Sant’Egidio alla Vibrata, Intervista a Lucia Condolo, Dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo “Primo Levi”

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SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Nominata nel 2019 Dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo “Primo Levi” di Sant’Egidio alla Vibrata e Ancarano, che vanta circa 1300 studenti, conosciamo meglio la Prof.ssa Lucia Condolo.

Ci racconti un po’ di lei.
“Sono nata in Svizzera, cresciuta in Friuli e dal 1987 mi sono trasferita in Abruzzo. Sono sposata e ho due figli. Mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere e ho insegnato per circa 20 anni nella Scuola Secondaria di I grado, prima come docente di sostegno, per cinque anni, e successivamente come docente di Lingua Francese. Devo dire che la formazione sul sostegno è stata altamente motivante, mi ha permesso di crescere come persona e come docente e, una volta avuto il passaggio su materia, ho potuto mettere in pratica tutto ciò che avevo appreso in questi anni. Consiglierei a tutti di iniziare come docente di sostegno, perché questi ragazzi sono davvero speciali e, stando con loro, ti accorgi presto che non sei tu a dare loro qualcosa, bensì sono loro che ti insegnano moltissimo. Un po’ per gioco, ho poi iniziato il mio percorso di preparazione al concorso per Dirigenti Scolastici. Con tre amiche, che sono anche colleghe, mi sono imbarcata in questa avventura, forse inconsapevole come loro di cosa ci aspettasse. Spesso ci dicevamo che in fondo in fondo ci piaceva ancora fare le studentesse! Superato il concorso, nel 2016 sono stata nominata dirigente scolastico presso l’Istituto Omnicomprensivo di Amandola, provincia di Fermo: un’esperienza meravigliosa, in un contesto accogliente e a misura d’uomo. Il periodo difficile, del terremoto, ha contribuito ad abbattere le barriere e a creare una vera comunità educativa che abbracciava studenti, docenti, personale e famiglie. Un periodo di crescita incredibile, una scuola e una città che mi resteranno nel cuore. I cento km da casa, percorsi tutti i giorni, mi hanno però convinta a rientrare in regione e così, nel 2019, sono arrivata all’Istituto Omnicomprensivo Primo Levi di Sant’Egidio alla Vibrata e Ancarano. Ho trovato un contesto molto diverso, sono passata da una scuola di circa 500 alunni ad una di oltre 1300. Alle difficoltà iniziali, dovute al cambiamento, quando ancora non avevo il polso della situazione, purtroppo si è aggiunta la pandemia che ci ha colti di sorpresa, rimescolando le carte: questa nuova situazione ha dato a tutti altre priorità, ha reso difficili i contatti e moltiplicato le criticità nel fare didattica e nella gestione delle classi; tuttavia, da ottimista instancabile, credo che i mesi che verranno saranno i migliori del mio triennio all’IOC Primo Levi”.

Quali indirizzi di studio propone l’Istituto Superiore che dirige?
“L’Istituto Tecnico Tecnologico propone due indirizzi: il settore Meccanica e Meccatronica e il settore Tessile, Abbigliamento e Moda. Si tratta di una piccola realtà di circa 130 studenti, che nella nostra scuola vengono seguiti quasi individualmente. È una scuola accogliente e inclusiva. Nel corso degli ultimi anni i laboratori di Meccanica e di Tessile sono stati rinnovati con nuove macchine più moderne, è presente un laboratorio linguistico e da quest’anno è di nuovo agibile il laboratorio di chimica e fisica. L’uso dei laboratori e le attività di PCTO nelle aziende del territorio, fanno sì che i nostri studenti, a pochi mesi dal diploma abbiano già un posto di lavoro, che spesso coincide con l’azienda che li ha ospitati per le attività di PCTO, ex Alternanza scuola lavoro.”

