A tu per tu col restauratore Andrea Simoni: le opere “tornano così a risplendere nei musei o nelle Chiese”

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DIOCESI
– Le nostre chiese possono essere considerate dei veri e propri scrigni che contengono opere d’arte che raccontano la fede, la storia e la vita del nostro popolo. Un patrimonio straordinario che necessita ovviamente di cura e manutenzione. Questo lavoro di conservazione viene portato avanti da figure che spesso rimangono anonime, come anonimi sono in molti casi gli autori di tante opere d’arte. In questa intervista ci facciamo raccontare da un addetto del settore, il restauratore Andrea Simoni, la bellezza di questo lavoro.

Da quanti anni svolge questo lavoro e qual è il percorso che ha fatto per svolgere questa particolare professione?
Svolgo questa professione da circa trent’anni. Subito dopo la maturità, ho conseguito il diploma di restauratore a Firenze presso l’Istituto per l’arte ed il restauro “Palazzo Spinelli” con specializzazione in restauro dipinti su supporto tessile, ligneo, murario (affreschi, tempere, ecc). Successivamente mi sono trasferito ad Urbino dove sono rimasto per circa 13 anni collaborando con un restauratore del luogo a numerosi lavori ed incarichi, sia privati, ma soprattutto pubblici e quindi su beni sottoposti a tutela da parte del MIBACT, acquisendo notevole esperienza sulle metodologie, sulle problematiche relative al restauro ed alla corretta conservazione delle opere d’arte, successivamente all’intervento. Nel 2002 sono tornato nel mio luogo di origine, Comunanza, sede della mia impresa, dove avevo già allestito da tempo un laboratorio attrezzato e dove attualmente restauro le opere mobili.

Cosa significa per lei il suo lavoro?
Naturalmente la mia professione ha alla base una grande passione ed una competenza che è venuta via via affinandosi negli anni. Sia le opere di notevole spessore, sia quelle meno note o prestigiose sono per me importanti e quindi trattate con il medesimo impegno. Chiaramente la soddisfazione aumenta quando alcune di esse, rinvenute magari in depositi impensabili e trascurati, quindi in condizioni disperate sia nell’aspetto conservativo che estetico, grazie al mio intervento, hanno la possibilità di tornare a risplendere nei musei o nelle Chiese e dunque fruibili dal pubblico.

Come si svolge il suo lavoro?
Un intervento di restauro può avvenire in loco o presso il laboratorio di restauro a seconda se si tratti di opera immobile (dipinti murari, strutture lignee o lapidee, ecc) o mobile, cioè trasportabile come ad esempio dipinti su tela, tavola, scultura lignea, ecc. Anche le dimensioni ed il microclima cui il dipinto si è adattato nel corso dei decenni sono molto importanti al fine di scegliere la sede operativa: se si tratta di un’opera molto grande o il cui trasferimento possa provocare ulteriori danneggiamenti per questioni appunto di cambiamenti microclimatici, si opta per un intervento in sito.
Per quanto concerne le tecniche adoperate per il restauro bisogna innanzitutto distinguere tra intervento conservativo ed estetico; il primo riguarda tutte quelle operazioni che tendono ad interrompere drasticamente lo stato di degrado dell’opera ed è normalmente invisibile per il fruitore (consolidamento dei materiali, ricostruzione dei supporti o addirittura sostituzione di questi ultimi come nel caso dei telai lignei molto ammalorati nei dipinti su tela); il secondo, visibile al pubblico, è l’intervento di ricostruzione pittorica che consta di tecniche diversificate a seconda del tipo di lacuna da colmare. La scelta sulla tecnica da adottare viene spesso concordata con la committenza (nel caso di opere private) o con la Direzione Lavori (nel caso di lavori pubblici o privati comunque sottoposti a tutela da parte del MIBACT).
Nel caso di un dipinto, se la zona lacunosa dove intervenire risulta di piccola estensione e ricostruibile con certezza, si sceglie un tipo di intervento mimetico cioè che risulti invisibile; altra cosa è quando ci si trova a che fare con lacune  di grande estensione e/o che interessano zone peculiari del dipinto, la cui ricostruzione risulterebbe arbitraria e quindi inopportuna: in questi casi si adoperano tecniche differenti che risultino visibili da distanza ravvicinata ma che non disturbino l’appagamento visivo dell’opera da parte del fruitore (“selezione cromatica” del colore o “neutro”).
Infine bisogna precisare che tutti gli interventi su un’opera hanno come obbligo la reversibilità; appunto per questo motivo vi è una costante e continua ricerca per individuare materiali appropriati e il più possibile compatibili con essa al fine tramandarla alle generazioni future. Per intenderci, spesso noi restauratori abbiamo a che fare con la rimozione di vecchi interventi non coerenti o eseguiti, non intenzionalmente, con materiali non sempre appropriati i quali, anziché migliorarla, hanno danneggiato l’opera, talvolta permanentemente.

