Be-blu, ad Acquaviva un laboratorio per bambini con diagnosi di spettro autistico insieme alle loro famiglie

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ACQUAVIVA PICENA – Il laboratorio Be-Blu di via del Cavaliere, 54 ad Acquaviva Picena accoglie oltre 40 bambini con diagnosi di spettro autistico insieme alle loro famiglie iscritte all’associazione Omphalos. Si tratta di una realtà che mira a potenziare gli interventi specialistici in analisi del comportamento nel campo dell’autismo e dei disturbi generalizzati dello sviluppo. «Il nostro laboratorio Be-Blu esiste dal 2014 – afferma Claudia Schiavon, coordinatrice del circolo e membro del direttivo – Attualmente le famiglie iscritte all’associazione provengono dal Piceno e dal nord Abruzzo. Il nostro centro è aperto dal lunedì al sabato e oltre alle lezioni individuali, realizziamo laboratori per piccoli gruppi, summer e winter school. La nostra associazione è una OdV. I professionisti che collaborano con noi sono certificati secondo requisiti richiesti dal Board internazionale».

E’ stata inoltre rafforzata la collaborazione tra Omphalos ed il Comune di Acquaviva Picena che con un provvedimento ha nei mesi scorsi prolungato la concessione degli spazi dell’ex Ospedale Civico che ospita il laboratorio Be-Blu dell’associazione per ulteriori nove anni rinnovabili. Il nuovo accordo prevede la possibilità di utilizzare anche i locali del piano superiore ed il giardino esterno alla struttura. «Siamo molto soddisfatti – commenta Maria Mencoboni, presidente di Omphalos  – e grati all’Amministrazione comunale di Acquaviva Picena che conferma così la sua sensibilità al tema dell’autismo; allo stesso tempo consideriamo questa ulteriore concessione un riconoscimento alla bontà del lavoro fatto in questo territorio fino ad oggi».

Il circolo- laboratorio Be-Blu nasce con l’obiettivo di offrire un luogo dove i figli dei soci, bambini con diagnosi di spettro autistico, possano svolgere sedute di educazione strutturata cognitivo-comportamentale con metodologia basata sui principi dell’Applied Behavior Analysis (Aba). «L’associazione – conclude la coordinatrice Schiavon – nelle vesti del suo Consiglio direttivo, sente forte l’esigenza di offrire uno spazio altro, soprattutto dalle mura domestiche, dove permettere ai bambini di effettuare le sedute Aba in completa libertà, con la possibilità di usufruire gratuitamente di materiali didattici e giochi in grado di aiutare lo sviluppo di quelle abilità che sono carenti e che pertanto influiscono in modo fortemente invalidante nella loro vita di bambini. L’associazione dunque si mette in gioco esercitando una funzione che potremmo definire di scouting, al fine di offrire ai propri soci la possibilità di avvalersi della collaborazione di professionisti di provata competenza e certificata preparazione. Come Omphalos è evidente, però, che alle famiglie non basta la collaborazione di professionisti esperti, alle famiglie serve che la società nella quale i loro figli speciali vivono sia in grado di conoscerli e rispettarli e per questo cerca di imprimere un’accelerazione al processo di sensibilizzazione e conoscenza della cultura autistica».

A questo scopo i locali del laboratorio vengono immaginati dall’associazione anche come luogo dove organizzare seminari, dibattiti, corsi di formazione aperti a chi voglia confrontarsi senza pregiudizi con tutto quello che riguarda l’autismo per far sì che l’esperienza dei singoli diventi un patrimonio di conoscenza ampio, diffuso e fruibile sia per chi si occupa di autismo sia per chi con l’autismo vive quotidianamente.

 

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