Ufficio Migrantes, il direttore Pierluigi Addarii aderisce allo sciopero della fame per le persone del campo di Lipa

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DIOCESI – Pubblichiamo la lettera del direttore dell’Ufficio Migrante diocesano, Pierluigi Addarii

Ci sono tremila persone nei boschi della Bosnia-Erzegovina che vagano all’aperto, esposti al freddo sotto zero. Sono migranti provenienti dalla cosiddetta ‘rotta orientale’,  in attesa di trovare un varco per passare la frontiera con la Croazia e proseguire verso l’Europa occidentale. Dopo l’incendio che ha distrutto il campo di Lipa, centinaia di persone sono rimaste senza neanche una tenda di plastica sotto cui ripararsi.  Il governo bosniaco non ha ottemperato all’impegno di portare almeno l’elettricità, e le bufere di neve stanno coprendo i campi di Bihac e Velika Kladusa.
Inumane sono le condizioni di estremo pericolo, indigenza e sofferenza in cui vivono queste persone, in fuga da contesti di guerra e crisi umanitarie come Iraq, Siria e Turchia.
Per denunciare questa situazione di grave violazione dei diritti umani il comboniano p. Alex Zanotelli rivolge un appello a superare le politiche migratorie che causano morte e invitare ad una giornata di digiuno il prossimo 13 gennaio.

Padre Alex  Zanotelli: “Orrore e stupore davanti all’immensa sofferenza dei profughi sulla “rotta balcanica” e alla spietata indifferenza dell’Europa che li respinge a suon di manganellate. Dopo il recente incendio del campo di Lipa nella Bosnia nord-occidentale, migliaia di profughi sono abbandonati sotto la neve, senza cibo né acqua. Vorrebbero raggiungere l’Europa, ma le frontiere con la Bosnia sono sigillate. Molti tentano il passaggio per la Croazia, ma vengono pestati dalla polizia e riportati in Bosnia. L’Agenzia ONU, OIM, parla di  “una catastrofe umanitaria.” L’Europa che si dichiara ‘patria dei diritti umani’ non può chiudere gli occhi su questa nuova tragedia, ma anche su come vengono trattati i profughi lungo tutta la “rotta balcanica”. E l’Italia su questo ha anche una grave responsabilità perché respinge in Slovenia coloro che tentano di entrare nel nostro paese e la Slovenia li riporta poi in Croazia. E il gioco sulla pelle dei poveri continua. E’ questa la disumana politica migratoria della UE che rifiuta di aprire le porte ai profughi che fuggono da guerre che noi europei abbiamo fatto in Siria, Iraq, in Afghanistan. E’ una vergogna che l’Europa con 500 milioni di abitanti, terza potenza economica mondiale, non possa accogliere cinque milioni di profughi che premono alle sue frontiere!

Per questo mi appello al Presidente del Parlamento europeo, Davide Sassoli e ai parlamentari europei, in particolare all’on. Bartolo perché diano una mano almeno ai profughi del campo di Lipa.

Mi appello anche al governo italiano perché la smetta di giocare sulla pelle dei migranti al confine orientale.

Mi appello alle Chiese in Italia e in Europa perché alzino la loro voce a favore dei profughi che bussano alle nostre porte, ricordando a tutti quanto dice Papa Francesco nell’enciclica Fratelli Tutti : “A partire dal primo principio della destinazione comune dei beni, possiamo dire che ogni Paese è anche dello straniero, in quanto i beni di un territorio non devono essere negati a una persona bisognosa che provenga da un altro luogo.”(124)

Da parte nostra, “Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti”, continueremo la nostra protesta contro le politiche migratorie europee ed italiane, digiunando il secondo mercoledi di gennaio, il 13.

Mi appello a tutti gli uomini e donne di buona volontà perché si uniscano per respingere queste politiche razziste: è in ballo la nostra stessa umanità”.

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