fede convinta e fervente. È su questa fede, infatti, che continuiamo infatti il nostro cammino, senza certezze, ma sapendo che, se ci lasciamo guidare da Lui, Gesù sarà sempre con noi, perché – come abbiamo cantato – il suo amore è per sempre per ciascuno di noi e per la Chiesa.”
Prima della benedizione finale, Arianna Di Pietro, segretaria del Consiglio Pastorale, ha ringraziato il vescovo Bresciani a nome della comunità:‘La sera di quel giorno venne Gesù, stette in mezzo e disse: Pace a voi!’ Desidero partire da questo tratto del Vangelo di oggi per ringraziarla, Eccellenza Reverendissima, di aver condiviso questi giorni con noi. Lei è stato ‘in mezzo’. È entrato nella quotidianità della nostra comunità parrocchiale ascoltando, osservando e abbracciandone tutte le realtà, da quelle semplici e spensierate a quelle amare e drammatiche. Come Gesù venne per consolare i suoi mettendosi ‘in mezzo’ a quel dolore e a quella nostalgia perché avessero la Pace, così lei si è accostato a noi affinché anche questa piccola comunità potesse essere raggiunta dall’Abbraccio e dalla Misericordia del Padre, quell’Abbraccio e quella Misericordia che vincono su tutto, su qualunque condizione. Papa Francesco scrive: ‘L’unica forza capace di conquistare il cuore degli uomini è la tenerezza di Dio. Ciò che incanta e attrae, ciò che piega e vince, ciò che apre e scioglie le catene, non è la forza degli strumenti o la durezza della legge, bensì la debolezza onnipotente dell’Amore Divino, che è la forza irresistibile della Sua dolcezza e la promessa irreversibile della Sua misericordia’. E che cos’è questa Misericordia se non il Suo perdono, che ci rincorre per riabbracciarci sempre, qualsiasi peccato o mancanza abbiamo commesso? La sua pace, la Sua misericordia, la Sua presenza. Don Giussani diceva che ‘dal momento in cui i discepoli lo hanno visto risorto e vivo in mezzo a loro, tutto si può cambiare. Da allora e per sempre un uomo può cambiare ,può rivivere’. Questo dobbiamo chiedere come comunità: che il Signore apra i nostri occhi e i nostri cuori affinché possiamo vederlo, riconoscerlo e lasciarci rinverdire dalla Sua Presenza e, a partire da questa Certezza, riprendere a camminare. Solo una Presenza Vera, che sta ‘in mezzo’, può affermare ‘Pace a voi!’ di fronte alle difficoltà della vita e alla fatica che le nostre comunità parrocchiali stanno vivendo in questo particolare momento storico. ‘Solo la Sua Presenza rende possibile l’impossibile.’ Grazie, Eccellenza, per essere stato volto di quella Pace e presenza che accompagna e sostiene. Grazie per le sue parole e il suo sguardo attraverso cui si è manifestata quella Misericordia. Profondamente commossi dalla bellezza e dalle semplicità di questi giorni, chiediamo al Padre di avere cura di lei e di continuare a concederle la Grazia di stare ‘in mezzo’ ed essere il primo testimone della Sua Pace, della Sua Misericordia e della Sua Presenza per il popolo che le è stato affidato.

Al termine della Messa anche don Alfonso ha ringraziato il vescovo per i ricchi doni lasciati alla comunità, come la voglia di stare insieme, il senso della corresponsabilità, la bellezza del perdono e la scoperta di poter costruire insieme una storia bella di comunità parrocchiale. I fedeli si sono uniti ai ringraziamenti con un lungo applauso di consenso. Dopo la celebrazione il vescovo ha trascorso ancora qualche momento di spensieratezza con il parroco ed alcuni fedeli della comunità: oltre alla condivisione della cena, infatti, alcuni giovani hanno proiettato un video divertente da loro realizzato con le caricature dei sacerdoti e dei vescovi che negli anni si sono avvicendati nella comunità di Villa Rosa. Un momento simpatico e di vera allegria che ha chiuso un’esperienza intensa e ricca di momenti memorabili.

 

 

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