FOTO Civitella, il Vescovo Bresciani ai forestali: “Il nostro agire sia guidato dal bene alto che ha creato tutto”

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CIVITELLA DEL TRONTO – Si è svolta lunedì 12 Luglio, alle ore 18:30, presso l’Abbazia di Santa Maria in Monte Santo di Civitella del Tronto, la Celebrazione Eucaristica in onore di San Giovanni Gualberto, patrono dei forestali. La Messa è stata presieduta dal vescovo Carlo Bresciani e concelebrata da don Marco Di Giosia e don Pietro Paolo Di Domenico. La cerimonia, avvenuta nel rispetto del distanziamento e con i dispositivi di protezione previsti per l’occasione, si è svolta alla presenza del Colonnello Gualberto Mancini, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Teramo e del delegato Inter-Regionale dell’Associazione Nazionale Forestali in Congedo Antonio Paesani che è stato a lungo Comandante Provinciale di Teramo.

Queste le parole pronunciate del vescovo Bresciani durante l’omelia: “La Parola di Dio è sempre motivo di riflessione per la nostra vita. Oggi, ad esempio, la Prima Lettura ci parla del potere, in particolare quello del faraone sul popolo di Israele che si era rifugiato in Egitto. Ci parla, però, di un esercizio del potere sbagliato, di un potere usato male, perché oppressivo. Chiediamoci allora: che cosa deve guidare l’esercizio del potere? Qui non stiamo parlando nello specifico del potere del politico, dello stato, delle istituzioni, dei carabinieri. Ognuno di noi ha un potere, nel piccolo come nel grande, ma il potere non può essere tutto e non può essere dispotico. Anche il nostro potere sul creato va esercitato bene. Dio, infatti, ce lo ha affidato perché lo coltivassimo, non perché lo distruggessimo. C’è un bene più alto, un bene assoluto, che è Dio, che ha creato tutto. Il rapporto che abbiamo tra di noi deve essere guidato da un principio preciso che è quello del bene. Nel Vangelo di oggi Dio non vuole contrapporre i genitori ai figli o il fratello alla sorella, bensì vuole dire che ogni rapporto, sia di chi esercita il potere sia di chi è subordinato, deve essere guidato da qualcosa di più grande, dal Bene che è Dio. Sia la ragione che il sentimento devono lasciarsi guidare da ciò che è veramente bene e che costruisce la vita. È povera quella comunità, quella famiglia, quella persona che si dimentica del bene. A volte non è facile cercare di fare il bene per qualcuno: pensiamo ai genitori per i figli, a voi forestali per i cittadini… Eppure c’è un bene che, per quanto costi, va perseguito. Proprio come ha fatto Gesù. Dunque facciamoci spesso questa domanda: ‘Che cosa deve guidare l’esercizio del potere?’ Questo interrogativo non è prettamente religioso, bensì umano: pertanto non solo il cristiano, ma ogni essere umano deve porsi questo quesito. Del resto anche San Giovanni Gualberto si è contrapposto ad un certo potere religioso e politico, ma non per perseguire il bene personale bensì quello comunitario, affrontando anche le fatiche e le sofferenze a cui questo può portare. Solo in questo modo, cioè perseguendo il Bene, anche voi sarete veri seguaci del vostro patrono.”

Il Colonnello Mancini ha dichiarato: “A nome dei Forestali Teramani in servizio, ringrazio il Vescovo Bresciani che, come accade ormai da diversi anni, ci consente l’apertura di questo bellissimo edificio sacro benedettino a noi molto caro, sia perché San Benedetto è il patrono dell’ecologia sia perché in esso è conservata una statua di San Giovanni Gualberto, celeste patrono di noi Forestali. Inoltre questa Liturgia Eucaristica celebrata qui a Monte Santo è, per noi, molto importante anche per un altro motivo: in questi luoghi, infatti, possiamo ammirare l’opera che in passato è stata svolta dal glorioso Corpo Forestale la cui eredità oggi è stata trasferita alla Specialità Forestale dell’Arma dei Carabinieri. Le Montagne Gemelle, che sono di fronte a questa abbazia, erano brulle nel periodo dell’Unità d’Italia, mentre ora presentano un manto di flora di boschi grazie anche e soprattutto all’attività dei Forestali. Ecco perché questo luogo è per noi altamente evocativo e ne siamo molto affezionati. Chiediamo pertanto a Sua Eccellenza di ripetere ogni anno questo appuntamento che è già divenuto ormai una piacevole tradizione.”

Anche il delegato Paesani ha affermato: “Ringrazio il Vescovo Bresciani per la sua presenza e ricordo con affetto il diacono Galliano che per tanti anni si è preso cura di questo luogo a noi molto caro. Per questo motivo negli anni scorsi, seppur con molti sacrifici, abbiamo fatto realizzare al prof. De Rosa, un noto artista di Castelli, la statua di Giovanni Gualberto che abbiamo donato all’abbazia. La storia di questa statua è singolare. Inizialmente non la si voleva porre in Chiesa, perciò è stata messa nel sotterraneo; durante un evento sismico, è franato tutto tranne la statua che, allora, è stata collocata all’ingresso, luogo in cui nuovamente ha resistito all’ultimo terremoto. Dunque ci sembra che questo sia un segno di Dio: questa statua deve restare qui!

Colgo l’occasione per dire che mi auguro che il sapere del Corpo Forestale non vada perso e che le relative competenze non scompaiano. Tra tutte, l’attività più importante su cui puntare è la prevenzione: non bisogna solo prepararsi su come domare l’evento incendiario, bensì fare in modo che non avvenga. Questo è possibile solo attraverso una cura ed una pulizia costante e frequente dei nostri amati boschi. Se non bastano le risorse, si potrebbe pensare di affidare tale attività anche alle persone che beneficiano del reddito di cittadinanza.”

Al termine della celebrazione è stata donata un’effigie di Giovanni Gualberto al nostro Vescovo Bresciani, il quale ha accolto con piacere le istanze di Mancini e Paesani ed ha assicurato la sua presenza anche negli anni avvenire. La serata si è conclusa con un piccolo momento ricreativo all’aperto nella splendida cornice del piazzale dell’Abbazia di Santa Maria in Monte Santo da cui è possibile ammirare le Montagne Gemelle ed il Mare Adriatico, cullati da un piacevole e fresco venticello estivo.

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