Il direttore Pietro Pompei e Eola Perazzoli festeggiano oggi 60 anni di matriomonio

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Foto nel giorno del matrimonio

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una giornata davvero speciale quella che stanno vivendo il nostro Direttore Emerito Pietro Pompei insieme alla sua signora Eola Perazzoli con la quale è convolato a nozze la bellezza di 60 anni fa, il 7 gennaio 1961. Abbiamo chiesto al nostro caro Pietro di dirci qualcosa su questa lunga storia d’amore.

Come vi siete conosciuti tu e tua moglie?

Io e Eola ci siamo conosciuti sui banchi di scuola all’Istituto Magistrale di Ripatransone. Dopo il Ginnasio e al termine del secondo anno di Liceo Classico a Fano, ho frequentato l’ultimo anno del Magistrale nella stessa classe di Eola. Dopo 4 anni di fidanzamento ci siamo sposati: io avevo 26 anni e lei 25.

Che ricordi hai di quel giorno di 60 anni fa?
Il nostro matrimonio è stato celebrato nella chiesa di San Filippo di Ripatransone, quando era parroco don Guerrino, un sacerdote molto noto e apprezzato della nostra diocesi. In quel giorno abbiamo ricevuto anche, la Benedizione Apostolica di Papa Giovanni XXIII, oggi Santo, una figura alla quale sono sempre stato devoto. Dopo la cerimonia siamo scesi a San Benedetto e abbiamo festeggiato da Giammarini in via Risorgimento, quando sopra alla pasticceria c’era anche il ristorante.

Tu sei legato alla città di Ripatransone vero?
Sì, ho iniziato a viverci quando avevo 7 anni. Una coppia di sposi, Davide ed Emma Piergallini, non aveva figli e mi fu molto vicina durante la mia infanzia. Ho sempre voluto molto bene a queste due persone che per me sono state come un secondo padre e una seconda madre. Come ho già detto, ci ho studiato e molti amici Ripani li ho ritrovati all’Università di Urbino, dove mi sono laureato in Pedagogia, Filosofia, Psicologia e Storia. Nel 1970 abbiamo lasciato Ripa e ci siamo trasferiti a San Benedetto.

Tu vieni da una famiglia numerosa, hai avuto infatti 6 fra fratelli e sorelle. Anche tu ti sei dato da fare però…
È vero! I miei quattro figli sono nati tutti a Ripatransone: Sonia a ottobre del 1961, Roberto nel 1962, Stefano nel 1967 e Valerio nel 1968. Ho anche sette nipoti: il più grande ha più di 30 anni, mentre la più piccolina frequenta la quinta elementare.

Nella vostra vita matrimoniale c’è stato un sacerdote che per voi è stato un punto di riferimento fisso?
A Ripatransone ci è stato molto vicino don Antonio Fazzini. Quando siamo tornati a San Benedetto mi sono legato molto a Mons. Francesco Traini, sacerdote di grande carità. Parroco di S.Benedetto Martire. Parrocchia dove sono andato ad abitare e nella quale mi sono bene inserito partecipando alle varie attività pastorali e dove ho trovato don Romualdo Scarponi, allora vice parroco. Con don Romualdo ricordo in particolare gli incontri per la festa di San Giuseppe, ( la festa dei “padri”) e i “campi scuola” a Cansano. Don Francesco ha acceso in me anche l’amore per la storia della nostra Città e del nostro Santo Patrono: una passione che è viva tutt’ora.

Qual è il segreto di un matrimonio così lungo che ti senti di condividere con le coppie che magari stanno per sposarsi?
Le virtù per la riuscita di un matrimonio a lungo termine sono l’umiltà tra i coniugi e la pazienza; inoltre la capacità di rinnovarsi nell’amore ogni giorno con lo stesso entusiasmo del primo giorno. Nel viaggio di nozze siamo stati ad Assisi dove c’era mia sorella Giuseppina come Volontaria presso la Pro Civitate Christiana. Qui abbiamo avuto parecchi colloqui con don Giovanni Rossi, il fondatore, di cui ricordo un’esortazione che spesso ritrovo nei discorsi di Papa Francesco: “Non andate mai a dormire con il “rancore” nell’anima per una lite non risolta”.. Ovviamente, come in tutte le coppie, ci sono stati momenti alti e bassi, ma abbiamo sempre tenuto fede a questo consiglio che ci è stato di grande aiuto. Ho una confidenza. Nonostante gli anni che passano, l’amore ha bisogno di essere rinverdito: se da una parte continuiamo a guardarci come il primo giorno, dall’altro la vita matrimoniale si presenta sempre in modo nuovo e non scontato. Il bello di essere cristiano è anche questo ad oltre ottant’anni, di prepararci con serenità all’incontro con Gesù con un pizzico di curiosità!

Come festeggerete questo giorno?
Oggi festeggeremo in casa da soli, mentre sabato 9 gennaio parteciperemo alla Messa di Ringraziamento al Signore presso la parrocchia di San Benedetto Martire per i tanti doni che ci ha concesso in tutti questi anni e per tutte le volte, e questo riguarda specialmente me, che mi ha preso per “i capelli” e mi ha evitato tanti errori.

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