Qual è l’opera restaurata che le ha dato maggiore soddisfazione o quella a cui è più legato a motivo della sua bellezza?
Premetto che le opere che prediligo sono quelle su tavola o comunque su supporto ligneo. Tra gli interventi che mi hanno dato più soddisfazione c’è il tabernacolo di Castignano, eseguito qualche anno fa su commissione dei parroci Don Vincenzo Catani e Don Tiziano Napoletani. Si tratta di un manufatto ligneo a pianta esagonale dipinto su cinque lati con motivi architettonici, intagli e colonnine, dorati. Sul lato frontale, lo sportellino, vi è raffigurata una deposizione mentre, sugli altri lato, i quattro Evangelisti. Esso era stato rinvenuto in un deposito della parrocchia in condizioni conservative precarie: ricoperto da sudicio e con gravi problemi di sollevamenti e cadute di colore. Dopo un primo intervento di consolidamento del supporto ligneo e della pellicola pittorica,  effettuando alcuni saggi di pulitura sia sulle zone dorate che sulle immagini dei santi, mi sono subito accorto della elevata raffinatezza pittorica segnalandolo subito alla committenza nonché alla soprintendenza… In seguito alla conclusione dei lavori di restauro, gli studi sia stilistici che archivistici sono continuati fino ad oggi sia da parte di Don Vincenzo Catani, il quale è andato a ricercare le origini del manufatto negli archivi storici della diocesi, che da altri studiosi storici dell’arte. Confrontando il tabernacolo con altre opere dello stesso genere presenti sul territorio italiano si è arrivati alla conclusione che si tratta di un’opera importantissima e rara, realizzata dal Maestro del tardo Rinascimento spagnolo, Domínikos Theotokópoulos detto “ El Greco”. Si può dunque immaginare la mia soddisfazione nell’aver intuito la qualità del manufatto ed aver quindi dato il proprio contribuito ad un importante ritrovamento…

Riportiamo di seguito il catalogo delle opere restaurate dal Dott. Andrea Simoni

GROTTAMMARE (AP)

Chiesa di San Giovanni Battista (anno 2002/2003) restauro seguenti opere:

• n. 4 dipinti a tempera su tela – “I quattro Evangelisti”- sec. XX – Autore Giuseppe Pauri
• dipinto ad olio su tela – “Madonna con Bambino e Santi” – Sec. XVI – Vincenzo Pagani
• dipinto ad olio su tela – “Ultima Cena”- sec. XVII
• dipinto ad olio su tela – “Ritratto di Sisto V” –  sec. XVII
• dipinto ad olio su tela – “Madonna con Bambino e Santi” – Sec. XVIII
• dipinto ad olio su tela – “Santa monaca con Vescovo e Frate Domenicano” – sec XVII

CUPRA MARITTIMA (AP)

Chiesa della SS. Annunziata

• (anno 2008) restauro del portale della chiesa in pietra arenaria ed elementi in calcarea – sec. XVII

• (anno 2013/2014) restauro manufatto ligneo policromo – Trono processionale recante Madonna con Bambino – sec XVIII

Chiesa di San Basso
• (anno 2015) consolidamento, revisione della parchettatura, disinfestazione, restauro estetico su dipinto a tempera e oro a guazzo su tavola (trittico) – Vittore Crivelli –Madonna adorante il Bambino, tra San Basso e San Sebastiano – 1494 ca.

MONTALTO MARCHE (AP)

Chiesa di Santa Lucia – frazione Porchia (anno 2008)
• Restauro polittico a tempera su tavola – sec XVI –Vincenzo Pagani – Madonna in Trono con Bambino e i Santi Giovanni Battista, Sebastiano, Caterina d’Alessandria e Lucia – (cimasa a lunetta) Deposizione di Cristo nel Sepolcro

MONTEMONACO (AP)

Chiesa di San Bartolomeo in loc. Foce (anno 2005/2006)
• restauro scultura lignea policroma – San Bartolomeo – sec XVI – scultore marchigiano

Chiesa di Santa Maria in Casalicchio in loc. Tofe (anno 2006) restauro seguenti opere:

• scultura lignea policroma – San Sebastiano – inizio sec. XVI – Maestro di macereto o Domenico Indivini;
• scultura lignea policroma – Madonnina Abruzzese – sec. XVI – scultore abruzzese;
• scultura lignea policroma – Angelo Custode – sec. XVIII – autore ignoto.

I suddetti lavori sono stati realizzati in occasione della mostra “I sacri Legni” tenutasi a Montalto Marche (Aprile/Settembre 2006) e Camerino (Maggio 2006)

Museo diocesano di Arte Sacra (anno 2007)
• restauro dipinto centinato ad olio su tela – Sant’Antonio Abate e San Biagio – sec. XVII – Pierleone Ghezzi

Chiesa di San Benedetto e San Biagio (anno 2017/2018) restauro seguenti opere:
• olio si tela – Deposizione – sec XVIII – Annibale Carracci (copia);
• scultura lignea policroma – Crocifisso – fine sec. XV – Giovanni Teutonico

Chiesa di San Biagio in loc. Isola San Biagio (anno 2019/2020)

• scultura lignea policroma – Crocifisso – fine sec. XV – Giovanni Teutonico (contributo Fondazione CARISAP)

RIPATRANSONE (AP)

Chiesa di Sant’Agostino già Museo Diocesano (anno 2004/2006) restauro seguenti opere:
• n.2 dipinti ad olio su tela – Madonna in Cielo con Bambino e Santi – seconda metà sec. XVI – Domenico Ragazzini;
• dipinto a tempera su tela – San Michele Arcangelo – sec. XVI – Vincenzo Pagani;
• dipinto ad olio su tela – Martirio di Santa Cecilia – prima metà sec. XVII –  Lorenzo Bonomi;
complesso di sculture lignee policrome raffiguranti – Maddalena e quattro Angioletti  – sec. XVI – autore ignoto – lavoro eseguito in occasione della mostra “I sacri Legni” tenutasi a Montalto Marche (Aprile/Settembre 2006);

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

Chiesa di San Benedetto Martire (anno 2007/2008) restauro seguenti opere:
• Olio su tela – Madonna del Carmelo – sec. XVIII – Nicola Monti
• Olio su tela – San Benedetto Martire – sec XVIII – autore ignoto
• Olio su tela – Madonna con Bambino ed anime purganti – sec XVIII – Filippo Ricci
• Olio su tela – Madonna del Rosario – sec XVI – Durante Nobili
• Olio su tela – Ultima Cena – sec XVIII – Filippo Ricci

Chiesa della  Marina (anno 2010)
• Restauro manufatto ligneo policromo – Tronetto da esposizione eucaristica – sec . XIX
Autore R. Sciocchetti

FORCE (AP)

Chiesa di San Francesco (anno 2007)
• Restauro  scultura in stucco, policroma – Madonna con Bambino – Sec. XVI – Simone De Magistris
Opera presentata per la prima volta alla mostra “Simone De Magistris. Un pittore visionario tra Lotto e El Greco” a cura
di Vittorio Sgarbi tenutasi a Caldarola dal 5 aprile al 30 settembre 2007

