Caritas Martinsicuro, la parola a Don Alfonso e a Danica Acciarri

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MARTINSICURO – Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta delle varie sedi Caritas, incontrando i numerosi gruppi parrocchiali esistenti all’interno della vicaria di San Giacomo della Marca. “Tante sono le realtà che operano nel nostro territorio – afferma il vicario foraneo Don Anselmo Fulgenzi – Seppur con alti e bassi legati al periodo e alle singole situazioni, possiamo dire che tutte le parrocchie della nostra vicaria sono attive e perseveranti nella carità, incidendo in maniera determinante sul tessuto sociale delle comunità e fornendo loro un valido contributo per soddisfare i bisogni materiali e spirituali di molte persone in difficoltà.”

Don Alfonso, parroco della parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata a Villa Rosa di Martinsicuro, racconta l’esperienza caritativa nella sua comunità: “Sul territorio del comune di Martinsicuro sono presenti quattro realtà molto importanti che perseguono gli stessi obiettivi ed operano quindi camminando verso la stessa direzione: la sede Caritas della parrocchia del Sacro Cuore, la sede Caritas della nostra parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata, l’associazione Madre Teresa di Calcutta che collabora nel nostro territorio e la Croce Verde che fa da supporto nelle varie attività caritative. Per quanto concerne la nostra sede, i volontari impegnati in prima linea, a contatto con le persone, sono 18, ma ce ne sono anche altri che lavorano dietro le quinte, tutti capitanati dalla signora Rosita Di Salvatore. Le persone che generalmente si rivolgono a noi chiedono prima di tutto cibo, poi vestiario e, sempre più spesso, il pagamento di alcune bollette o l’acquisto di farmaci. Fortunatamente la Provvidenza non ci ha fatto mai mancare nulla e abbiamo toccato con mano la generosità di aziende e privati. Prima della pandemia le famiglie aiutate erano circa 40 al mese, ma ora sono aumentate: questo significa che materialmente l’aiuto arriva a oltre 160 persone, di cui una decina di neonati e circa 22 minorenni. Si tratta sia di italiani che di stranieri; però, quelli che maggiormente si vergognano di chiedere un aiuto sono gli italiani. Bisogna quindi mostrare empatia nell’accoglienza, tatto nell’ascolto e discrezione nell’azione.”

Danica Acciarri, segretario della sede Caritas della parrocchia Sacro Cuore di Martinsicuro, guidata da don Anselmo Fulgenzi, ci racconta come siano cambiate le cose dall’inizio della pandemia. “Siamo circa 12 volontari e riusciamo ad aiutare, mensilmente, con continuità, 46 famiglie stabili a cui se ne aggiungono spesso 7/8 occasionali. I servizi offerti sono sempre gli stessi (l’ascolto, la fornitura di pacchi di cibo, i contributi per le utenze, l’acquisto di libri nuovi o il recupero di quelli usati), ma con la pandemia molte cose sono cambiate. Il momento dell’ascolto, ad esempio, vista la particolare situazione, viene effettuato in forma telefonica. È cambiata poi anche la provenienza di cittadinanza delle persone che si rivolgono a noi: mentre prima avevano un 70% di stranieri ed un 30% di italiani, con il Covid-19 abbiamo registrato un notevole incremento di famiglie italiane. Infine, prima della pandemia, eravamo soliti organizzare una serie di attività per autofinanziarci, come la vendita di piante aromatiche fuori dalla chiesa prima di Natale, la vendita di dolci ad agosto per Santa Maria, il pranzo solidale per gli immigrati con dolci tipici del paese di loro provenienza. Purtroppo quest’anno non è stato possibile fare nulla di tutto ciò, ma fortunatamente abbiamo ricevuto un sostegno economico dall’amministrazione comunale e qualche offerta da parte di alcuni imprenditori della zona. In ogni caso, anche quando le cose non vanno esattamente come vogliamo, noi non ci scoraggiamo: siamo fermamente convinti che, tra il fare tutto quanto bene e il non fare niente, in mezzo ci sia il bene possibile, quello che ognuno di noi nel proprio piccolo può fare ed è chiamato a fare.”

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