FOTO Acquaviva, celebrazione 25 aprile e memoria di Mariano Vulpiani

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ACQUAVIVA PICENA – Ad Acquaviva Picena sabato 23 aprile sono state deposte due corone di alloro in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, una davanti al monumento dei caduti di tutte le guerre e l’altra davanti la casa del partigiano acquavivano Mariano Vulpiani. La cerimonia è iniziata con la deposizione delle due corone precedentemente benedette dal parroco don Giuseppe. Il signor Torquati, memoria storica e da sempre impegnato per la memoria di Mariano Vulpiani, in passato aveva costituito anche un’Associazione, ha brevemente raccontato la vicenda di Mariano Vulpiani, una memoria che gli acquavivani intendono trasmettere alle nuove generazioni, Torquati ha ripercorso la vicenda partendo dalla generosità di Mariano che ha ospitato nella sua casa di campagna delle persone che gli avevano chiesto un rifugio, quando i fascisti scoprirono la situazione fu catturato e torturato davanti ai figli Teodoro e Alduino. Il corpo di Mariano, dopo la deportazione ad Ascoli non fu più trovato. La famiglia custodisce con tristezza e contemporaneamente con orgoglio il sacrificio del Vulpiani che invece di tradire ha preferito pagare con la sua vita. La cerimonia è proseguita presso la Sala Consigliare della BCC del Piceno dove l’Assessore ai Servizi Sociale e docente Massicci, dopo un breve saluto, ha ringraziato tutti i presenti: il sindaco di Acquaviva Picena Rosetti, l’Amm.ne Com.le, il consigliere della provincia di Ascoli Piceno Novelli, la Regione Marche per la presenza del Gonfalone, il consigliere del Comune di San Benedetto del Tronto Mancariello. Un ringraziamento alle forze armate intervenute: al Comandante Maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Acquaviva Picena Sansiveri, alla Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto con il tenente di vascello D’Angelo, alla Guardia di finanza di San Benedetto del Tronto con il maresciallo Aliberti. Un ringraziamento al parroco don Giuseppe e al vescovo emerito della Diocesi Sua Eccellenza Monsignor Gervasio Gestori. Un ringraziamento all’ANPI di San Benedetto del Tronto nella presenza del presidente Bruni, alla presidente del comitato provinciale Forlini, alle Associazioni di Acquaviva Picena che sono intervenute, all’associazione Bersaglieri, all’associazione Reduci e Combattenti nella persona del presidente della sezione di Acquaviva Picena cav. Grilli, l’Associazione Terraviva nella presenza del presidente cav. Gaetani, l’associazione Palio del Duca nella presenza del presidente cav. Gaetani. Un ringraziamento alla Protezione civile e alla Banca del Piceno, nella persona della signora Straccia, per averci ospitato nell’Auditorium San Giacomo della Marca. Un ringraziamento ai famigliari di Vulpiani, in particolare per la presenza del nipote, che porta il suo stesso nome, Mariano Vulpiani. Ringraziamo il vice preside della scuola di Acquaviva Picena Alessandrini in rappresentanza del dirigente scolastico Mauriello. Ringraziamo gli alunni che hanno lavorato alla realizzazione di questi progetti e agli insegnanti che li hanno aiutati e accompagnati nello studio delle informazioni. Ringraziamo il M° Spinozzi per l’esecuzione dell’Inno d’Italia e per i brani che hanno accompagnato la cerimonia. Ringraziamo il signor Torquati.