Musei Sistini del Piceno – Museo d’Arte Sacra – sede di Force (anno 2011)
• Consolidamento degli strati pittorici e revisione del supporto ligneo su n° 5 dipinti a tempera su tavola –  raffiguranti parte del Ciclo dell’Infanzia di Cristo: Annunciazione, Visitazione, Natività, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto – seconda metà sec. XVI – Simone de Magistris

COSSIGNANO (AP)

Chiesa della SS. Annunziata (anno 2008)
• Restauro del dipinto a tempera su tavola – S. Antonio Abate in trono, SS. Antonio da Padova e Giobbe – sec. XVI (1540ca) – Vincenzo Pagani
Opera restaurata con il contributo della FONDAZIONE CARIFERMO, in occasione della mostra “Vincenzo Pagani un pittore devoto tra Crivelli e Raffaello” allestita all’interno del Palazzo dei Priori a Fermo a cura di Vittorio Sgarbi – 31 maggio/9 novembre 2008

CASTIGNANO (AP)

Chiesa di Sant’Egidio (anno 2012)
• Restauro manufatto ligneo policromo – Tabernacolo – recentemente attribuito al Pittore scultore Maestro EL GRECO, sec XVI/XVII.

Chiesa di Sant’Egidio (anno 2016)
• Pulitura, consolidamento, restauro di superficie decorata a tempera magra su supporto in camorcanna (volta navata ed abside) – sec XVIII – motivi decorativi geometrici e fitomorfi – Autore Pietro Maggi.

MONTELPARO (FM)

Chiesa di Sam Michele Arcangelo (anno 2008/2009)
• Restauro ciclo di dipinti ad affresco presenti sulla dona absidale, battesimale risalenti alla fine del sec XV – San Michele Arcangelo – Crocifissione – San Leonardo.

Chiesa di Sam Michele Arcangelo (anno 2010)
• Restauro ciclo di dipinti ad affresco presenti nella Cripta – sec. XV-XVI-XVIII – Madonna della Misericordia tra i SS. Emidio, Biagio, Lucia e Caterina – Madonna del Latte – Santa Caterina d’Alessandria – Madonna in trono con Bambino.

Chiesa di Sam Michele Arcangelo (anno 2013/2014)
• Restauro ciclo di dipinti ad affresco compreso stacco di alcuni di essi, situati nell’intradosso di arcata della navata (zona battesimale – sec. XV-XVI – Santi a Mezzobusto –  Crocifissione – San Rocco – San Biagio – sec. XV e sec. XVI – Ambito di Andrea da Bologna

Chiesa di Santa Maria in Camurano (anno 2011/2012)
• Restauro di Cappellina Votiva decorata con ciclo di affreschi – sec. XV-XVI – Madonna con Bambino e Maddalena – S. Antonio Abate – Annunciazione – San Rocco – Santa Vittoria

Chiesa di S. Maria Novella (anno 2015)
• Restauro dipinto a tempera su tavola – sec. XVI – Vincenzo Pagani – Madonna in trono con Bambino  tra San Giovanni Battista e Maddalena

COMUNANZA (AP)

Chiesa di Santa Caterina (anno 2013/2014)
• Pulitura, consolidamento, restauro di superficie decorata a tempera magra su supporto in camorcanna (volta navata ed abside) e sculture in stucco monocromo sec XVIII – Scene della vita di Santa Caterina –  motivi decorativi geometrici e fitomorfi – Autore Pietro Maggi

MONTEDINOVE (AP)

Chiesa di San Lorenzo (anno 2015)
• Pulitura, consolidamento, restauro di superficie decorata a tempera magra su supporto in camorcanna (volta navata ed abside) e sculture in stucco monocromo sec XVIII – Scene della vita di Santa Caterina –  motivi decorativi geometrici e fitomorfi – Autori Pietro Maggi e Domenico Fontana.

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