Porto D’Ascoli, Don Gian Luca presenta le nuove funzioni della “Casa dell’Accoglienza”

Condividi questo articolo sui social o stampalo

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Da qualche settimana nella nostra Casa di Accoglienza Papa Giovanni XXIII è iniziata una collaborazione con la Cooperativa Sociale Lella 2001 ONLUS per la gestione dell’ospitalità e della mensa per i poveri. Ci tengo a spiegarvi com’è nata questa collaborazione”. Con queste parole si apre la lettera di Don Gian Luca Rosati, parroco di Cristo Re, rivolta alla propria comunità parrocchiale.

Don Gian Luca scrive: “Diventando parroco della Parrocchia Cristo Re, ho assunto anche l’incarico di Legale rappresentante e responsabile del Centro di pronta accoglienza per adulti Papa Giovanni XXIII, che tutti noi affettuosamente chiamiamo “Casa dell’Accoglienza”. Con l’aiuto di don Pio e dei volontari, ho continuato in questi anni a prendermi cura della gestione della Casa offrendo alle persone in difficoltà quell’aiuto che ci è stato possibile dare con le risorse che avevamo. È stata una bella esperienza di fiducia in Dio e di fiducia nella Provvidenza e colgo l’occasione di questa lettera per ringraziare don Pio e tutti voi per il sostegno generosissimo dato ogni giorno alla nostra Casa.

In questi anni, però, mi sono anche reso conto che la gestione di una Casa di Accoglienza con tanti posti letto come la nostra, richiede l’azione di personale competente che assicuri una presenza quotidiana e continuativa, e che sia reperibile 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, per poter rispondere alle molteplici esigenze degli ospiti. Il regolamento della nostra Casa dice che l’intento con cui don Pio l’aveva fondata era prevalentemente quello di offrire vitto e alloggio per qualche mese, a persone temporaneamente in difficoltà, in modo tale da garantire loro la serenità necessaria per poter trovare un lavoro e una sistemazione e così riprendere la vita quotidiana superando il momento di crisi. In tal modo la Casa di Accoglienza ha aiutato tantissime persone. Negli ultimi anni, però, la difficoltà nel trovare appartamenti in affitto con un canone accessibile a San Benedetto e dintorni, e la difficoltà di trovare lavoro, hanno determinato una situazione per cui gli ospiti della casa, da ospiti temporanei si sono trasformati in residenti a tutti gli effetti.

Mettendomi in ascolto e cercando di prendermi a cuore le necessità degli ospiti, mi sono reso conto che per aiutarli a riprendere in mano la loro vita, spesso non basta la buona volontà o la generosità del parroco e dei volontari, ma occorre una competenza maturata con l’esperienza e con lo studio e la frequenza di corsi di formazione e di laurea specifici. Insomma mi è apparsa evidente la necessità di coinvolgere personale qualificato. Continuare senza personale qualificato avrebbe significato rischiare di non rispondere più alle esigenze di chi chiedeva ospitalità: tutti arrivano dicendo che hanno solo bisogno di un tetto e dei pasti in attesa di sistemare la loro situazione e riprendere la vita di sempre. In realtà quella che raccontano è solo la superficie del problema, sotto la superficie si nascondono molteplici altri problemi, di cui a volte nemmeno loro hanno ancora preso coscienza. Questi problemi si manifestano una volta entrati nella casa e molte volte ci trovano impreparati: occorrono medici, assistenti sociali, psicologi, psichiatri, educatori, avvocati,… Comunque, non ci siamo persi d’animo e abbiamo continuato a prenderci cura dell’assistenza umana e materiale, degli ambienti di vita e dei pasti, in modo da continuare a offrire agli ospiti un buon tempo di soggiorno nella Casa. Abbiamo anche assunto una cuoca per affidarle la gestione della cucina, parte essenziale della Casa: notando la cura con cui vengono preparati e offerti i pasti, un ospite inizia a riassaporare il gusto della vita.

Poi s’è presentata l’occasione di collaborare con la Cooperativa Lella per seguire e aiutare alcuni ospiti offrendo loro la possibilità di parlare con un avvocato, con degli educatori e con la psicologa,… Abbiamo apprezzato molto questa collaborazione che ci ha permesso di risolvere alcune situazioni particolarmente complicate. Così si è pensato di continuare a camminare insieme incrementando le occasioni di collaborazione fino ad arrivare alla decisione di affidare a loro la gestione dell’ospitalità in Casa di Accoglienza, firmando un contratto di comodato d’uso gratuito, approvato dal Consiglio Diocesano per gli Affari Economici. La parrocchia continua a fare carità ai più bisognosi, cambia soltanto la tipologia di persone a cui viene rivolta l’accoglienza.

