L’Abruzzese Fuori Sede riceve il Premio Dean Martin e ci racconta del suo progetto per aiutare i pastori sardi

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MARTINSICURO – “Una volta tanto, Feisbùc (Facebook) è servito a qualcosa di buono!” Così ha esclamato un’anziana cliente mentre ero dal macellaio a Martinsicuro. Incuriosita, ho chiesto maggiori dettagli alla signora e sono venuta a conoscenza di quanto ideato e realizzato da Gino Bucci, noto ai più come l’Abruzzese Fuori Sede. È così che ho deciso di intervistarlo.

Gino, cosa hai pensato di fare e come ti è venuta l’idea?
In realtà l’idea mi è venuta per caso, come al solito. Ricordavo di aver letto degli aiuti che, sia nel 2009 che nel 2017, i pastori sardi avevano inviato agli abruzzesi e alle altre popolazioni colpite dai terremoti e dal gelo. Ho pensato, quindi, che fosse doveroso provare a ricambiare, in un momento così difficile per la Sardegna. “Sa paradura” è il codice di mutuo soccorso dei pastori sardi: quando un pastore perde una o più pecore, gli altri pastori riparano il danno del collega. Pensando a questo, ho proposto sulla mia pagina Facebook una “paradura” abruzzese, chiamando “in supporto” alcuni esperti (Nunzio Marcelli, Gregorio Rotolo e Tiziano Iulianella), in sostegno dei pastori e degli allevatori sardi colpiti dai grandi incendi dell’ultimo periodo.

Qual è stato il riscontro degli utenti di Facebook?

Mi è stato detto che, a livello di tempistiche e non solo, inviare delle pecore sarebbe stato complesso. Tiziano Iulianella (sindaco di Pescina e allevatore di ovini), insieme a Valeria Gallese e a Confagricoltura L’Aquila, ha quindi pensato di aprire una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di mangimi, foraggio e quanto altro possa essere necessario per aiutare gli agricoltori, gli allevatori e i pastori sardi. Nunzio Marcelli, con Gregorio Rotolo e altri pastori abruzzesi, sta invece organizzando alcune “Giornate del Cacio”: il ricavato verrà devoluto integralmente ai pastori isolani.

Ti saresti mai aspettato che, in poche ore, la tua idea raggiungesse così tanti utenti e si trasformasse in un progetto concreto?
In sostanza io non ho fatto proprio nulla. Ho soltanto lanciata un’idea “romantica”, raccolta poi da chi è in grado di realizzarle, le idee, magari con meno romanticismo, ma con più pragmatismo. Mi ha fatto molto piacere, in ogni caso, l’enorme risposta ricevuta sia dagli abruzzesi che dai sardi; le nostre sono regioni sorelle, a livello di stereotipi certo, ma anche di cuore.

Dunque la tua fama sconfinerà oltre l’Abruzzo, anzi ormai ha raggiunto anche il resto d’Italia e del mondo. Stasera riceverai, infatti, il premio Dean Martin. Che effetto fa la popolarità?
Intanto ricevere dei premi mi fa sempre molto piacere perché, fondamentalmente, non ho mai chiesto nulla a nessuno e non ho mai partecipato ad alcun tipo di “concorso”. Il Premio Dean Martin di Montesilvano (PE) è un premio internazionale importante, sono onorato del pensiero e sarà un piacere ritirarlo stasera. Si parla di emigranti, di figli di emigranti, degli abruzzesi all’estero che sono poi uno dei motori principali della pagina. Spesso gli “abruzzesi fuori sede” amano l’Abruzzo più degli “abruzzesi in sede”, ed è importante collegarsi alle radici – anche attraverso personaggi straordinari come Dean Martin – per saper vivere il presente e guardare al futuro.

È forse qui che si cela il segreto della pagina Facebook dell’Abruzzese Fuori Sede: un attaccamento profondo alle radici abruzzesi, una autenticità di valori, non solo scritta – per di più in maniera colta ma fruibile da tutti – bensì anche vissuta nella quotidianità come riflesso di quello spirito forte e gentile di ogni Abruzzese.

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