Colonnella, intervista al priore della Confraternita Maria Santissima del Suffragio

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COLONNELLA – Nonostante le restrizioni vigenti per limitare la diffusione del virus Covid-19, molte realtà parrocchiali stanno proseguendo la loro opera, un’attività certamente priva di iniziative frequenti e numerose come negli anni passati perché purtroppo non sono permesse, ma non scevra di gesti ed eventi significativi per ogni cristiano. È il caso dell’antica Confraternita Maria Santissima del Suffragio di Colonnella, fondata nel lontanissimo 1749, bloccatasi a più riprese e finalmente ricostituitasi nel 2005 durante gli anni dell’episcopato di Mons. Gervasio Gestori. Abbiamo incontrato il Priore della Confraternita, Guerino Reganatini, il quale ci ha raccontato le attività svolte durante questi due anni di pandemia.
Il principale scopo della Confraternita – ha dichiarato il priore Reganatiniè quello di aiutare ogni fedele ad avvicinarsi ad una valida vita di fede, anche riscoprendo le tradizioni che il popolo cristiano ha conservato nel corso dei secoli. Purtroppo la pandemia ha determinato l’impossibilità di realizzare molti eventi a cui eravamo abituati, ma, da un certo punto di vista, ha anche prodotto un ritorno all’essenziale, ad una fede più autentica, fatta di preghiera e spiritualità. La nostra ricorrenza più importante, ad esempio, è quella di Maria Santissima del Suffragio, che dà il nome alla nostra confraternita e che viene festeggiata con solennità ogni seconda Domenica di Luglio. Purtroppo negli ultimi due anni non è stato possibile ripetere i fasti del passato, ma abbiamo ugualmente onorato la nostra Madonna partecipando alla solenne Messa che il parroco don Dino Straccia ha celebrato all’aperto in piazza. Nell’occasione è intervenuta anche una piccola delegazione della Confraternita di Castel del Monte con noi gemellata e molti dei priori delle Confraternite presenti nella nostra Diocesi. Devo dire che, rispetto al passato, i fedeli hanno ascoltato con maggiore attenzione la Parola di Dio e hanno vissuto con maggiore partecipazione l’intera solennità.”
“Ci sono molte altre manifestazioni di fede e di pietà – ha proseguito il priore Reganatini – come, ad esempio, la festa di San Gabriele dell’Addolorata, che costituisce per la nostra Confraternita un altro momento importante di aggregazione e comunione. La comunità colonnellese ha sempre manifestato una grande devozione nei confronti del santo patrono d’Abruzzo, della Gioventù Cattolica Italiana e della città di Martinsicuro. Per questo motivo abbiamo lavorato tantissimo per avere le reliquie di San Gabriele qui a Colonnella e finalmente nel Novembre 2018 ci siamo riusciti. Durante l’estate appena trascorsa, una delegazione della nostra Confraternita ha partecipato ai festeggiamenti per il centenario dalla canonizzazione del santo. In quell’occasione ci siamo recati al santuario di Isola del Gran Sasso insieme ad altre 38 Confraternite provenienti da tutta Italia. È stato bellissimo poter partecipare alla celebrazione in comunione di spirito sia con i molti confratelli presenti sia con quelli lontani rimasti a casa. Abbiamo colto l’occasione per ringraziare il nostro San Gabriele e abbiamo preso accordi con il nuovo Rettore padre Dario per concordare una celebrazione da tenersi il prossimo 30 Gennaio 2022 al santuario di San Gabriele, Covid permettendo, a cui parteciperanno tutti i confratelli e le consorelle, il nostro parroco don Dino, i sindaci di Colonnella e Isola del Gran Sasso, insieme a tutti i fedeli che vorranno partecipare. Durante la solenne Messa verrà benedetta la gigantografia del Santo che la comunità colonnellese ha donato al santuario lo scorso anno e che è già esposta all’ingresso del portone centrale della nuova basilica.”
“Durante questi mesi di pandemia – ha concluso Reganatini – grazie alle liberalità che aziende o singoli fedeli ci hanno elargito, abbiamo sostenuto il parroco nel far fronte alle varie esigenze della parrocchia. Anche se la pandemia ha profondamente segnato i fedeli della nostra comunità, noi della Confraternita cerchiamo di fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per assolvere alla nostra funzione, che è quella di trainare i fedeli verso una fede matura e sincera. Proprio in queste settimane io ed alcuni confratelli abbiamo realizzato un piccolo presepe in Chiesa in collaborazione con le fioriste del nostro paese: vogliamo che sia segno di speranza, quella speranza che fa rinascere a vita nuova e fa affrontare ogni evento del quotidiano con forza e coraggio. Colgo l’occasione per augurare a tutti un nuovo anno colmo di salute, pace e gioia.”

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