Nel mese di agosto la Cooperativa Sociale Lella 2001 ONLUS ha iniziato a gestire il refettorio, le stanze per l’Accoglienza e la mensa per i poveri di passaggio. Naturalmente in queste prime settimane stiamo vivendo un periodo di rodaggio, ma è già iniziata l’accoglienza di dieci nuovi ospiti nella nostra struttura. L’entusiasmo da parte di tutti noi è grandissimo, ma ancora più grande è la gratitudine a tutti voi parrocchiane e parrocchiani che in questi anni non avete mai fatto mancare la vostra solidarietà e carità alla Casa di Accoglienza con la preghiera, con il volontariato, con l’amicizia, con il sostegno affettivo e materiale. Giustamente la sentite “vostra” e vi chiedo di continuare a sentirla come tale!!!

Infatti la collaborazione con la Cooperativa Sociale Lella 2001 ONLUS non significa la resa da parte della parrocchia o il chiamarsi fuori da un’attività caritativa così importante come l’accoglienza dei più bisognosi. L’affidamento dell’accoglienza alla Cooperativa, invece, è una coraggiosa scelta di avanguardia, come ci ha insegnato a fare don Pio in questi anni: la nostra parrocchia s’è sempre distinta per l’originalità e anche per la capacità di precorrere i tempi e, in modo particolare nell’ambito della carità, la nostra comunità cristiana ha sempre offerto risposte generose e geniali alle esigenze del territorio. Così, parlandone con don Pio, ci siamo detti: perché non cogliere questa bella occasione di collaborazione e offrire, così, un servizio che si prenda cura di tutto l’uomo e non solo dei suoi bisogni materiali?

La nostra parrocchia può sicuramente prendersi cura di alcune situazioni di povertà e continuerà a farlo, ma una Casa di Accoglienza, per funzionare al massimo delle sue potenzialità, ha bisogno di un lavoro di equipe, di competenze, di formazione, di professionalità e di volontariato. Abbiamo pensato di condividere le nostre risorse parrocchiali e di migliorare l’offerta.

Continuerà il servizio della mensa per i poveri di passaggio, sostenuta dalla carità di ciascuno di noi e continuerà l’accoglienza dei più bisognosi da parte della Cooperativa. Il servizio di accoglienza sarà rivolto all’accoglienza di minori in situazione di disagio, come richiesto dal nostro territorio. Gli ospiti che erano presenti nella Casa di Accoglienza prima dell’ingresso della Cooperativa Lella, sono stati momentaneamente trasferiti nelle stanze al piano terra della ex-scuola, che don Pio qualche anno fa aveva destinato all’accoglienza, in attesa che, con l’aiuto di un operatore messo a disposizione dalla Cooperativa Sociale Lella 2001 ONLUS, trovino un appartamento da qualche parte.

Il piano terra della Casa di Accoglienza resta affidato al gruppo UNITALSI PARROCCHIALE e destinato alle attività dell’UNITALSI, che riprenderanno appena la situazione COVID – 19 lo consentirà.

Sono sicuro che noi tutti non faremo mai mancare il nostro sostegno alla Casa di Accoglienza, avvicinandoci e cercando di conoscere gli educatori e gli operatori, e offrendo loro la nostra collaborazione generosa per quelle esigenze che si manifesteranno nel corso del tempo.

San Giovanni Battista Piamarta (1841-1913), prete ed educatore, era solito esortare a “fare il bene bene”. Sul suo esempio, anche noi vogliamo prendere coscienza delle domande che il nostro tempo ci rivolge e impegnarci a mettere i nostri talenti a servizio di Dio e del nostro prossimo, perché ciascuno possa vivere con dignità e anche i più poveri e bisognosi possano sentirsi protagonisti in grado di donare anche loro qualcosa per il bene di tutti!”

Condividi questo articolo sui social o stampalo

1 commento

  • Enzo Di Lorenzo     10 ottobre 2021 alle 07:57     Permalink

    non ho capito chi decide sull’accoglienza la cooperativa o la parrocchia?????

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *