“Adotta Montemonaco paese terremotato”, la testimonianza di alcuni studenti di Monterotondo

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MONTEMONACO – “Adotta Montemonaco paese terremotato” è il titolo del progetto che ha visto coinvolti alcuni studenti del liceo scientifico “G. Peano” di Monterotondo. In particolare i progetti curati, da alunni e docenti, sono stati illustrati nel corso di un’iniziativa organizzata dai Musei Sistini del Piceno, in collaborazione con il Comune di Montemonaco e di Monterotondo, e rientra tra le attività delle Celebrazioni per il V Centenario della nascita di Papa Sisto V. «Un’esperienza positiva – esordisce la docente Maria Gaetana Barelli insegnante del liceo Peano, nata a Montemonaco – alla quale insieme ai miei colleghi vogliamo dare un seguito. Lavorare in sinergia per un interesse che accomuna la formazione culturale ed umana dei ragazzi e i bisogni di una comunità fortemente colpita dal sisma, nel suo tessuto sociale, ha significato per noi dare una valenza in più ad un’azione didattica. Di ciò siamo grati a quanti ce lo hanno permesso, dalla dirigente alle amministrazioni comunali di Montemonaco e Monterotondo, alla direzione del Museo Sistino, allo studio Gaia Progetti, senza la cui generosità molti aspetti sarebbero letteralmente rimasti in ombra».

Nonostante la pandemia, e l’importante impegno degli esami di maturità, i ragazzi si sono occupati dello studio delle lastre di San Lorenzo di Vallegrascia partito dai danni che il territorio ha subito dopo gli eventi sismici del 2016. Inoltre gli studenti hanno prodotto un’interessante brochure informativa, finanziata dal liceo scientifico “G. Peano” e un codice QR, affisso sulle porte del Museo di Arte Sacra di Montemonaco e sulla chiesa di San Lorenzo, dando la possibilità ai visitatori di approfondire l’aspetto architettonico, scultoreo, e sulle lastre conservate ed esposte presso il nostro Museo Sistino di Montemonaco. Autore della brochure lo studente Gabriel Paolo De Cristofano che spiega: «Ho avuto l’occasione di prendere parte ad un progetto tanto vasto quanto interessante e stimolante. Ciò che mi ha portato ad appassionarmi di questo lavoro è stato principalmente la sua interdisciplinarità e dunque la capacità di unire in maniera impeccabile ambiti del sapere a primo impatto distanti tra loro. Il progetto si presenta come un binomio perfetto tra competenze e capacità creative e proprio in virtù di questo ho avuto la possibilità, soprattutto durante il periodo del primo lockdown, di sviluppare e potenziare nuove competenze digitali. Quanto è stato realizzato, non solo in termini materiali ma anche sociali, è testimone di come la scuola non abbia confini: “Adotta un paese terremotato” è l’espressione di solidarietà verso un popolo in difficoltà, con l’obiettivo di valorizzarne diversi aspetti, con attenzione a quello artistico-culturale, per favorire anche una ripresa di tipo economico».

Chiara Serra, un’altra studentessa che ha preso parte al progetto, racconta: «Proiettati verso un viaggio di istruzione a Milano, previsto per marzo, ci siamo ritrovati invece una mattina davanti allo schermo di un pc, sentendoci improvvisamente soli: qui è cominciato il tentativo di superare i limiti di una stanza attraverso il lavoro che avevamo iniziato l’anno precedente. Siamo stati guidati e indirizzati dai professori, liberi di dare vita, nelle forme da noi scelte, del recupero di ciò che il terremoto aveva stravolto. Abbiamo realizzato filmati, raccolto notizie ed informazioni rendendoci protagonisti di un vero e proprio recupero storico e culturale. E’ un po’ come se la tragedia del terremoto e lo sgomento della pandemia si fossero incontrati nelle nostre case e noi avessimo cercato di superarli e vincerli».

Lo studente Matteo Tabacchini aggiunge: «Abbiamo lavorato in gruppi, ma ognuno di noi ha dato il suo tocco di personalità, e nel periodo di clausura è stato un faro in mezzo al buio del disinteresse e del rapporto interpersonale. Davvero un’opportunità speciale per donare vita attraverso l’utilizzo consapevole di mezzi nuovi, con volti giovani e capacità in erba pronte per essere messe al servizio della collettività e di chi più ne ha bisogno. Per il territorio, per la cultura, per le persone».

Tra i docenti che hanno partecipato al progetto insieme a Maria Gaetana Barelli ci sono: Giulia Polzonetti, Luisella Dragonetti, Carlo Tuba, Dina Placidi, Bianca Tonetto, Marcellina Troncarelli e Gino Leone.

 

 

 

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