La Gipsoteca Uno Gera di Ripatransone

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RUBRICA CULTURA E TERRITORIO – Pochi forse sanno che cosa sia una “gipsoteca” e che ve ne sia una di alto livello proprio nel nostro territorio. La Gipsoteca “Bonomi-Gera” di Ripatransone.

Recita una epigrafe nel Corso Vittorio Emanuele, 132 : “IN QUESTA CASA NACQUE IL 4 GIUGNO 1890 /UNO GERA/MAGISTRATO E SCULTORE/MECENATE E FILANTROPO DI RIPATRANSONE”. Chi era costui? Uno Gera, nato a Ripatransone nel 1890 fu una personalità eclettica. Nato da famiglia benestante originaria del Veneto, dopo la maturità classica si trasferì a Roma per intraprendere gli studi da giurista. La sua passione per l’arte lo spingerà, nel tempo libero, a frequentare contemporaneamente all’ Università facoltà di Giurisprudenza anche  la bottega dello scultore  Arturo Dazzi e a diventarne presto un suo collaboratore. Chiamato da tutti il “magistrato scultore”, il museo polivalente ora in ristrutturazione, allestito nel palazzo di famiglia, ospita al piano nobile la gipsoteca, una raccolta di cento gessi realizzati dallo scultore che riproducano con grande maestria tecnica statue greche, romane, classiche; I cento gessi sono stati realizzati tra il 1912 e il 1970 e comprendono anche autoritratti, ritratti e bassorilievi rappresentando una unicità nel nostro territorio. La Gipsoteca è intitolata a questo valente scultore-magistrato, che però non abbandonò mai – pur amando tantissimo l’arte – la carriera giuridica: giovanissimo infatti vinse il concorso come funzionario della Corte dei Conti e ricoprì uno dei ruoli più prestigiosi, cioè quello di presidente di sezione. “Uno Gera proseguì la sua attività artistica dal suo studio romano e rimase sempre legato alla sua città natale – spiega il sito istituzionale – dove tra il 1960 e il 1965 ricoprì la carica di sindaco e dove morì nel 1982. Le sue opere, prevalentemente ritratti e soggetti sacri, si caratterizzano per un grande equilibrio tra espressività e classicità e sono custodite soprattuto a Roma, la città dove l’artista operò maggiormente” .

A Ripatransone, oltre che nella Gipsoteca e nel palazzo di famiglia, rimangono opere nella chiesa di San Filippo dove si trova la tomba familiare. Dopo il mandato di sindaco dal 1966 al 1976, si occupò anche del restauro e della sistemazione del palazzo di famiglia Bonomi in seguito trasformato in museo e donato alla città, acquistando arredamenti ed oggetti di pregio. Donò alla cittadinanza non solo i gessi, ma anche tutte le sue opere, dipinti e vari oggetti di antiquariato, acquistate nel corso della sua vita. Nel 1976 il suo ultimo lascito di cento dei suoi gessi, occupandosi in prima persona dell’allestimento della Gipsoteca nel museo. Si spegnerà nel 1982 . Auspichiamo un pieno recupero del polo museale e conseguentemente, anche della magnifica Gipsoteca “Uno Gera” di Ripatransone, una città in cui ogni mattone trasuda cultura. Una ultima curiosità: il nome “Uno” si deve all’originalità paterna che come primogenito,  decise inusualmente – di mettere il nome di battesimo al figlio con un numero intero positivo, “Uno”, appunto,  anzichè il suo ordinale e più comune “Primo”.

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