Venezuela: i vescovi, “gravissima situazione nel Paese, serve cambiamento radicale”

Condividi questo articolo sui social o stampalo

“Accompagnando e interpretando il sentimento della maggioranza dei venezuelani torniamo ad insistere sulla necessità di un cambiamento radicale nella guida politica del Paese, che richiede, da parte del governo, integrità, razionalità e sentimento di amore verso il Paese per porre fine all’enorme sofferenza del popolo venezuelano”. Lo affermano gli arcivescovi e vescovi della Conferenza episcopale del Venezuela, nell’esortazione pastorale “sulla gravissima situazione del Paese” resa nota oggi al termine della CXV Assemblea plenaria che si è svolta on line. I vescovi chiedono anche di “garantire libertà di azione ai corpi sociali intermedi, permettendo alle organizzazioni non governative di aiutare a trovare soluzioni ai diversi problemi che affliggono le comunità”. “Il mondo vive momenti di turbolenza, sconcerto e disordini a causa della attuale situazione di emergenza sanitaria”, osservano. La pandemia di Covid-19 ha evidenziato “l’incapacità di agire insieme” ma anche “grandi sforzi di solidarietà, servizio e preoccupazione reciproca attraverso la professionalità e l’esperienza della vocazione cristiana”. Nonostante la Costituzione del Venezuela dedichi il capitolo 6 ai diritti umani, i vescovi denunciano come gli stessi siano “disconosciuti dagli stessi autori”, mentre nel Paese si “è deteriorata la qualità della vita, dell’educazione, della salute e dei servizi di base”, con “una inflazione incontenibile e una svalutazione che hanno impoverito tutta la popolazione”. I vescovi fanno riferimento al fenomeno migratorio ricordando che “quando i figli di una nazione decidono di abbandonare il proprio Paese è perché sono assediati dalla precarietà e sono arrivati ad una situazione limite tale in cui non rimane altra scelta che rischiare di affrontare lo sconosciuto”. I vescovi fanno riferimento anche all’installazione dell’Assemblea nazionale “che manca di fondamento democratico”, con “intimidazioni e minacce di persecuzione che non aiutano a risolvere i problemi del popolo né creano fiducia nella ripresa del Paese”. La Conferenza episcopale venezuelana ha infine convocato una Giornata nazionale di preghiera per il prossimo 2 febbraio, per “risolvere i nostri conflitti in maniera pacifica”.

Condividi questo articolo sui social o stampalo

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *