Diocesi, On. Mario Sberna: la famiglia ha un ruolo centrale nella Chiesa e nella società

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DIOCESILa Missione della Famiglia nella Chiesa e nel Mondo: questo il titolo scelto dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare per l’incontro che ha avuto luogo sulla piattaforma Zoom domenica 10 gennaio. Si tratta del primo evento realizzato dai coniugi Piero e Patrizia Censori, nuovi responsabili dell’Ufficio, che ha visto la partecipazione di una cinquantina di utenti. L’incontro è stato moderato dal nostro giornalista Marco Sprecacè

Ha preso la parola a Mons. Carlo Bresciani che ha presentato il relatore, l’Onorevole Mario Sberna, il quale è legato al nostro pastore da lunga amicizia, essendo stato suo studente presso l’Istituto di Scienze Religiose di Brescia e amministratore del Seminario della stessa città, quando il Vescovo Carlo ne era Rettore. Mario Sberna è attualmente vicedirettore dell’Ufficio di Pastorale Familiare di Brescia, fondatore e presidente dell’Associazione Famiglie Numerose ed è entrato in politica animato dal desiderio di promuovere la famiglia nell’ambito istituzionale.

L’Onorevole Sberna ha messo in evidenza il ruolo fondamentale della famiglia nella Chiesa e nel mondo attingendo alla luce degli insegnamenti della Amoris Laetitia di Papa Francesco che segna il culmine di un percorso magisteriale che ha avuto inizio con la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II ed è passato attraverso i due recenti sinodi sulla famiglia (2014 e 2015). L’Esortazione Apostolica costituisce dunque una summa sul tema dell’amore coniugale e della famiglia. Ma il cammino non è concluso. Infatti il prossimo 19 marzo, quinto anniversario della pubblicazione dell’Amoris Laetitia, avrà inizio un anno di riflessione proprio su questo testo, che terminerà con il decimo incontro mondiale delle famiglie a Roma nel 2022.

Sberna ha mostrato come la centralità della famiglia sia già ben delineata a partire dagli scritti del Nuovo Testamento. Infatti San Paolo, parlando del matrimonio afferma: «Questo mistero è grande: lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa» (Ef 5,31-32). Molte volte lo stesso Paolo nelle sue lettere si rivolge alle comunità cristiane che si radunano nelle case di alcune famiglie e sempre grazie all’Apostolo delle Genti conosciamo i nomi dei loro componenti: Aquila e Priscilla che sono stati suoi stretti collaboratori nel ministero e hanno vissuto con Paolo condividendone il lavoro, Andronico e Giunia che vengono definiti “insigni fra gli apostoli” e Filemone, Affia e loro figlio Archippo che riaccolgono come un fratello il fuggitivo schiavo Onesimo.

Nel Magistero della Chiesa la famiglia – ha ancora sottolineato il relatore – riflette il Mistero della Santissima Trinità. Infatti, secondo le parole di Giovanni Paolo II «la famiglia è lo specchio in cui Dio si guarda e vede i due miracoli più belli che ha fatto: donare la vita e donare l’amore». Alla luce di ciò si possono cogliere in profondità le caratteristiche vocazionali della famiglia quali l’unità, l’indissolubilità e la fecondità che traggono linfa dalla comunione permanente di amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Ma nell’attuale contesto sociale e politico – ha concluso l’Onorevole Sberna – la famiglia è chiamata non solo a testimoniare la bellezza dell’amore, ma anche a promuovere se stessa all’interno delle istituzioni, come indicato in Familiaris Consortio 44: «Il compito sociale delle famiglie è chiamato ad esprimersi anche in forma di intervento politico: le famiglie, cioè, devono per prime adoperarsi affinché le leggi e le istituzioni dello Stato non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia. In tal senso le famiglie devono crescere nella coscienza di essere “protagoniste” della cosiddetta “politica familiare” ed assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente le famiglie saranno le prime vittime di quei mali, che si sono limitate ad osservare con indifferenza».

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