FOTO Parrocchia Madonna di Fatima, Don Francesco: “Siamo fatti di fede e incredulità, ma Dio è fedele alle sue promesse”

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RIPATRANSONE – “Per chi ha avuto la possibilità di andare a messa durante la settimana, magari si può essere reso conto di questa cosa, che il Signore è da un po’ di giorni che ci parla delle sue promesse. Il Signore fa tante promesse nella Bibbia e continua ancora oggi a farle anche a noi. Il Signore nella nostra vita può essere forte, ci può dare veramente una nuova vita. Potrebbe sembrare una frase un po’ poetica. Però se noi proviamo ad applicarla ad un qualsiasi aspetto della nostra vita, ci rendiamo conto di quanto è provocante. Perché chiunque di noi può pensare ad un aspetto della propria vita in cui ha delle difficoltà. Ecco lì il Signore oggi viene e dice «Io lì, proprio lì, posso farti sperimentare una vita nuova, posso aprire una via dove sembra che non ci sia».
E oggi, Gesù nel Vangelo, lo dice a Giairo. Ad un certo punto, nel Vangelo, sentiamo Gesù che dice «Non temere, soltanto abbi fede!». E Giairo però aveva un contesto attorno che non era molto semplice. Infatti nel Vangelo, ad un certo punto, si descrive la scena dove tutti urlano e piangono di fronte alla casa di Giairo e, di fronte a Gesù che dice «Perché piangete? Perché vi agitate? La bambina non è morta, dorme!» qual è la reazione? Lo deridono.
È un po’ tutta la settimana che nella Parola di Dio c’è questa reazione. C’è la reazione di persone che, ascoltando le promesse di Dio, ad un certo punto gli viene da ridere, come per dire «Ma possibile che questa nuova vita che Tu, Signore, ci prometti veramente può entrare dentro di me? Veramente io posso sperimentare questa cosa?». E allora a tutti viene da ridere.
Potrebbe succedere anche adesso. Sappiamo bene che ognuno di noi magari si agita, è agitato, oppure è rattristato o impaurito per qualcosa. Ognuno di noi ha quell’aspetto. Noi possiamo presentare a Dio, in qualche modo, la nostra situazione che pensiamo sia morta, finita. Invece Gesù ci dice «Guarda che è un passaggio. Adesso è buio, ma è un sonno. C’è una via, c’è una nuova vita che puoi sperimentare». E la nostra tentazione potrebbe essere, come quella di tutti, quella che ci nasce una risata.
Gesù non si ferma di fronte all’incredulità. A Dio la nostra incredulità interessa fino ad un certo punto perché sa di che pasta siamo fatti, che siamo fatti di fede e di incredulità. Oggi al centro c’è la fedeltà di Dio e la sua promessa. Se ci pensiamo, questa cosa molti di noi, se non tutti, possiamo anche averla sperimentata in qualche modo. Quella situazione in cui sempre di aver imboccato quasi un vicolo cieco e ci si chiede come si faccia per uscirne. Ma il Signore apre sempre una via. Quante luci possiamo dire che si sono accese in mezzo ai bui che abbiamo vissuto! Il Signore fa questo: accende la luce nel buio della nostra vita, per farci vedere quanto è infinita la vita che ci propone!”.

Sono state queste, in estrema sintesi, le parole rivolte da Don Francesco Antenucci ai Fedeli della Parrocchia Madonna di Fatima, nel corso della sua Prima Messa celebrata in Valtesino, lo scorso 26 Giugno 2021.

Per Don Francesco è stata una sorta di salto indietro nel tempo, a quando da giovanissimo seminarista, nel Settembre 2016, fu inviato in Valtesino dal Vescovo diocesano Carlo Bresciani per i suoi primi due anni di formazione “sul campo”, nelle Parrocchie della Diocesi, dopo i primi anni di formazioni in Seminario. Una formazione “sul campo” che, in Valtesino, è durata due anni e che è poi proseguita nella Parrocchia di Castignano, prima, e in quella di San Filippo Neri a San Benedetto del Tronto, poi, ove ora Don Francesco sta compiendo i suoi primi passi da novello Sacerdote.
E in Valtesino Don Francesco ha saputo integrarsi con la Comunità fin da subito, appena arrivato, grazie al suo sorriso, alla gioia che ha saputo trasmettere, alla sua allegria, alla sua chitarra e alla sua capacità di entrare nel cuore di tutti.
E a testimoniare questo bel ricordo della sua presenza in Parrocchia, c’era il consistente numero di Parrocchiani accorso per partecipare alla Celebrazione Eucaristica, nel corso della quale Don Francesco ha accolto anche una nuova catecumena, una ragazza della Comunità, che inizia il suo percorso di preparazione per ricevere i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana.
Un bel ricordo che, infine, è stato testimoniato da Don Luis, Parroco della Comunità, a Don Francesco con le parole di saluto e di ringraziamento che egli gli ha rivolto nel corso della Celebrazione.

Don Luis ha evidenziato come sia un bel segno per tutti, ma in particolare per Don Francesco e per il suo Ministero, l’averlo iniziato accompagnando e accogliendo nella vita della Chiesa un catecumeno. “Dall’inizio alla fine devi accompagnare i Fedeli, dall’inizio alla fine, gioire con le loro gioie, piangere con il loro pianto, davanti al Signore. Te lo dice un prete che va verso l’anzianità, le parole di un prete anziano per un prete inizia il suo cammino. Ho voluto che presiedessi questa Eucaristia con il calice con il quale ho presieduto il mio 25º di Sacerdozio per invocare dal Signore che doni a te il triplo, il quadruplo, delle grazie che ha donato a me”, ha detto Don Luis al termine della Messa.

Caro Don Francesco, come era scritto nella pergamena ricordo che la Comunità ti ha consegnato al termine della Messa, “il mondo ora ha bisogno di te, ha bisogno di credere per tornare a Casa e sapere che si farà festa per questo, ha bisogno di conoscere concretamente attraverso di te il Dio di amore, il Dio di verità. il Dio di luce. Siamo sicuri che riuscirai ad essere e fare tutto questo ma vogliamo dirti che anche quando il cammino sarà un po’ più duro, noi saremo sempre con te, a gioire con e per la Comunità che ti sarà affidata e che saprai far crescere. Sappi però che nei giorni in cui vorrai trovare ristoro per le tue fatiche, noi tutti ti aspetteremo sempre a braccia aperte come in una grande famiglia perché ti vogliamo un gran bene!”

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