Rubrica “Pausa caffè” La scuola mezzo secolo fa

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Guardando la tazzina di caffè  torna in mente l’infanzia, quando il caffè era vietato ai bambini e sovviene un ricordo di questa stagione..

I bimbi di una volta erano timidi e alcuni di loro mai usciti da casa neppure per andare all’asilo, specie se appartenevano a famiglie benestanti che potevano permettersi una “tata”, pertanto la scuola era un grande evento di “uscita” per la prima volta dalle mura domestiche. Per questa tipologia di bambini la Scuola Elementare ( oggi si chiama Primaria) era pertanto importante, in quanto unico luogo di socializzazione con i propri coetanei. Per la prima volta si apriva un mondo di tante cose sconosciute da approfondire che avrebbero fatto galoppare con la fantasia.

Che bello l’autunno! Una volta la scuola iniziava il 1 ottobre, quando era già freschetto. Le foglie sugli alberi erano rosse e gialli e marroni quelle cadute col vento a terra, che ricoprivano i marciapiedi come un tappeto.

Il cielo terso e il sole piacevole al mattino scaldava il cuore. I libri profumavano di nuovo e pure le gomme e le matite. Il grembiule un po’ era odiato, soprattutto il fiocco rosa, quello che si allacciava col bottoncino sotto la gola ed era già “infiocchettato” ossia cucito a forma di fiocco, stringeva e dava fastidio, ma bisognava indossarlo. Salire le scale era duro per un bambino piccolo, era un po’ difficile. Ma ecco che alla porta c’era il mitico “Giammatteo”  il bidello, che accoglieva  i bimbi con i suoi baffoni neri scherzando ed era una figura paterna di riferimento, come un angelo custode sempre presente che proteggeva i bambini nei corridoi.

In effetti corridoio della scuola “Giuseppe Speranza”  di Grottammare centro si apriva immenso, grigio nella sua graniglia bianco/nera e lucido. L’aver lasciato la mano della mamma o della tata per la prima volta riempiva il cuore di timore, di ansia e si poteva solo tremare.

Sulla porta c’era la maestra sempre bella e sorridente, che luccicava con le sue collane e col suo sorriso sfavillante. Il banco era laggiù vicino al finestrone, baciato dal sole. Si faceva la preghiera appena entrati con lo sguardo fisso al Crocifisso insieme alla maestra , in piedi e poi seduti in silenzio ad aspettare che lei parlasse. Di solito era l’autunno il tema centrale, i colori, i ricci delle castagne appoggiati sulla cattedra, il melograno e intanto qualcuno fissava il pulviscolo d’oro che filtrava dalle finestre che sembrava la polverina delle fate..

C’era una lettura e poi il disegno, che bello.. che permetteva di immergersi in ciò che si era letto e di fantasticare.

Alle volte si apriva la porta ed entrava il bidello a volte perfino il “Direttore” e i bimbi avevano davvero timore perché era severo e interrogava.. appariva molto cattivo, ma non lo era, in realtà gli scolari leggendo il timore delle maestre, lo percepivano come un pericolo..

A mano a mano che scorrevano le ore il viaggio della mattinata di scuola proseguiva con la geografia, verso meravigliosi mondi inesplorati e poi con la storia, a cavallo di qualche condottiero o sulle navi di Cristoforo Colombo ecco, finalmente..driiinnnnn…il suono della ricreazione svegliava da tutte le avventure..

Finalmente si poteva parlare con qualche compagno/a, gli argomenti erano vari: l’aver trovato un gattino l’altro ieri, di aver cucito il vestito ad una bambola con l’aiuto della propria nonna.. i maschi parlavano di partite di pallone, mentre le femmine di bambolotti e fiori. Certo oggi in un’epoca moderna, con internet, smartphone, serie Tv su Netflix, questi argomenti infantili di 50 anni fa fanno realmente ridere , eppure a quel tempo appagavano ed erano esaustivi…driiinn .. bisognava affrettarsi e andare al bagno perché era già suonata la prima ricreazione…poi si ricominciavano le lezioni, che terminavano alle ore 12.

A casa il pranzo e poi i compiti che si, erano un dovere, ma era bello farli perché di nuovo i bimbi si immergevano in quel mondo di curiosità e fantasie sconosciute bellissime. Certo non si poteva dire lo stesso per i compiti di matematica, davvero pesanti, ma poi alla fine tutto passava…E quando un bimbo di ieri aveva un po’ di febbre, che dolore !

La prima preoccupazione era di “rimanere indietro” non potendo andare a scuola…..Sai che pianti sul cuscino ..per essere costretti a fare un’assenza !  Oggi, bhe..non sono tanti gli alunni a patire se debbono assentarsi da suola!

Con questo articolo vogliamo cogliere l’occasione per augurare buon inizio anno scolastico 2021-2022 a tutti i bambini di oggi, che la vita davvero è tanto cambiata ma poi..alla fine..neanche tanto!

Chi volesse, può inviare un ricordo o un pensiero al numero whatsapp di Redazione : 371 1715065. Vi risponderemo! Al prossimo numero di Pausa Caffe’ !!!

 

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