Il sindaco di Acquaviva Picena Rosetti ha detto: “Ringrazio tutti voi qui presenti oggi numerosi. Faccio questo saluto con immensa gioia perché dopo due anni torniamo ad incontrarci e a celebrare una manifestazione così importante, abbiamo vissuto due anni difficili, due anni di sacrifici e ancora non è tutto finito, ma oggi abbiamo la dimostrazione che piano piano la situazione si sta evolvendo nel modo migliore. Oggi è tragicamente facile fare un saluto, purtroppo dalla televisione ci arrivano le immagini della guerra in Ucraina e la prima cosa che mi viene in mente è che per tanti anni durante manifestazioni come questa del 25 aprile e quella del 4 novembre, per esempio, abbiamo ribadito che tutto quello che noi stavamo ricordando, poteva riaccadere. Il paradosso è che non è la prima volta, alcuni anni fa c’è stata già una guerra all’interno dell’Europa, nella ex Jugoslavia. Questa è la testimonianza che l’odio non muore mai, viviamo in una società ricca, apparentemente senza problemi, ma l’odio non muore mai. Una scintilla di odio risveglia e genera odi antichi, l’odio alimenta l’odio. Noi celebriamo oggi la liberazione dalla dittatura nazifascista e commemoriamo un nostro concittadino, tutto questo ci sottolinea due parole importanti: sacrificio e libertà. La nostra libertà per essere mantenuta ha bisogno del nostro sacrifico, non date niente per scontato. Mantenete viva, mi rivolgo soprattutto ai giovani, la memoria della storia italiana, perché purtroppo piano piano scompariranno tutte quelle persone che hanno vissuto in prima persona il dramma della seconda guerra mondiale. Non abbassate lo sguardo e non fate finta di niente. Il consigliere della provincia di Ascoli Piceno Novelli ha detto: “Buongiorno a tutti i presenti. È un vero piacere vedervi oggi presenti e riuniti a questa celebrazione così straordinariamente insigne per la comunità di Acquaviva Picena e tutta la comunità Picena, ringrazio tutti voi intervenuti. È per me motivo di intensa emozione essere qui, io fui qui nel 2019, l’ultima volta prima della pandemia. Fu celebrata tale straordinaria ricorrenza che credo nutre il respiro profondo che anima la civiltà democratica di questo Paese. Oggi siamo qui a celebrare il settantasettesimo anniversario della Liberazione, l’atto fondativo della civiltà democratica di questo Paese. Lotta di Liberazione, lotta partigiana di Liberazione ha rappresentato il respiro profondo, l’anelito vitale che ha animato il riscatto che ha investito ciascuna cittadina e ciascun cittadino di questo Paese, dopo un ventennio che ha soggiogato ogni libertà individuale e collettiva, che ha soffocato ogni voce di libertà evocata opportunamente dal sindaco poc’anzi. Il conflitto è tornato a consumarsi tragicamente nel cuore dell’Europa, una guerra atroce, quando pensavamo che tutto ciò potesse essere obliato dall’umanità. La lotta partigiana ha educato tutti cittadini italiani a comprendere la libertà e la giustizia. La memoria di Mariano Vulpiani, il suo sacrificio, le torture subite, il suo segregamento e prigionia presso il carcere di Forte Malatesta di Ascoli Piceno, occorre rammentarla sempre, la memoria va nutrita e coltivata. Prima abbiamo udito le note straordinarie dell’Inno di Mameli, quest’Inno è anch’esso una conquista partigiana, venne intonato dai primi partigiani, prima della Costituzione della Repubblica l’Inno d’Italia era la marcia reale. La provincia di Ascoli Piceno si sente onorata di celebrare questa ricorrenza, la provincia dal 1973 è insignita della Medaglia d’oro al valor militare dell’attività partigiana in memoria delle duecentosettantotto vittime. Mi piace ricordare una frase di Piero Calamandrei, un padre costituente, va ad affermare una frase che così recita: “Se dovesse essere stabilito un paragone tra l’organismo umano e gli organi della Repubblica, beh, in realtà la scuola è l’organo reputato a versare il sangue, la scuola è atto fondativo stesso della Repubblica e della futura civiltà democratica”. Grazie ancora per la vostra presenza. Ora e sempre, Resistenza”.
Sua Eccellenza Monsignor Gestori: “Questa cerimonia mi fa pensare a settantasette anni fa, io frequentavo la terza elementare, del 25 aprile del 1945 ho dei ricordi molto lucidi e chiari. Ricordo la paura di giorno e di notte, gli aerei, le bombe, le case distrutte, in quel momento vivevo fuori Milano, ricordo di notte la colonna militare tedesca che scappava da Milano per raggiungere la Valtellina e da lì tornare in Germania, sconfitti. Poco dopo, la colonna degli americani arrivati a collaborare per la nostra liberazione insieme ai partigiani, i partigiani del mio paese piazzarono delle mitragliatrici per combattere per la libertà. La nostra libertà è stata conquistata a caro prezzo, vorrei dire ai ragazzi che la libertà è un impegno, richiede uno sforzo, la libertà è un diritto, è un dono, una responsabilità. La libertà è anche fragile, si