A tu per tu con Patrizia Di Girolamo, Presidente Parrocchiale dell’AC di Acquaviva

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DIOCESI – Come sappiamo e come abbiamo anche documentato tante volte il covid ha inciso profondamente sulla vita di molte realtà ecclesiali. Abbiamo chiesto a Patrizia Di Girolamo, Presidente Parrocchiale dell’Azione Cattolica di Acquaviva, come sta procedendo l’attività associativa dell’AC nella sua città.

Come procedono le attività con i giovani dell’AC?
Abbiamo ripreso il nostro percorso educativo a novembre con delle celebrazioni appositamente preparate per i ragazzi delle medie che sono circa una ventina. Per loro il parroco ha celebrato una messa settimanale alle 19.00 in chiesa, dove è possibile essere distanziati e rispettare tutte le norme anticovid. Siamo poi riusciti a organizzare altri incontri in presenza. Abbiamo comunque deciso di adeguarci al calendario scolastico: terremo le nostre attività fino a quando le scuole saranno aperte, se, al contrario, chiuderanno, le seguiremo, perché non ci sembra giusto esporsi a rischi. Ovviamente per non lasciare il cammino intrapreso con i ragazzi proseguiremo con la piattaforma Meet, come è già avvenuto nel recente passato.

Per quanto riguarda invece i giovanissimi?
Anche il gruppo giovanissimi sta camminando in particolare verso la celebrazione del sacramento della Cresima. Essendo le scuole superiori chiuse, per il motivo che dicevo prima, probabilmente riprenderanno gli incontri in piattaforma.

Ha parlato più volte di attività in piattaforma. Cosa pensa a proposito di questo nuovo metodo pastorale?
Fare le attività in piattaforma evidentemente non è la stessa cosa che vedersi. Come modalità è piuttosto impersonale ed è più sicuramente più difficile istaurare una relazione educativa coi ragazzi che magari tendono a chiedere la telecamera o a parlare fra di loro! Tuttavia cerchiamo di fare il possibile e personalmente ho trovato utile in questi momenti dare ai ragazzi la possibilità di parlare del loro vissuto e in particolare di come stanno vivendo la scuola: inevitabilmente soffrono del fatto che questa situazione si sia prolungata per molto tempo.

Che atteggiamento hanno i genitori davanti a tutto ciò?
Alcuni genitori sono impauriti e pertanto preferiscono non mandare i proprio figli, altri sono contenti che i ragazzi si possano incontrare e abbiano modo di abbattere quella solitudine alla quale sarebbero destinati se rimanessero a casa. Il pensiero non è uniforme, ma ci adeguiamo a quello che i genitori preferiscono, comprendendo le ragioni di tutti in una situazione così complessa e delicata.

Cosa si può dire del percorso che invece riguarda gli adulti?
Per quanto riguarda il settore adulti abbiamo fatto alcuni incontri in presenza e abbiamo deciso di seguire le attività proposte dal parroco. Per esempio durante l’Avvento ci sono stati degli incontri di catechesi sui 7 vizi capitali, ora, nel periodo di Quaresima, stiamo seguendo un’altra catechesi tenuta dal parroco sulla figura di Giuseppe, figlio di Giacobbe. Domenica scorsa abbiamo avuto la fortuna di fare un ritiro in presenza. Ci auguriamo ovviamente che la situazione migliori e tutto possa tornare alla normalità anche per i più grandi.

E in generale che aria si respira ad Acquaviva?
Le persone risentono molto dei cambi di colore: quando la Regione Marche è passata dall’arancione al giallo nella prima settimana le persone sono state timorose e sono uscite poco. Ora che ci eravamo riabituati al colore giallo e a una situazione quasi normale, siamo invece ripiombati nell’arancione e questo ha influito negativamente sull’umore delle persone. È fuori discussione che la paura c’è.

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