Funerali di Suor Faustina Fronducci, don Lanfranco: “I tuoi tanti Sì sono diventati una sinfonia di preghiera”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si sono svolti Giovedì 17 Giugno, alle ore 9:00, presso la Cappella dell’Istituto delle Suore Concezioniste, i funerali di Suor Maria Faustina Fronducci. La Messa, presieduta da don Lanfranco Iachetti, è stata concelebrata da don Gianni Anelli e don Tommaso Capriotti. Presenti per l’occasione anche tutte le consorelle dell’istituto.

Suor Maria Faustina, al secolo Rosa, era nata 94 anni fa a Rotella il 7 Settembre 1927 da Leopoldo Fronducci e Adelina Cicconi. All’età di 20 anni, essendo stata formata nella vita di fede dall’Azione Cattolica, aveva deciso di diventare suora lottando contro la volontà dei genitori che si opponevano con forza. Entrata in Congregazione nell’Aprile del 1947, dopo 2 anni di preparazione, nel Dicembre del 1949 si consacrava a Dio con la professione temporanea e nel Settembre del 1953 pronunciava la professione perpetua. Dopo i primi anni trascorsi a Roma, era stata mandata a Cossignano, poi per quasi dieci anni a Cupra Marittima e in seguito a Montegallo; a Martinsicuro era stata la Superiora, poi era stata fatta tornare a Cupra Marittima ed infine a San Benedetto del Tronto, dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita, ormai malata e sulla sedia a rotelle, ma senza mai perdere la voglia di vivere, ridere e scherzare e di donarsi a Dio attraverso gli altri.

Queste le parole di don Lanfranco durante l’omelia: “Cara Suor Faustina, i tuoi quasi 70 anni di vita consacrata, come donna innanzitutto e poi anche come religiosa, parlano della tua folle umanità per Dio, come quando, appena ventenne, sei scappata di casa per seguire Gesù. Tutto il tuo viaggio, tutta la tua vocazione sono stati veramente una follia: sei stata una suora spiritosa e spirituale. I tuoi tanti ‘Sì’, pronunciati con fedeltà, insistenza e rigore, sono diventati una sinfonia di preghiera. Sei stata una donna retta e quindi folle, perché oggi chi è retto è un folle! Quante volte hai ripetuto ed abitato le parole di Paolo: ‘Se soltanto poteste sopportare un po’ di follia da parte mia!’ E poi: ‘Certo, voi mi sopportate.’ E ancora: ‘In ogni circostanza ho fatto il possibile per non esservi di aggravio’ – così scrive Paolo e così hai scritto tu Faustina con la tua vita. Il Crocifisso per amore è stato il segreto di ogni tua follia e Maria è stata per te la donna della danza, dove la follia – in punta di piedi – ha preso le mosse del Signore. Sei stata una sposa assetata della follia di Dio, con una sete durata quasi 94 anni. Qui a San Benedetto hai dato il meglio del tuo viaggio! Sì, perché quando ci si fa toccare da Dio e noi non Lo superiamo, lì si fa vera esperienza di Dio. Qui hai nutrito e hai fatto, a grandi secchi, scorta per la tua grande sete del tuo Sposo. Cara Suor Faustina, ora amerai senza alcun imbarazzo e in totale e piena libertà; amerai a tal punto che Gesù potrà finalmente donarsi a te, con la totalità del Suo essere; ti amerà senza fine, perché è proprio dell’amore, non essere mai sazio. Canterai, da buona figlia di Maria Immacolata, la bellezza della gioia; lo farai a squarciagola, tu insieme a Francesco Antonio Marcucci, perché lui voleva vedere le sue figlie allegre; canterai perché è proprio di chi ama, cantare le note alte, ma soprattutto quelle basse, quelle che a volte non si capiscono e che sembrano farti andare fuori tono, fuori coro. Canterai a squarciagola, perché amerai oltrepassare la strettoia delle parole e lascerai andare la melodia, il cuore di folle. Quante volte con la tua carrozzina andavi su e giù, intonando e quasi facendo le prove di quel coro polifonico del Paradiso! Ora, cara Suor Faustina, danza la vera follia dell’anima. Nel canto, che è stata la tua passione, è possibile rintracciare l’ordito e la trama della tua follia per Dio. Rimane nella tua cameretta quella croce così bella che un grottammarese ti regalò, ricordando proprio la tua folle pazzia per Dio e per la Chiesa. Ti ringraziamo, dunque, per quello che hai fatto e hai reso visibile, convinti – come si conclude la prima lettura di oggi – ‘che quello che noi non sappiamo, lo sa il Padre’.”

Toccante anche il ricordo scritto da Suor Flaviana Di Feliciantonio e letto da Suor Sandra Scarafoni: “Dopo i primi anni trascorsi a Roma, in via dei Sabelli, Suor Faustina è stata mandata a Cossignano, dove c’erano una scuola materna e un laboratorio di ricamo: in questo paese è tornata per ben tre volte in diversi periodi. Tutti la ricordano per la semplicità, l’accoglienza e la partecipazione alle gioie e ai dolori della gente. Anche a Cupra Marittima, dal 1954 al 1963, ha lasciato un ottimo ricordo presso le ragazze che frequentavano i laboratori di ricamo: nel cammino spirituale dell’Azione Cattolica, le incitava alla direzione spirituale per essere aiutate a conoscere il progetto di Dio sulla loro vita e ad affrontarlo con la fiducia in Dio che mai ci abbandona. Leggendo alcune pagine di un diario che abbiamo trovato, si capisce che quello che diceva gli altri, lo viveva e lo sperimentava in prima persona, cercando di guardare con Fede agli avvenimenti anche tristi, come la morte per un incidente della sua mamma o i trasferimenti che sono stati veramente tanti durante tutta la sua vita. È stata lei ad organizzare i primi campi scuola a Montegallo. A Martinsicuro, dove è rimasta per diversi anni, era la Superiora, sollecita per le necessità delle consorelle, presente nella parrocchia per la catechesi ai bambini e ai giovani, vicino alle famiglie nelle gioie e nei dolori. Andata nella comunità di Cupra Marittima per aiutare le suore anziane e malate che si trovavano nell’infermeria, sorridente e sollecita si prestava volentieri ad ogni lavoro. Nel 2013, quando l’infermeria è stata trasferita qui a San Benedetto del Tronto, è venuta anche lei, continuando ad aiutare chi era più malata, in particolare Suor Dionisia. Negli ultimi anni aveva perso un po’ l’udito, per cui faceva fatica a seguire i discorsi e le conversazioni, però era sempre con le consorelle, avendo magari in mano un libricino di preghiere che leggeva con grande devozione. Dopo una caduta e la frattura del femore, durante l’intervento chirurgico ha pregato in continuazione tanto che i dottori, in modo benevolo, hanno detto di non aver mai fatto un intervento, ascoltando così tante preghiere! Pian piano le sue condizioni di salute si sono aggravate, fino a dover sedere su una sedia a rotelle; ma, anche così, il suo spirito battagliero la portava a spingere da sola la carrozzina per andare verso la cappella, dove si fermava davanti al tabernacolo, alzando le mani verso il cielo e gridando: ‘Gesù, tirami sù, quando vuoi Tu!’. Ora, Suor Faustina, troverai una schiera di Santi ad accoglierti, quelle stesse persone che tu stessa hai aiutato a diventare sante. Prega anche per noi!”

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