A proposito di questo, nelle scorse settimane, ci sono state molte proteste da parte degli studenti italiani per la morte del giovane Lorenzo, rimasto ucciso mentre svolgeva la sua attività di PCTO in una fabbrica, proteste che si sono unite a quelle per il reinserimento della prova scritta all’esame di maturità. Cosa si senti di dire ai giovani studenti in merito a questi argomenti?
“La morte del giovane Lorenzo ha scosso tutta la comunità scolastica e non solo. Lorenzo è figlio di ognuno di noi, amico e compagno di classe di ogni studente. È incredibilmente doloroso il suo destino e non può che stimolare riflessioni da parte di tutti noi. Comprendo la reazione emotiva degli studenti a questo tragico evento e ritengo che le loro proteste debbano essere ascoltate. Ma non basta: è necessaria una riflessione affinché ciò non si ripeta e in questo l’apporto degli studenti è fondamentale. Quello che non dobbiamo fare, a mio avviso, è cancellare anni di esperienza di alternanza. Per gli istituti tecnici, così come per i professionali, il percorso di PCTO è un valido collegamento tra scuola e lavoro che permette agli studenti di ampliare conoscenze, abilità e competenze e, per coloro che non intendono proseguire gli studi, di intraprendere, dopo la maturità, un percorso lavorativo mediato dalla scuola. Non dobbiamo quindi, cedere allo sconforto, avere paura del nuovo, del cambiamento. Il cambiamento fa parte della vita, va affrontato anche se provoca ansie e preoccupazioni. Anche l’esame di maturità è una tappa fondamentale per ciascuno studente, è la fine di un percorso e l’inizio del cambiamento. È normale avere paura di non farcela, di non sapere affrontare le prove, soprattutto dopo due anni di pandemia e di scuola a distanza, ma è importante ripartire e avvicinarsi piano piano a un esame in grado di premiare l’impegno e lo studio. Sta a noi educatori rassicurarli, far capire loro che saremo al loro fianco durante le prove e che sapremo dosare le difficoltà delle prove stesse, affinché possano essere svolte nonostante la fatica di questi ultimi due anni.”

Quali progetti realizzati in questi anni all’ITT le stanno particolarmente a cuore?
“Purtroppo, dal 2019, anno del mio arrivo in questo Istituto, la possibilità di realizzare progetti è quasi svanita a causa del Covid. Due sono i progetti importanti a cui hanno partecipato i nostri alunni: un progetto Erasmus volto all’implementazione dei processi di PCTO, iniziato prima del mio arrivo e il progetto ASOC – A scuola di opencoesione. Quest’ultimo, a cui partecipano le classi seconde dell’Istituto, consiste in un percorso didattico finalizzato a promuovere e sviluppare negli alunni principi di cittadinanza attiva e consapevole, attraverso attività di ricerca e monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici europei e nazionali. I nostri alunni hanno via via analizzato un’opera pubblica del territorio, il primo anno, mentre nel secondo, si sono occupati di due diversi finanziamenti PON-FESR ottenuti dalla nostra Scuola.”

Quali progetti ha in cantiere per i suoi studenti nel prossimo futuro?
“Per il prossimo quadrimestre gli alunni del triennio saranno coinvolti nel progetto Continuità che coinvolge i quattro ordini di scuola, incentrato sull’ambiente. In particolare il settore Tessile approfondirà la tinteggiatura dei tessuti con le piante tintorie, mentre il settore Meccanica si occuperà della progettazione di un sistema di annaffiatura a tempo degli orti botanici della scuola. Per il prossimo anno scolastico, invece, abbiamo in programma di potenziare la già proficua collaborazione con le aziende del territorio, sia di tessile che di meccanica, al fine di ampliare le competenze dei nostri studenti relativamente al ‘saper fare’, con corsi da tenere direttamente a scuola, con esperti provenienti dalle aziende con cui collaboriamo.”

Qual è il bilancio di questi anni da Dirigente?
“I sei anni da Dirigente, sono stati abbastanza difficili, pieni di imprevisti, di eventi importanti e di emergenze a cui far fronte. Il 2016, purtroppo, è stato l’anno del terremoto che ha colpito duramente la città di Amandola e la sua scuola, il triennio 2019-2022 è stato contrassegnato dalla pandemia che ancora oggi continua e che richiede un impegno senza tregua, un continuo adeguarsi alla situazione e alle norme. Tutta la comunità scolastica ha risentito pesantemente del contesto: i ragazzi hanno perso tante ore di lezione in presenza, ma soprattutto hanno risentito della mancanza di relazioni tra pari e con gli adulti di riferimento; i docenti hanno dovuto adattare il loro modo di fare didattica, basandosi soprattutto sulla loro capacità di rimettersi in gioco, di formarsi e aggiornarsi, facendo leva solo su se stessi. Nonostante il periodo difficile, il bilancio di questi anni è comunque positivo. Ho imparato tanto, ho messo in atto potenzialità che nemmeno credevo di avere. Determinante è stato l’aiuto di tutti coloro che ho incontrato nel mio cammino e che mi hanno aiutata e supportata.”

Per concludere quale messaggio vuole dare ai lettori?
“Il messaggio che mi accompagna e che vorrei dare ai lettori è tratto dal Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry: “Rendi la tua vita un sogno e un sogno, una realtà”. Agli studenti – e non solo a loro – auguro che tutti i loro sogni si trasformino in realtà. Affinché ciò avvenga, dovranno mettere in campo tutto l’impegno, lo studio, la dedizione e la passione di cui sono capaci.”

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