Oratorio estivo a San Filippo Neri: «Si può sognare ancora»

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la pausa dello scorso anno, dovuta alla pandemia, durante il mese di luglio una ottantina di bambini, seguiti da circa trenta animatori, hanno partecipato all’oratorio estivo, per imparare la “Grammatica del sogno”. Tante le attività svolte: dallo sport alla manualità, dal teatro alla cucina ed ancora ballo, canto, giochi oltre a dei tempi dedicati alla riflessione su alcuni passi biblici. Momenti interessanti anche per gli animatori.

Racconta Patrizia, una delle educatrici: «La riflessione sulla “Parola” effettuata durante il circle-time con i bambini, ha donato a noi educatori delle riflessioni dei più piccoli, che spesso ci hanno stupito e commosso. I bambini, nella loro spontaneità e creatività, hanno espresso il loro sentire, confrontando quanto narrato dalla Bibbia con la loro quotidianità e le loro esperienze. Ad esempio, parlando dell’importanza di darsi una ‘regola’, abbiamo proposto di ringraziare il Signore ogni giorno prima dei pasti, con una preghiera, anche spontanea. La volta successiva i bimbi ci hanno confermato che avevano pregato in famiglia, proprio come facevano prima della merenda durante i laboratori insieme agli educatori». Benedetta, una delle animatrici dell’oratorio afferma: «L’esperienza dell’oratorio è stata positiva sotto ogni punto di vista, soprattutto per il senso di solidarietà. L’organizzazione è stata ottima, e nonostante alcune incomprensioni, come è normale che sia, siamo stati capaci di vivere una bella esperienza insieme ai bambini».

Un’altra Benedetta commenta: «L’esperienza di animatrice all’interno dell’oratorio estivo parrocchiale ha rappresentato per me, sia come mamma che come educatrice alla fede, un’opportunità importante per mettermi a servizio dei nostri figli, in un momento in cui la relazione vissuta in presenza ha subìto forti limitazioni. All’inizio di ogni percorso ci si mette a disposizione dell’altro con l’intento di dare qualcosa di sé, ma alla fine ci si rende conto che si riceve molto di più di quello che si dà. Ho riscoperto l’importanza della formazione, la bellezza della gratuità, la necessità di un lavoro di squadra, insieme ai nostri preti, caratterizzato da ascolto reciproco e umiltà. Mi è sembrata straordinaria l’atmosfera gioiosa che si è innescata grazie alla passione e alla grinta dei giovani animatori che non si sono risparmiati di fronte alla fatica e all’impegno di organizzare e predisporre spazi, materiali, giochi e attività per accogliere i bambini, i quali a loro volta si sono dimostrati entusiasti e curiosi. L’ambiente che si è venuto a creare ha coinvolto indirettamente anche le famiglie, che hanno manifestato in diversi modi la loro gratitudine. La gioia che ho respirato durante quei giorni, la passione e l’impegno dei giovani, la presenza di adulti facilitatori che hanno messo a disposizione la loro esperienza, hanno rappresentato per me un segnale concreto di speranza per continuare a sognare».

 

   

 

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