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Liceo Classico Leopardi-Ciccarelli, intervista ai rappresentanti di istituto: Riccardo Collina, Aurora Maria Fantone, Irene Macchiati, Vittoria Marconi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come giornale diocesano vogliamo conoscere ancora più da vicino le Scuole Superiori della nostra Diocesi e lo facciamo dando voce alla parte migliore di esse, cioè gli studenti, fonte inesauribile di energie ed entusiasmo, anche in tempi di pandemia.

Dopo aver incontrato alcuni studenti del Liceo Scientifico Benedetto Rosetti (per leggere l’articolo clicca qui: http://www.ancoraonline.it/2022/01/04/liceo-scientifico-rosetti-intervista-ai-rappresentanti-istituto-marianna-albenese-francesco-palamara-mattia-maria-sammassimo-samuele-nicolo-straccialini/), proseguiamo il nostro viaggio virtuale con il Liceo Classico Leopardi – Ciccarelli i cui nuovi rappresentanti di istituto per la componente studenti sono Riccardo Collina, Aurora Maria Fantone, Irene Macchiati e Vittoria Marconi. Diversi per età, interessi e progetti di vita, queste quattro giovani promesse del futuro hanno però qualcosa in comune: tutti vogliono restituire ai loro colleghi studenti la bellezza del loro liceo, così come lo hanno conosciuto negli anni del ginnasio, un crogiuolo di idee, iniziative, progetti. La loro scommessa è riportare ogni cosa a quel tempo che ora sembra così lontano a causa della pandemia, anche se, in realtà, sono trascorsi solo due anni e, a ben sentire i loro programmi e soprattutto il loro entusiasmo, siamo sicuri che ci riusciranno.

La prima a parlare, forse perché più esperta, considerato il fatto che questo è il suo secondo mandato, è Irene Macchiati: “Questo è il secondo anno, per me, come rappresentante. Ho ritenuto opportuno ripresentare la mia candidatura, non tanto perché facessi affidamento sulla mia esperienza, che seppure breve è stata molto formativa, essendomi trovata a rappresentare l’istituto in una situazione davvero complessa come la pandemia, quanto più perché avevo fiducia nella capacità della nostra scuola di rialzarsi dopo questi due difficili anni. Arrivata in quinto, sentivo forte la necessità di restituire a questo liceo e ai suoi studenti le opportunità che a me ha dato a suo tempo e soprattutto di lasciare questa casa un po’ come l’avevo conosciuta, per amore di tutti i ricordi che conserva. Siamo all’inizio di questo anno, ma ancora abbiamo mille progetti da realizzare e forse il mio ottimismo è cieco, ma crediamo nel dare il massimo in ogni situazione e affrontare le sfide al massimo delle nostre possibilità. Non possiamo farci piegare dalle circostanze.”

Completamente nuova, invece, a questo tipo di esperienza, è Vittoria Marconi, la più giovane dei quattro rappresentanti: “Questo per me è il primo anno da rappresentante del liceo, ma ho idee molto chiare in testa che voglio realizzare. Mi sono candidata, infatti, perché vivendo questa scuola da studentessa, ho avuto modo di osservare e conoscere le problematiche che spesso ci si presentano. Per questo motivo certamente mi impegnerò nel portare a termine il mio compito, non presentando idee utopiche, ma realizzabili e concrete, per migliorare l’ambiente scolastico e cercare di creare un clima piacevole.”

Dello stesso avviso Aurora Maria Fantone che ci presenta anche alcuni dei progetti che sono in cantiere: “Ho sempre pensato che la candidatura a rappresentante d’Istituto fosse un ruolo molto importante all’interno della nostra scuola. Sin dal primo anno ho avuto modo di conoscere ragazzi che si sono spesi per il Leopardi e l’hanno fatto diventare la loro, la nostra seconda casa. Arrivata al mio quarto anno, ho deciso che fosse giunto anche per me il momento di fare la mia parte ed essere d’ispirazione per chi sarebbe venuto dopo. La nostra forza è sempre stata nei ragazzi più giovani e nel profondo senso di unione che si respira nei corridoi: perché questo non venga meno daremo tutto noi stessi. Abbiamo in programma diversi progetti, tra cui molti già avviati, che esprimono l’essenza stessa del nostro liceo. Un esempio è il progetto ‘Mio Teatro’, iniziativa storica a noi molto cara, che sta tornando piano piano a crescere rigogliosa; per non parlare del club di scacchi, di ‘Leggi che ti passa’, il nostro club del libro, o di Αρχή (Origine), il nostro giornalino scolastico che vede coinvolti tantissimi ragazzi sia nella scrittura che nell’arte che nell’impaginazione. E così potremmo andare avanti per ore raccontandovi dei nostri progetti per l’orientamento in uscita e in entrata o le numerose iniziative a cui la scuola prende parte. Uno dei nostri pilastri è certamente la capacità di diversificare i percorsi per far sentire il singolo protagonista ed è lo stesso spirito con cui organizziamo le nostre celeberrime assemblee d’istituto, con sfilate e sfide tra classi, ovviamente nel massimo rispetto delle norme anti-Covid, ma felici di vedere il Leopardi di nuovo vivo, come è stato a Dicembre quando siamo riusciti ad addobbare le nostre aule per Natale. Siamo in fase di discussione, inoltre, per riportare agevolazioni riguardo la ricreazione e la vita extra scolastica di ogni studente. Tante sono le idee per arricchire i curricula dei nostri compagni, perché per noi rappresentare i loro bisogni e essere un supporto su cui contare è la motivazione principe che ci ha spinto a candidarci e che ora ci vede impegnati nel nostro ruolo. Siamo una scuola piccola, ma con tantissime potenzialità, che noi vogliamo far fiorire al meglio.”

Ultimo a parlare, se non altro per questioni di cavalleria, Riccardo Collina: “Oasi di sapienza e gaudio. Il Liceo Classico di San Benedetto del Tronto, rappresenta ciò, per me. In questo mio ultimo anno di scuola superiore, ho deciso di candidarmi (e con grande orgoglio posso dire di essere stato eletto) come rappresentante d’istituto. Un’ambizione e un obiettivo che coltivavo da tempo, ma che non ero mai riuscito a concretizzare. Quest’anno ho deciso di scendere in campo e di lasciare alla scuola un pezzo di me. Ho vissuto, soprattutto nei primi due anni, delle esperienze indimenticabili che mi hanno permesso di superare le più ardue difficoltà che la scuola mi poneva di fronte, nel modo migliore possibile; infatti il poter far combaciare la vita scolastica, costituita da una grande mole di studio, con una robustissima vita sociale (all’interno dell’istituto) hanno permesso la mia crescita e la mia maturazione. A causa della pandemia, i ragazzi più giovani non hanno potuto vivere la vera essenza del Liceo Classico. Ergo, il mio più grande desiderio é quello di essere per loro un Virgilio, e di condurli fuori dalla selva oscura, in quell’oasi di saggezza e gioia che ho conosciuto.”