Messa prima degli esami, don Francesco ai maturandi, “Maturità non è un bel voto, ma un bel cuore che sa donare”

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DIOCESI – Anziché l’espressione “Notte prima degli esami”, titolo di una celeberrima canzone di Antonello Venditti, quest’anno tra i maturandi della nostra Diocesi è in voga un altro hashtag, “MessaPrimaDegliEsami”. È questo, infatti, il titolo pensato dall’equipe Giovani dell’Azione Cattolica Diocesana per indicare la Celebrazione Eucaristica che si è svolta Martedì 15 Giugno, alle ore 21:15, presso la Cappella dell’Immacolata sul lungomare di San Benedetto del Tronto. La Messa, presieduta da don Francesco Antenucci, ordinato presbitero lo scorso sabato, è stata concelebrata da don Silvio Giampieri e don Gian Luca Rosati.

I giovani, che si sono riuniti per affidare alle preghiere lo studio, le ansie e le paure della maturità 2021, hanno riflettuto, attraverso le parole di don Francesco, sul vero significato della maturità intesa come ‘saper donare’. Questa la sintesi dell’omelia di don Francesco: “Nella prima lettura che abbiamo ascoltato, ad un certo punto San Paolo si stupisce di fronte ai Macedoni dicendo che sono riusciti a dare tutto quello che potevano, non solo secondo i loro mezzi, ma anche oltre i loro mezzi. La manifestazione dello stupore di San Paolo mi ha fatto riflettere su cosa sia realmente la maturità, cioè un passaggio ulteriore verso quella fase della vita dove uno può donare, può dare tutto se stesso, addirittura oltre i propri mezzi. Da bambino, infatti, chiediamo e riceviamo, anzi riceviamo molto, dipendendo dai nostri genitori. Successivamente, invece, più cresciamo, più siamo in grado di donare. In questa ottica, allora, il vero problema della maturità non è superare l’esame (che al 99,9% supererete); la vera questione è come arriviamo alla maturità. So donare? Sono disponibile? Sono disposto a donare? In questo senso San Paolo ci provoca perché ci racconta che i Macedoni, nonostante siano poveri, hanno la capacità di donare oltre se stessi, superando anche i propri mezzi e mostrando una gioia sovrabbondante nel donare. Dunque, ragazzi, di fronte a questo atteggiamento dei Macedoni nella fede, chiediamo a Dio: Come hanno fatto ad essere contenti di donare, pur essendo nella povertà? Da dove viene questa loro gioia? San Paolo una risposta chiara ce la dà: ci dice che loro si sentono ricchi. Questo è dunque il segreto: è lo sguardo del Signore che ci fa sentire ricchi dentro, ci fa sentire persone piene di valore e dignità che hanno il potere di donare qualcosa di importante al mondo e che possono anche cambiarlo. Dunque, ragazzi, noi siamo qui oggi per chiedere al Signore di cambiare il nostro sguardo, di farci sentire veramente ricchi, così da arrivare a questa maturità non solamente con dei buoni voti, ma soprattutto con il cuore a posto, un cuore che si sente ricco dentro per tutto quello che è, un cuore capace di donare al mondo quello che ha dentro.

Per l’occasione l’equipe Giovani dell’Azione Cattolica ha consegnato ai maturandi una lettera che riportiamo integralmente:

“Caro Maturando,

stai per compiere uno dei passi più belli e importanti della tua vita,

un momento in cui ti sentirai grande e invincibile.

Non sarà un voto, un 60 o un 100,

a definire la persona che sei.

Ricordati che tu sei quello che hai dentro:

un cuore grande, capace di offrire amore a tutti.

Sei la sincerità, i sorrisi di stupore e la paura di poter fallire.

Quanti giorni hai trascorso a dire:

‘Voglio uscire, ma devo studiare’ …

Non sarà mai tempo perso

quello che hai dedicato e dedicherai allo studio

per arricchire la tua vita

di buone esperienze e di belle conoscenze:

ne trarrai beneficio tu, il tuo prossimo e tutto il mondo.

Non lasciarti abbattere se non andrà come vuoi,

se qualcuno non apprezzerà il tuo impegno

o non considererà quanto hai studiato

e quanto amore hai dato per arrivare fin qua.

Trova il coraggio per affrontare ogni sfida che ti presenterà il futuro,

che sia all’università o al lavoro,

e non sentirti mai giudicato per le scelte che farai.

L’importante è cercare il bene:

è il bene infatti a renderci felici.

Voglio augurarti un in bocca al lupo

e che Dio ti accompagni in questo primo traguardo della vita.”

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