può rompere. Quello che sta succedendo adesso in Europa mette tanta tristezza, la libertà è sconquassata, derubata. Lunedì ho incontrato un gruppo di famiglie dell’Ucraina, ho letto nei loro occhi la paura, persone derubate della propria libertà. Alla libertà ci si educa in casa, a scuola, in paese. La tua libertà finisce quando comincia la libertà dell’altro; non c’è libertà senza il rispetto, rispetto delle reciproche libertà e non c’è libertà senza regole, dalle piccole regole a quelle più grandi. Noi ci stiamo educando a rispettare le regole? Questo 25 aprile ci insegna che della libertà ne possiamo godere, ma va educata e rispettata, mi auguro che le cattive immagini che arrivano dall’Ucraina ci educhino ad essere persone libere, che si fanno rispettare e che rispettano le libertà degli altri. grazie per l’attenzione”. Forlini ha detto: “Porto il saluto dell’ANPI provinciale Pietro Perini. Quando venni qui alcuni anni fa e non ricordo se fosse il 2014/2015, con me c’erano tre persone care, due di queste erano due partigiani, Egidia Coccia “la postina” e William Scalabroni, con loro ho condiviso tanti incontri con i ragazzi e anche con gli adulti, il loro approccio era molto schietto e creava una vicinanza incredibile. La storia, il passato non sono lontani, fanno parte del nostro presente, della nostra vita, è nostro spazio quotidiano, noi dobbiamo saper cercare intorno a noi le tracce di ciò “che è stato” perché noi siamo il frutto di quel passato. Egidia e William quando si incontravano con i ragazzi alla fine degli incontri erano affaticati, perché richiamare al cuore quello che avevano vissuto, era per loro un impegno di energia grande, ricordo però anche la loro gioia nel raccontare quello che avevano fatto per regalare a noi la libertà. Loro ricordavano ai ragazzi la loro povertà, per esempio Egidia ricordava che la posto delle scarpe aveva dei zoccoli realizzati scavando un pezzo di legno rivestito con pelli di coniglio, ma queste calzature con la pioggia e con i sentieri mal praticabili delle nostre montagne, non duravano molto e quando si rompevano lei rimaneva scalza; questa povertà non ha impedito loro di affrontare tante difficoltà per aiutare gli altri, per aiutare l’Italia. Quei giovani, quei bambini e quegli adulti hanno vissuto la mancanza di libertà e hanno sentito il dovere di combattere in ogni modo per ottenere la libertà, hanno messo a repentaglio la propria vita, anche se non erano affatto sicuri che questa libertà sarebbero riusciti a goderne, perché alcuni di loro, come Mariano Vulpiani che oggi ricordiamo, sono morti prima che arrivasse la libertà. Questa libertà ha il suo fondamento nella Costituzione, la Costituzione Italiana è stata scritta con il sangue e con la generosità. I nostri partigiani hanno combattuto per raggiungere le pace, il fine della Resistenza era il raggiungimento della pace”. Bruni ha detto: “Questa del 25 aprile ricorda il girono in cui l’Italia si era liberata dalla presenza dei nazisti e dai fascisti, era il 25 aprile del 1945. Ad Acquaviva Picena oltre a Mariano Vulpiani hanno perso al vita 29 ragazzi, chi uccisi, chi deportati nei campi di prigionia in Germania e chi nei campi di lavoro. Con questa cerimonia ricordiamo anche tutte quelle persone, militari e civili, uomini e donne, che hanno scelto di costituire le prime formazioni partigiane, voglio ricordare in modo particolare Paolini tenete della finanza, aveva combattuto in ex Jugoslavia dopo l’8 settembre i nostri soldati erano sbandati, erano stati lasciati senza guida e senza ordini, Paolini venne a San Benedetto del Tronto e formò la prima formazione partigiana insieme ai cittadini di San Benedetto. Uno dei primi comandanti nel 1943 a San Benedetto fu quello che poi diventò il generale Dalla Chiesa, una persona che ci tengo a ricordare. Questo primo nucleo di combattenti si scontrò continuamente con le forze tedesche e con i fascisti. La libertà che noi oggi abbiamo l’abbiamo conquistata con il sacrifico di chi ci ha preceduto, ricordatevi tutto quello che prima di voi altri hanno fatto per garantire a noi la libertà”. Alessandrini ha detto: “È stato detto molto fino ad ora, non ho altro da aggiungere. Io sono felice di sapere che ora i ragazzi della scuola di Acquaviva Picena saranno protagonisti di questa seconda parte della cerimonia. Ho visto che i ragazzi hanno ascoltato in silenzio e con attenzione quello che fino ad ora è stato detto. Secondo me la libertà nasce anche da questo, dal saper ascoltare e dal silenzio, nel silenzio si comprendono le difficoltà e le parole dell’altro. Bisogna custodire la capacità di ascolto e l’attenzione verso chi ci è affianco. La scuola è tenuta a dare anche questo insegnamento”. Prima dell’ascolto del brano “Il silenzio”, eseguito dal M° Spinozzi, la signora Straccia ha preso la parola per un breve saluto.

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